Ecco l’intervento di Arnone.
“Caro Totò Iacolino, devo dirti con molta sincerità che la tua replica di ieri mi ha fatto molto piacere, perché ripropone agli agrigentini le vere parti dello scontro politico, di valori ed elettorale che caratterizza la storia recente agrigentina.
Da un lato il gruppo del Ministro Alfano, di cui tu sei il principale dei “generali”, dall’altro Giuseppe Arnone e i suoi amici.
Entrando nel merito delle questioni, non si può non osservare che è ben difficile nascondere agli occhi degli agrigentini sia l’ex carcere di S. Vito, sia la ex palestra di Villaseta, già aula bunker. Sono edifici grandi quasi quanto un quartiere, inferiori per dimensioni soltanto alle vostre responsabilità.
Comunque la giriamo, questi edifici sono in balia dei topi ormai da decenni, ed esattamente da decenni Alfano e i suoi amici sono al potere. Ad Agrigento e a Roma. Certo, potremmo provare a dare la colpa alla first lady francese, Carla Bruni, o quella statunitense, Michelle Obama. Peccato che Agrigento sia stata governata – si fa per dire – non da Obama e Sarkozy, ma da Sodano e Piazza.
Piazza lo ha scelto personalmente Angelino Alfano e Sodano, per quanto riguarda il secondo mandato, pure.
E il Ministro della Giustizia, che doveva occuparsi in prima persona di tali questioni, non sono stato io (altrimenti Berlusconi probabilmente farebbe già compagnia a Previti o Cuffaro, e non avrebbe i problemi di caldo di questi giorni…), bensì Angelino Alfano.
Qualsiasi avvocato ben conosce quanto sia folle la teoria di consentire alla difesa di indicare tutti i testi che vuole, senza che il Giudice possa controllarli. O, ancora, la follia di far autorizzare le intercettazioni dalla Corte d’Appello, ogni quindici giorni o giù di lì. Tutte folli teorie partorite dallo staff del Ministro Alfano, di cui fanno parte la moglie di Bruno Vespa, Augusta Iannini, il “canciabannera” Gigi Birritteri e certamente, per partorire idee così geniali, un “friscalettaro doc” quale Casesa. Determinante, per queste proposte di legge, il contributo del friscaletto…
E adesso che Zambuto, come ha dichiarato l’on. Salvatore Iacolino, sarà ricandidato dal Segretario del PDL Angelino Alfano in persona, possiamo solo complimentarci della capacità di Marco Zambuto di rivedere radicalmente opinioni e giudizi espressi innanzi agli elettori quando fu eletto sindaco, nell’ormai lontanissimo 2007.
E certamente non è stato l’impegno del Ministro Alfano per riqualificare questi edifici di competenza del Ministero della Giustizia, a suggerire a Zambuto di ribaltare esattamente ciò che aveva detto agli elettori su Alfano, non soltanto nel 2007, ma anche nel 2010.
Stanti così le cose, preferisco avere “zero” in “tituli”, ma “dieci” quanto a libertà di dire ciò che penso”.
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