Arnone sull’aggressione subita ieri pomeriggio: “Ho scoperto dai giornali l’identità del mio aggressore alla Direzione regionale PD: è Mario Alloro, fedelissimo di Mirello Crisafulli ed ex superburocrate dell’ASI di Enna, fin quando una mia consulenza (gratuita) ha consentito al commissario straordinario di rivedere le sue mansioni e soprattutto il suo stipendio da 10.000 euro al mese. Questi comportamenti e questi metodi, che non ho esitato a definire di scuola mafiosa, devono cessare. Rinunzio alla querela, ma attendo le pubbliche scuse di Alloro, non a me, ma al Partito e ai nostri elettori.
Arnone replica anche all’on. Crisafulli: “Sono regolarmente iscritto al Partito Democratico, nonostante le bugie di Crisafulli che afferma il contrario. E rappresento questo Partito, molto degnamente, dai banchi del Consiglio Comunale di Agrigento”
Stamani ho scoperto dai giornali l’identità dell’energumeno, dal fisico da peso massimo che ieri mi ha aggredito, prima con insulti e poi fisicamente: si tratta del dott. Mario Alloro, segretario del PD di Enna e, soprattutto, superburocrate all’ASI di Enna, di cui mi sono occupato professionalmente, fornendo un parere tecnico – giuridico sui suoi comportamenti non corretti.
E’ ovvio che simili fatti, quelli posti in essere da Crisafulli e quelli posti in essere da Mario Alloro, offendono tutti gli elettori del Partito Democratico e mi vedo costretto a pretendere le scuse, non per me, ma per tutti i cittadini che ritengono intollerabili simili atti di violenza.
Il dott. Mario Alloro, grazie alla politica che ha gestito l’ASI di Enna in modo pessimo, godeva di una super – retribuzione da oltre 10.000 euro mensili: il Commissario dell’ASI, nominato dal governo dell’on. Raffaele Lombardo, mi ha investito dell’incarico, a titolo gratuito, di valutare comportamenti professionali censurabili di questo signore, che io ovviamente non avevo mai visto, prima di ieri pomeriggio.
La mia valutazione, nella qualità di presidente del Comitato dei Garanti dell’ASI di Enna, ha accolto solo una parte delle censure mosse dal Commissario straordinario, ma la gravità di dette censure è stata tale da provocarne il ridimensionamento degli incarichi rispetto alla precedente funzione apicale, ma soprattutto dello stipendio d’oro.
E adesso mi spiego, avendo conosciuto l’identità dell’aggressore, il perché di tanta reazione.
E’ ovvio che, in assenza di pronte e pubbliche scuse per gli indecenti comportamenti, segnalerò i fatti ai competenti organi interni di Partito.
Rinunzio sin d’ora – e lo affermo pubblicamente – a proporre querela e a chiedere allo Stato Italiano, come pure sarebbe mio diritto, di punire per le offese e l’aggressione, Crisafulli e Alloro. Ma ho il dovere, innanzi al Partito, di pretendere le scuse per l’intero Partito e soprattutto per i nostri iscritti ed elettori.
Colgo l’occasione per chiarire, ad ogni buon conto, che un noto organo di informazione oggi ha commesso l’errore di scrivere che io avrei definito “mafioso” Crisafulli. I concetti da me espressi sono stati ben più articolati e di natura politica ed etica. Ho profferito l’aggettivo “mafioso” solo nei confronti dei metodi violenti di Alloro, dicendo, appunto, che i suoi comportamenti da bullo che aggrediva fisicamente e si faceva trattenere da un buon numero di militanti, erano metodi da “scuola di mafia”, di chi pensava di intimidire in
tal modo gli antagonisti politici. Mentre, nei confronti di Crisafulli, ho fatto riferimento alle notissime intercettazioni ambientali della Polizia di Stato ove Crisafulli, a colloquio con il capomafia Bevilacqua, parla con evidenza di appalti truccati, tangenti e altro ancora.
E sempre a Crisafulli, replico che, nonostante le sue bugie affermino l’opposto, Sono regolarmente iscritto al Partito Democratico. E rappresento questo Partito, molto degnamente, dai banchi del Consiglio Comunale di Agrigento
Agrigento, 20 settembre 2011
Avv. Giuseppe Arnone

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