Sasà Manganella, nei confronti di Carmelo Vitello, oggi fa la stessa figura di Giuliano Ferrara a cavallo di un pony che pretende di vincere il Gran Prix di Agnano contro gli eredi del mitico purosangue Varenne.
Anche i favaresi diano una lezione a Silvio Berlusconi e al suo erede designato, Angelino Alfano.
Ballottaggio di Canicattì: il segretario Messana, se ci riesce, provi a spiegare il senso dell’apparentamento del Partito Democratico, con gli ammiratori di Mussolini del partito di Storace. Se ciò risultasse difficile, si faccia aiutare da un buon fiasco di vino: a Canicattì ne circola tanto…
Anche se qualcuno mostra insofferenza, ai cittadini elettori le argomentazioni e le prospettazioni di Giuseppe Arnone, quale leader molto votato del Partito Democratico in provincia di Agrigento, interessano molto.
Per tali ragioni, non intendo tirarmi indietro e, innanzitutto, intendo replicare a Sasà Manganella che, da buon berlusconiano, non si cura dei limiti della decenza e come Silvio pensa a sedurre minorenni con l’aiuto di pacchi di doni e buste di soldi, così il buon Sasà pensa di sedurre, forte del suo smagliante sorriso e dei suoi sfavillanti programmi, gli elettori democratici favaresi.
Ritengo di poter tranquillamente replicare io a nome dell’intero Partito Democratico, respingendo con nettezza sorrisi e moine ammalianti di Sasà Manganella nei confronti degli elettori democratici e progressisti.
Sasà Manganella stia tranquillo e si consoli con qualche buona cenetta con Nino Bosco e Angelino Alfano, possibilmente per mettersi di buon umore ammirando le foto dei festini di Berlusconi, perché mi pare che tante altre ragioni di buon umore a Favara, a Manganella e a Bosco, non ne rimangano: prevedo che l’esito delle elezioni di Favara sarà molto più simile a quello di Napoli che a quello di Milano. La mia esperienza dei sentimenti elettorali, che ho avuto ampiamente modo di percepire nel corso delle mie visite a Favara e della mia passeggiata al mercato, mi consentono pacificamente di prevedere che l’elettorato favarese ha le idee chiare e Manganella, nei confronti di Carmelo Vitello, oggi fa la stessa figura di Giuliano Ferrara a cavallo di un pony che pretende di vincere il Gran Prix di Agnano contro gli eredi del mitico purosangue Varenne.
E intendo rimarcare con maggiore forza questo messaggio a nome del Partito Democratico e di Pierluigi Bersani agli elettori favaresi per votare Carmelo Vitello e battere Berlusconi, perché non posso fare a meno di prendere atto del grave stato confusionale in cui versa Emilio Messana, probabilmente terrorizzato dall’imminente rinvio a giudizio che lo manderà a far compagnia ai già condannati Palermo e Gambino.
Non si spiega altrimenti, se non con una situazione di “ubriachezza molesta collettiva”, la inedita decisione – che credo non abbia precedenti in alcuna parte d’Italia – che vede a Canicattì gli amici di Messana aver stretto un patto elettorale con gli ammiratori del fascismo e di Mussolini, gli eroici uomini che militano nel partito di Storace. Vero è che questo partito si è liberato del personaggio più terribilmente impresentabile, cioè la Santanchè, ma ciò non mi pare sufficiente per concludere con esso accordi elettorali, incomprensibili ai cittadini.
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