In vista del ballottaggio di domenica prossima a Canicattì, il consigliere comunale del PD Giuseppe Arnone interviene su una serie di iniziative pronte da mettere in atto da parte del candidato Gaetano Cani. Una sorta di inciuci che con la politica leale hanno ben poco da spartire.
Arnone promette battaglia ed ha assicurato che seguirà da “molto vicino” il cammino verso il ballottaggio di Canicattì.
Il consigliere del PD dichiara: “Premetto di star scrivendo questa nota durante la puntata di Annozero, mentre ascolto Celentano ridicolizzare la Santanchè. E lo dichiaro perché avrei preferito alla diffusione di questa nota stampa la convocazione di una conferenza stampa, possibilmente a Canicattì, oggi – venerdì 3 giugno – sarò impegnato a Palermo, in Corte d’Appello. Ma, da effettivo capo del Partito Democratico in provincia di Agrigento, sento il dovere di orientare gli elettori innanzi a possibili scelte insensate che da parte del mondo dei bàgani si vorrebbero compiere”
“In queste ore – sichiara Arnone - diviene chiaro il perché del silenzio da parte di Messana, Capodicasa e Di Benedetto, dopo i devastanti risultati elettorali di domenica scorsa, che hanno semplicemente ridicolizzato scelte e proposte, se così possiamo chiamarle, di questa parte del Partito. Eppure, questo sfacelo non è casuale: questi risultati – sconfitta dovunque, nessun candidato al ballottaggio, nessun sindaco eletto – mi erano stati ampiamente previsti, con grande sconforto da Maurizio Bonomo e Benedetto Adragna, i quali avevano il polso della situazione nei vari comuni. Ma la volontà suicida, di subalternità al centrodestra, di voler favorire senza limiti il sistema di potere del ministro Alfano, non conosce limiti: in queste ore, da parte del mondo dei bàgani, si tenta, silenziosamente, di sferrare un altro colpo micidiale ai valori e alle prospettive del Partito Democratico agrigentino”
Arnone è un fiume in piena e continua: “Canicattì è un grande comune, un importante polo economico, non l’ultima frazione di un ridente paesino montano. E non è pensabile concludervi, silenziosamente, il grande inciucio, una grande alleanza che realizzi la convergenza di berlusconiani, ex cuffariani e Partito Democratico, per favorire l’ex uomo di fiducia dell’on. Vincenzo Lo Giudice. Diffido il Partito Democratico ad assumere a Canicattì decisioni che non siano pienamente caratterizzate da coerenza, linearità e trasparenza. E la coerenza con i nostri valori impone a Messana e a Capodicasa di spiegare quali siano le ragioni di valori, di contenuti, di programmi, che possano giustificare a Canicattì, dopo la cocente sconfitta del primo turno, l’abbraccio mortale e largamente subalterno con gli uomini del centrodestra”
“ Porto Empedocle – conclude Arnone – poteva costituire un’eccezione più unica che rara, frutto da un lato del profilo del candidato UDC Firetto e, dall’altro, della totale inconsistenza del Partito Democratico empedoclino, assurdamente lasciato nelle mani poco fertili di Pippo Sinesio e Alfonso Frenda. E se, con grande sofferenza, poteva tollerarsi la già singolarissima alleanza di Porto Empedocle, è puro delirio pseudo politico pensare di ripetere sistematicamente questo inciucio, in realtà di ben altra importanza e in favore di candidati dal profilo, appunto, molto, molto discutibile”
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