“Quando Angelino Alfano fu nominato Ministro della Giustizia, portandosi dietro, persino nelle riunioni in Prefettura, il magistrato ed ex leader del centrosinistra, Gigi Birritteri, pure agrigentino, i più ottimisti davano per certo che l’accoppiata di due agrigentini di prim’ordine, tra le persone più intelligenti e preparate che l’intera provincia esprime, – spiega Arnone – avrebbe almeno risolto due annosi problemi di malgoverno che dipendono dal Ministero della Giustizia, unitamente al Comune di Agrigento. La certezza si consolidò ulteriormente quando si è andato rafforzando il rapporto tra Marco Zambuto e Angelino Alfano, e Zambuto andava e veniva da Roma, per ottenere addirittura fantasiose e pirotecniche leggi speciali per Agrigento. La “squadra di eccellenze” agrigentine insediatasi ai vertici del ministero, diveniva poi un dream team con la presenza del Lello Casesa, con il suo “friscaletto”. L’aggiuntiva presenza di Casesa ci convinceva che, qualora Alfano e Birritteri si fossero per qualche ragione scordati di Agrigento, Casesa gliel’avrebbe ricordato. E se la sera fossero stati troppo stanchi per mettere mano alle pratiche del carcere di S. Vito e della ex palestra di Villaseta, Casesa prima li avrebbe allietati, a scopo di relax, con apprezzate musiche folkloristiche (incluso il friscaletto) e poi avrebbe fatto affrontare loro le questioni che riguardano i nostri concittadini”.
Secondo Arnone, dell’accoppiata Alfano – Birritteri può essere orgogliosa la Lega Nord, Umberto Bossi e il figlio Trota: poco, pochissimo, i due hanno fatto per il Paese, completamente nulla, zero tagliato, per Agrigento.
“L’asse di ferro Zambuto – Alfano e Birritteri, – prosegue – ha già abbandonato il posto di maggior peso al Ministero, nonché all’interno dello stesso governo romano, tra breve Zambuto lascerà il Comune, e i topi continuano a convincersi – invero con fondamento – di poterla fare da padroni nell’ex Carcere e nella palestra di Villaseta. Orgogliosi, i topi pensano di avere meriti speciali agli occhi di Alfano, Birritteri e Zambuto, tali da essere preferiti… ai loro concittadini umani. Ed invero, nel “mondo sorcesco” dei topoloni, circola persino la voce secondo cui nella famosa villa di Alfano, ove si è decisa lo scorso luglio l’assegnazione delle nuove deleghe, si è confermato l’incarico a Rosalda Passarello anche per i meriti speciali acquisiti nei confronti della popolazione sorcesca locale, i famosi “topigni agrigentini”. Possiamo quindi gloriarci degli agrigentini al governo di Roma, che al Ministero della Giustizia sono riusciti a fare peggio dello stesso Ministro Castelli”.
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