Assemblea P.D. di sabato 24 scorso: ancora una volta il braccio destro di Capodicasa, Giuseppe Giuffrida, dà spettacolo innanzi ai turisti e tenta di aggredire fisicamente l’on. Panepinto e un altro esponente democratico.
Tutte le decisioni assunte sono totalmente illegittime, perché in palese violazione dello Statuto. Tra l’altro mancava il numero legale e Sinesio è stato eletto Presidente con modalità di voto illegali
Giuseppe Arnone ha dichiarato “Capodicasa e i suoi boys hanno pensato bene di svolgere la riunione illegale di sabato scorso mediante pratiche segrete, degne della “migliore tradizione massonica”. Nessun comunicato, nessuna notizia ai giornalisti.
Sarà forse per evitare che le telecamere trasmettessero l’ennesima aggressione fisica posta in essere dall’ormai mitico Giuseppe Giuffrida da Cattolica Eraclea, quello che è sotto processo anche per favori resi al capomafia Beniamino Gioiello Zappia? In questo caso, Giuffrida voleva ripetere, per allietare i turisti, il mitico match tra Carlos Monzon e Nino Benvenuti, direttamente contro l’on. Panepinto e un altro suo amico.
E’ pure utile che si sappia sin d’ora che gli organismi eletti – e in primo luogo il pirotecnico recordman neo-presidente del partito Antonio Giuseppe Sinesio (l’uomo che negli ultimi vent’anni ha perso tutte le elezioni), nonché la direzione provinciale – verranno da me impugnati e fatti annullare, in quanto la riunione si è svolta in assenza di numero legale, in assenza di registrazione dei delegati presenti, in assenza di controllo ed individuazione di coloro che accedevano alla riunione, in assenza di distribuzione di deleghe.
E il neo presidente Sinesio ha un ulteriore “merito”, come ha recentemente denunciato il candidato sindaco IDV di Porto Empedocle, Paolo Ferrara: quello di aver inserito nella lista PD al Consiglio Comunale anche personaggi con parentele impegnative negli ambienti della malavita locale. Una lista, peraltro, che ha portato il PD empedoclino ai minimi termini.
Per garantire l’elezione del recordman delle sconfitte Sinesio, tra l’altro, si è preferito violare lo Statuto e costringere i 68 votanti ad esprimersi mediante i “si” e i “no”, piuttosto che lasciare la libertà di indicare il nome del presidente prescelto. Sembrerebbe che modalità così particolari siano state personalmente decise direttamente dai condannati Giuseppe Palermo e Vittorio Gambino, noti esperti, assieme a Messana, nelle attività indicate nella nota Sentenza che li ha condannati.
Capodicasa non ha capito che – come direbbe Tolkien – il tempo degli orchi è ormai finito. E adesso è venuto quello dei veri uomini.
Agrigento, 26 settembre 2011
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere Comunale P.D.

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