sabato 3 settembre 2011

LETTERA APERTA AL SEN. BENEDETTO ADRAGNA

In ordine all’odierna intervista su un quotidiano regionale, intitolata “Io punto ancora su Piero Luparello

Caro Benedetto, in cosa consisterebbe la pacificazione generale che vuoi realizzare? Spiegalo meglio, perché la gente fraintende. Si potrebbe pensare che vogliamo pacificare i mafiosi e i politici collusi con la mafia, i tangentisti e gli imbroglioni con la gente perbene che li ha sempre combattuti.
Caro Benedetto, ma perché avete così tanta paura delle Primarie?

Caro Benedetto,
il caldo e la stanchezza fanno brutti scherzi. Quasi certamente lo stressato sono io che non comprendo le Tue analisi e proposte politiche, che probabilmente per miei limiti mi appaiono semplicemente offensive della volontà del popolo agrigentino e delle tradizioni di coerenza del centrosinistra siciliano.
Probabilmente è colpa mia, anche se noto che i dubbi e le perplessità sulle Tue proposte – per quanto riguarda il sindaco di Agrigento – non sono solo miei, ma di un’ampia parte dell’opinione pubblica che guarda in direzione del Partito Democratico.
La gente innanzi tutto mi chiede se non ricorda male la circostanza che Luparello è stato da Te investito dell’incarico di responsabile regionale per la Sanità del Partito. In effetti è vero. Appena entrato nel Partito Democratico, Piero Luparello ha avuto questo incarico, che forse ricopre ancora. Ma, lo ricopra o non lo ricopra, la situazione è identica: non mi pare che abbia mai fatto nulla. Ma forse è la mia stanchezza che non mi fa ricordare le proposte, iniziative e battaglie regionali di Luparello in questo settore.
Peccato che, consultando i siti internet, non venga fuori nulla. Nulla di nulla.
E le modalità di svolgimento dell’incarico di responsabile regionale per la Sanità, appaiono identiche a quelle di segretario cittadino del Partito. Per anni nessuna riunione. Nessuna riunione con i consiglieri comunali. Il tesseramento chiuso. Le uniche dimostrazioni di “esistenza in vita” sono state quelle di controfirmare quattro o cinque comunicati o manifesti redatti da Ester Vedova ed Epifanio Bellini, quest’ultimo primo firmatario. Note e manifesti, spesso, dai contenuti “sballati”.
Al momento qui mi fermo. Mi limito a sottolineare soltanto l’argomento che mi appare più incredibile della Tua nota e che sarebbe quello secondo cui la candidatura di Luparello sarebbe funzionale ad un momento di “pacificazione generale.
Caro Benedetto: chi si dovrebbe pacificare e con chi? I mafiosi con chi li ha combattuti? I politici avvicinabili con chi ha denunziato le collusioni? L’ingegnere Rizzo con gli ambientalisti? Cosa sarebbe, caro Benedetto, questa pacificazione generale?
Non è meglio, invece, tenere le Primarie previste dallo Statuto del Partito? O vi è chi si preoccupa che sarebbero primarie dall’esito scontato, alla luce del risultato delle elezioni del 2008, quando Arnone e i suoi amici, da soli, hanno avuto il 20% e tutto il resto del PD, con bandiere, liste, deputati, finanziamenti, solo il 15%?
Io, caro Benedetto, probabilmente sarò stanco. Ma ho il sospetto che le Primarie non si vogliano fare perché tutti sappiamo che, se non si truccano, le vince Arnone.
Infine, Ti invito e invito tutti i cittadini a vedere la conferenza stampa che ho appena tenuto, nella quale affronto tutti questi temi, permettendomi di ironizzare con gli impegni che Tu hai preso quando hai convinto Luparello, nella primavera 2008, ad abbandonare il neo senatore Totò Cuffaro per aderire al Partito Democratico.
Vedi, Benedetto, come dicevo innanzi ai giornalisti, tu potevi promettere a Luparello la tua moto, perché è tua, la tua casa, perché è tua, persino i tuoi baffi. Ma non potevi promettere né la candidatura, né la carica di sindaco di Agrigento. Quelle non ti appartengono, appartengono rispettivamente al Partito e agli elettori.
E, peraltro, mi preme evidenziare, con molto affetto, che Ti consiglierei di chiedere scusa alla città di Agrigento: Tu affermi che Zambuto ha amministrato talmente male che non è opportuno che si ricandidi. Ma Zambuto lo hai scelto Tu, assieme a Capodicasa e a Cusumano. Tu affermi che la città è allo sfascio: vuoi dire ai cittadini quale ruolo hai avuto nell’elezione di Sodano e di Piazza?
Concludo, augurandomi che il fresco autunnale, destinato ad arrivare nei prossimi giorni, faccia rinsavire chi di noi due ha più sofferto la calura estiva, o anche entrambi, riaprendo tra di noi i canali del confronto e della sintesi politica, sulla base di argomenti comprensibili dagli elettori.
Con affetto,
Agrigento, 3 settembre 2011
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere comunale P.D.

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