Giuseppe Arnone: “A Villaseta pare che si aspetti solo il morto. Il quartiere rischia di diventare tra i peggiori delle periferie siciliane, peggio dello Zen o di Librino. Mi auguro che le Istituzioni intervengano presto ed efficacemente. Gli abitanti di Villaseta non possono più attendere.”
Altro pestaggio a Villaseta. Ridotto a mal partito dal giovane Gerlando Massimino il sig. Salemi, trasportato d’urgenza dall’Ospedale S. Giovanni di Dio al Policlinico di Palermo. Ha riportato gravissime fratture al volto e la rottura del setto nasale.
Il pestatore Massimino è lo stesso che qualche mese addietro ha già subito la condanna per aver spezzato un braccio a colpi di spranga al sig. Francesco Ancona e per aver malmenato la sorella, Graziella Ancona.
Già nelle scorse settimane, lo stesso branco cui fa riferimento il Massimino, aveva pestato le figlie e la moglie di Salemi, e aggredito più volte lo stesso Salemi, mandandolo già una prima volta in ospedale.
Giuseppe Arnone ha dichiarato: “Con l’ennesimo pestaggio di ieri, abbiamo sfiorato il morto: le fratture al volto per cui Salemi viene oggi trasportato d’urgenza a Palermo ne sono la testimonianza più evidente. Mi chiedo cosa si attenda ancora per evitare che via Kennedy di Villaseta divenga di gran lunga il quartiere più violento e degradato dell’intera Sicilia, battendo lo Zen a Palermo o Librino a Catania.”
“Il pentito Di Gati – continua Arnone – ha collocato ai vertici di Cosa Nostra agrigentina il patriarca dei Massimino. E il clima di intimidazione, terrore, violenza fisica istaurato da tempo a Villaseta in via Kennedy va letto proprio in questo quadro”.
“Non solo, ma nei vari processi che hanno coinvolto gli Ancona, abbiamo visto una regia raffinata, anche di menti giuridiche (avvocati, per intenderci…) che hanno, al riparo dell’anonimato, diretto una caterva di testi mendaci, che si sono fatti ampiamente beffa della Giustizia, mentendo spudoratamente, sotto giuramento, come nei migliori copioni di mafia.
E’ il caso che la Procura della Repubblica metta mano, pure, in tutta questa caterva di testimonianze mendaci, palesemente mendaci, per dimostrare che non ci si può più fare burla dello Stato e del diritto alla civile convivenza – conclude Arnone – Oppure, ribadisco il concetto, aspettiamo che ci scappi il morto? Si tratterebbe di un morto molto ampiamente annunciato.”
Agrigento, 29 agosto 2011
Avv. Giuseppe Arnone
consigliere comunale P.D.

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