Il consigliere comunale del Partito democratico di Agrigento, Giuseppe Arnone, ha presentato una querela per diffamazione in Procura contro il giornalista Franco Castaldo, in riferimento a due articoli : “Arnone si propone a Lombardo: voglio fare il sindaco”, e “Rete idrica: il paladino è tornato e difende i… deboli”, entrambi pubblicati in data 4 giugno 2011 dal settimanale “Grandangolo” diretto da Castaldo.
Ecco il testo integrale della querela di Arnone :
Il sottoscritto avv. Giuseppe Arnone,è da tempo sottoposto ad una fastidiosa attività, che potrebbe tranquillamente definirsi persecutoria, da parte del giornale “Grandangolo” e, in primo luogo, del suo direttore, Franco Castaldo.
Costui, oltre ad ospitare, in ogni numero, vari articoli denigratori e diffamatori firmati con pseudonimi quali “Ulpiano” e “Attila”, oltre che dall’avv. Salvatore Patti, periodicamente si inventa di sana pianta pseudo notizie ampiamente diffamatorie, e alle medesime dedica, con grande rilievo, la prima pagina del settimanale, con i cosiddetti titoli a “nove colonne” (nel suo caso a sei).
Per questi titoli inventati, Castaldo ha già subito due condanne, di cui una irrevocabile: si inventò di sana pianta che il sottoscritto aveva redatto per conto del Comune di Gela un bando di gara per l’appalto della Nettezza Urbana, definibile come “truccato” e finalizzato a favorire delle imprese. Si accertò al processo che il sottoscritto non si era mai occupato di bandi di gara, né per il Comune di Gela, né per altri enti pubblici, eccettuata l’attività di denunzia degli imbrogli dei bandi del Comune di Agrigento.
In altra occasione, sempre con titolo a “nove colonne” diffuse la notizia, pure totalmente falsa, che il sottoscritto aveva violato il segreto istruttorio, intrufolandosi illecitamente nei computer della Magistratura agrigentina. Anche lì condanna, perché la notizia era inventata.
Ed ancora, si inventò che il sottoscritto aveva realizzato una tomba abusiva, che Legambiente aveva preso tangenti dall’imprenditore Salamone, che il sottoscritto e Legambiente agivano per interessi affaristici, utilizzando “il ricatto e l’intimidazione” e tanto altro ancora.
E, in tale quadro, va ricordato che, sempre in prima pagina, Castaldo si inventò di riunioni mai tenute tra il sottoscritto e il presidente Lombardo riguardanti incarichi che il sottoscritto avrebbe chiesto “per non lavorare” o riunioni tra il sottoscritto, il sindaco Zambuto, l’imprenditore Moncada e altri per progettare e realizzare disegni affaristici di detto imprenditore. Anche la veridicità di detti fatti è pari all’affermazione che “gli asini volano” o, sempre in campo equino, che “l’ultimo Grand Prix di Agnano è stato vinto da un pony cavalcato da Giuliano Ferrara”.
Detto questo, andiamo all’ultima diffamazione mediante invenzione denigratoria. Il giornale, nel numero adesso in edicola di sabato 4 giugno 2011, riporta questo titolo, con tanto di virgolette, cioè di affermazioni testuali attribuite al sottoscritto: “Arnone si propone a Lombardo: <>. L’antimafia, una volta tanto, non conta.
Nel sottostante articolo, si leggono le seguenti denigratorie affermazioni: “Giuseppe Arnone, com’è noto, da tempo corteggia goffamente e senza amor proprio il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, noncurante dell’inchiesta antimafia a suo carico … dopo tanto inseguire a colpi di comunicati e patetiche interviste ed incoronato pateticamente Lombardo miglior governatore di tutti i tempi, l’altra sera avrebbe dovuto incoronare il sogno che coltiva da tempo: proporsi come candidato a sindaco di Agrigento ed ottenere la benedizione di don Raffaè.”
Tutte queste affermazioni sono totalmente inventate, di sana pianta, in quanto il sottoscritto prevede effettivamente di candidarsi a sindaco di Agrigento, ma in rappresentanza solo ed esclusivamente del proprio partito, il Partito Democratico. E ciò avendo ampiamente dimostrato, alle ultime elezioni per il Presidente della Provincia, di ottenere da solo molti più voti dell’intero Partito. E ciò malgrado dette elezioni provinciali si svolgessero con la legge che collegava le liste dei consiglieri al candidato presidente (o sindaco), legge adesso modificata nel senso che i due voti (consiglio e sindaco o presidente di provincia) sono totalmente separati.
Dopo essersi inventato che il sottoscritto ha proposto a Lombardo di fare il sindaco, discorso che esiste solo nella fantasia non esattamente “in piena salute” dell’autore, per corroborare e rendere così più credibile tale invenzione diffamatoria, nel prosieguo dell’articolo si continua, ricostruendo una serie di circostanze che non possono che essere totalmente inventate, come inventata è la premessa, circostanze relative ad una ribellione, con annessa “fuga biblica di tesserati” dal partito dell’MpA, perché il sottoscritto sarebbe il candidato a sindaco per conto di quel partito.
Lo stravolgimento dei fatti è totale, perché è noto – a chi fa politica ad Agrigento – che l’MpA sta lavorando per proporre un proprio candidato sindaco al primo turno delle elezioni comunali, aggregando altre forze centriste.
Il tono dell’articolo, basato – non ci si stanca di ripeterlo – su una totale falsità è totalmente denigratorio, e prosegue inventandosi e proponendo affermazioni del genere: “Insomma, Arnone le sta tentando tutte. Ed è disposto a tutto. E rinnega tutto. Le inchieste antimafia appena accennate, per i suoi nemici diventano condanne definitive da inserire con disprezzo negli annali. Quelle chiuse con formulazione di capo di imputazione diventano sciocchezze e acqua fresca”. E, in questo passaggio, Arnone viene paragonato ad una “bannera di cannavazzu”.
Ed ancora, in conclusione – sempre al fine di accreditare la falsità – asserisce che Lombardo “potrebbe cadere in questo tranello e sostenere la candidatura di Arnone”.
Nel passaggio finale, poi, si tenta pure di mettere in cattiva luce il sottoscritto, asserendo che sino a poco tempo addietro lo scrivente era favorevole alla ricandidatura del sindaco Marco Zambuto e dimenticando che il sindaco Zambuto da ultimo è divenuto il candidato dell’on. Salvatore Iacolino (e dunque del braccio destro del segretario nazionale PDL, Angelino Alfano), tenta di presentare il sottoscritto come una sorta di “traditore” che rinnega tutti i suoi valori, anche quello dell’antimafia.
Ma, al di là di tutte queste considerazioni denigratorie, è la notizia sparata a pagina intera che il sottoscritto avrebbe parlato con il presidente Lombardo della propria candidatura a sindaco ad essere totalmente inventata.
Il sottoscritto fa parte, invece, dell’area politica del Partito Democratico facente capo al capogruppo all’ARS on. Antonello Cracolici e al parlamentare nazionale Giuseppe Lumia, i quali hanno contribuito alla formazione di questo Governo regionale, vi hanno designato quali assessori personalità eccellenti, come il vicepresidente Giosuè Marino, già prefetto di Agrigento, e pertanto, il sottoscritto pubblicamente sostiene le importantissime riforme che questo Governo, con la sua maggioranza, è riuscito ad approvare in Parlamento, quali le leggi sui rifiuti, sui termovalorizzatori, sull’acqua pubblica, sulla formazione, sulla elezione diretta dei sindaci.
Non solo, ma concludendo la presente querela si mette in rilievo che il sottoscritto ha più volte e pubblicamente affermato che il quadro e lo schema politico preferibile per la propria candidatura a sindaco è che ogni forza politica che fa riferimento all’area contraria al centrodestra di Berlusconi e di Alfano vada al primo turno delle elezioni con un proprio candidato e un proprio programma. E, pertanto, il sottoscritto sta lavorando perché si realizzi questo schema, che prevede l’esatto opposto di ciò che scrive il giornalista Castaldo, e cioè prevede che il Partito del Presidente Lombardo abbia al primo turno un proprio candidato.
Per completare il quadro, il sottoscritto in vita sua ha parlato con il presidente Lombardo solo due volte, e per telefono. E l’oggetto della conversazione è stato l’articolo – intervento politico pubblicato dal quotidiano “Europa” il 23 aprile scorso, ove il sottoscritto si esprimeva per il programma già realizzato in favore del sostegno del PD a questo Governo.
Tutto il resto, cioè che il sottoscritto abbia mai parlato con Lombardo di “incarichi da ottenere” o di “sostegno alla candidatura a sindaco” è frutto di fantasie non proprio sanissime di chi ha con la verità lo stesso rapporto del “diavolo con l’acqua santa” o, come già detto, di chi ritiene vera e pubblicabile la notizia che “un pony cavalcato da Giuliano Ferrara ha vinto il Grand Prix di Agnano”.
Tanto si rassegna, chiedendo la punizione del responsabile Franco Castaldo, nella qualità di responsabile dell’articolo privo di firma, nonché del titolo.
Si chiede di essere avvisati se, nei confronti della presente, si proponesse richiesta di archiviazione.
Agrigento, 6 giugno 2011
Avv. Giuseppe Arnone
Il sottoscritto avv. Giuseppe Arnone,è da tempo sottoposto ad una fastidiosa attività, che potrebbe tranquillamente definirsi persecutoria, da parte del giornale “Grandangolo” e, in primo luogo, del suo direttore, Franco Castaldo.
Costui, oltre ad ospitare, in ogni numero, vari articoli denigratori e diffamatori firmati con pseudonimi quali “Ulpiano” e “Attila”, oltre che dall’avv. Salvatore Patti, periodicamente si inventa di sana pianta pseudo notizie ampiamente diffamatorie, e alle medesime dedica, con grande rilievo, la prima pagina del settimanale, con i cosiddetti titoli a “nove colonne” (nel suo caso a sei).
Per questi titoli inventati, Castaldo ha già subito due condanne, di cui una irrevocabile: si inventò di sana pianta che il sottoscritto aveva redatto per conto del Comune di Gela un bando di gara per l’appalto della Nettezza Urbana, definibile come “truccato” e finalizzato a favorire delle imprese. Si accertò al processo che il sottoscritto non si era mai occupato di bandi di gara, né per il Comune di Gela, né per altri enti pubblici, eccettuata l’attività di denunzia degli imbrogli dei bandi del Comune di Agrigento.
In altra occasione, sempre con titolo a “nove colonne” diffuse la notizia, pure totalmente falsa, che il sottoscritto aveva violato il segreto istruttorio, intrufolandosi illecitamente nei computer della Magistratura agrigentina. Anche lì condanna, perché la notizia era inventata.
Ed ancora, si inventò che il sottoscritto aveva realizzato una tomba abusiva, che Legambiente aveva preso tangenti dall’imprenditore Salamone, che il sottoscritto e Legambiente agivano per interessi affaristici, utilizzando “il ricatto e l’intimidazione” e tanto altro ancora.
E, in tale quadro, va ricordato che, sempre in prima pagina, Castaldo si inventò di riunioni mai tenute tra il sottoscritto e il presidente Lombardo riguardanti incarichi che il sottoscritto avrebbe chiesto “per non lavorare” o riunioni tra il sottoscritto, il sindaco Zambuto, l’imprenditore Moncada e altri per progettare e realizzare disegni affaristici di detto imprenditore. Anche la veridicità di detti fatti è pari all’affermazione che “gli asini volano” o, sempre in campo equino, che “l’ultimo Grand Prix di Agnano è stato vinto da un pony cavalcato da Giuliano Ferrara”.
Detto questo, andiamo all’ultima diffamazione mediante invenzione denigratoria. Il giornale, nel numero adesso in edicola di sabato 4 giugno 2011, riporta questo titolo, con tanto di virgolette, cioè di affermazioni testuali attribuite al sottoscritto: “Arnone si propone a Lombardo: <>. L’antimafia, una volta tanto, non conta.
Nel sottostante articolo, si leggono le seguenti denigratorie affermazioni: “Giuseppe Arnone, com’è noto, da tempo corteggia goffamente e senza amor proprio il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, noncurante dell’inchiesta antimafia a suo carico … dopo tanto inseguire a colpi di comunicati e patetiche interviste ed incoronato pateticamente Lombardo miglior governatore di tutti i tempi, l’altra sera avrebbe dovuto incoronare il sogno che coltiva da tempo: proporsi come candidato a sindaco di Agrigento ed ottenere la benedizione di don Raffaè.”
Tutte queste affermazioni sono totalmente inventate, di sana pianta, in quanto il sottoscritto prevede effettivamente di candidarsi a sindaco di Agrigento, ma in rappresentanza solo ed esclusivamente del proprio partito, il Partito Democratico. E ciò avendo ampiamente dimostrato, alle ultime elezioni per il Presidente della Provincia, di ottenere da solo molti più voti dell’intero Partito. E ciò malgrado dette elezioni provinciali si svolgessero con la legge che collegava le liste dei consiglieri al candidato presidente (o sindaco), legge adesso modificata nel senso che i due voti (consiglio e sindaco o presidente di provincia) sono totalmente separati.
Dopo essersi inventato che il sottoscritto ha proposto a Lombardo di fare il sindaco, discorso che esiste solo nella fantasia non esattamente “in piena salute” dell’autore, per corroborare e rendere così più credibile tale invenzione diffamatoria, nel prosieguo dell’articolo si continua, ricostruendo una serie di circostanze che non possono che essere totalmente inventate, come inventata è la premessa, circostanze relative ad una ribellione, con annessa “fuga biblica di tesserati” dal partito dell’MpA, perché il sottoscritto sarebbe il candidato a sindaco per conto di quel partito.
Lo stravolgimento dei fatti è totale, perché è noto – a chi fa politica ad Agrigento – che l’MpA sta lavorando per proporre un proprio candidato sindaco al primo turno delle elezioni comunali, aggregando altre forze centriste.
Il tono dell’articolo, basato – non ci si stanca di ripeterlo – su una totale falsità è totalmente denigratorio, e prosegue inventandosi e proponendo affermazioni del genere: “Insomma, Arnone le sta tentando tutte. Ed è disposto a tutto. E rinnega tutto. Le inchieste antimafia appena accennate, per i suoi nemici diventano condanne definitive da inserire con disprezzo negli annali. Quelle chiuse con formulazione di capo di imputazione diventano sciocchezze e acqua fresca”. E, in questo passaggio, Arnone viene paragonato ad una “bannera di cannavazzu”.
Ed ancora, in conclusione – sempre al fine di accreditare la falsità – asserisce che Lombardo “potrebbe cadere in questo tranello e sostenere la candidatura di Arnone”.
Nel passaggio finale, poi, si tenta pure di mettere in cattiva luce il sottoscritto, asserendo che sino a poco tempo addietro lo scrivente era favorevole alla ricandidatura del sindaco Marco Zambuto e dimenticando che il sindaco Zambuto da ultimo è divenuto il candidato dell’on. Salvatore Iacolino (e dunque del braccio destro del segretario nazionale PDL, Angelino Alfano), tenta di presentare il sottoscritto come una sorta di “traditore” che rinnega tutti i suoi valori, anche quello dell’antimafia.
Ma, al di là di tutte queste considerazioni denigratorie, è la notizia sparata a pagina intera che il sottoscritto avrebbe parlato con il presidente Lombardo della propria candidatura a sindaco ad essere totalmente inventata.
Il sottoscritto fa parte, invece, dell’area politica del Partito Democratico facente capo al capogruppo all’ARS on. Antonello Cracolici e al parlamentare nazionale Giuseppe Lumia, i quali hanno contribuito alla formazione di questo Governo regionale, vi hanno designato quali assessori personalità eccellenti, come il vicepresidente Giosuè Marino, già prefetto di Agrigento, e pertanto, il sottoscritto pubblicamente sostiene le importantissime riforme che questo Governo, con la sua maggioranza, è riuscito ad approvare in Parlamento, quali le leggi sui rifiuti, sui termovalorizzatori, sull’acqua pubblica, sulla formazione, sulla elezione diretta dei sindaci.
Non solo, ma concludendo la presente querela si mette in rilievo che il sottoscritto ha più volte e pubblicamente affermato che il quadro e lo schema politico preferibile per la propria candidatura a sindaco è che ogni forza politica che fa riferimento all’area contraria al centrodestra di Berlusconi e di Alfano vada al primo turno delle elezioni con un proprio candidato e un proprio programma. E, pertanto, il sottoscritto sta lavorando perché si realizzi questo schema, che prevede l’esatto opposto di ciò che scrive il giornalista Castaldo, e cioè prevede che il Partito del Presidente Lombardo abbia al primo turno un proprio candidato.
Per completare il quadro, il sottoscritto in vita sua ha parlato con il presidente Lombardo solo due volte, e per telefono. E l’oggetto della conversazione è stato l’articolo – intervento politico pubblicato dal quotidiano “Europa” il 23 aprile scorso, ove il sottoscritto si esprimeva per il programma già realizzato in favore del sostegno del PD a questo Governo.
Tutto il resto, cioè che il sottoscritto abbia mai parlato con Lombardo di “incarichi da ottenere” o di “sostegno alla candidatura a sindaco” è frutto di fantasie non proprio sanissime di chi ha con la verità lo stesso rapporto del “diavolo con l’acqua santa” o, come già detto, di chi ritiene vera e pubblicabile la notizia che “un pony cavalcato da Giuliano Ferrara ha vinto il Grand Prix di Agnano”.
Tanto si rassegna, chiedendo la punizione del responsabile Franco Castaldo, nella qualità di responsabile dell’articolo privo di firma, nonché del titolo.
Si chiede di essere avvisati se, nei confronti della presente, si proponesse richiesta di archiviazione.
Agrigento, 6 giugno 2011
Avv. Giuseppe Arnone
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