lunedì 10 ottobre 2011

Toghe rosse… di vergogna.

E' questo il titolo del documento che critica aspramente gli sponsor giudiziari del Procuratore Aggiunto di Catania, dott. Giuseppe Gennaro, candidato alla carica di Procuratore Capo
Innanzi al Palazzo di Giustizia di Catania, nella giornata di domani, lunedì 10 ottobre, dalle ore 11,00 e sino alle 13,00, Giuseppe Arnone terrà una clamorosa iniziativa di protesta, finalizzata a rimarcare la grave e palese inopportunità della nomina a Procuratore Capo della città etnea dell’attuale Procuratore Aggiunto, Giuseppe Gennaro, gravato da vicende di sconcertanti acquisti edilizi con connessi abusi, che già da soli, a parere di Arnone, evidenziano fatti da incompatibilità ambientale con la sede giudiziaria di Catania.
Il documento è durissimo pure nei confronti di importanti esponenti del PD etneo, accusati esplicitamente di parlare di legalità “a senso unico”, fornendo, per contrario, oggettiva e significativa copertura alle correnti della Magistratura   
L’avv. Giuseppe Arnone, già da venerdì, ha formalmente preannunziato l’iniziativa agli Uffici DIGOS di Agrigento e Catania e, per loro tramite, ai Capi degli Uffici Giudiziari di Catania.
L’iniziativa verrà ripetuta nella giornata di martedì, alle 8,30, a Roma, innanzi agli Uffici del Consiglio Superiore della Magistratura, ove Arnone consegnerà il medesimo documento ad ognuno dei consiglieri.

Prosegue la battaglia del noto avvocato ambientalista siciliano, Giuseppe Arnone, il quale – già dallo scorso luglio – aveva pubblicamente sollevato, con interventi televisivi e vari documenti, inoltrati anche al C.S.M., le questioni relative a quella che l’esponente politico ritiene essere un vulnus alla autorevolezza e credibilità piena e assoluta, come rivendicata dal Presidente Napolitano, della Magistratura siciliana: la eventuale nomina di Giuseppe Gennaro a Procuratore Capo di Catania.
Arnone, nel documento che verrà distribuito domani a Catania – e che comunque si allega alla presente nota, per consentirne sin d’ora un’agevole lettura – solleva le questioni, già accertate in modo limpido dal Tribunale di Roma e da quello di Monza, relative al torbido acquisto operato dal magistrato catanese Gennaro di una villa a S. Giovanni La Punta, nell’ambito di una lottizzazione facente capo al mafioimprenditore Rizzo, uomo riconducibile al potentissimo clan mafioso dei Laudani.



Infliggendo un oggettivo durissimo colpo alla credibilità di Gennaro, il Tribunale di Roma ha provato da un lato che un poliziotto antimafia si era attivato con una autorevole ex collega di Gennaro per impedire l’inopportuno acquisto, illustrando il mefitico contesto che ruotava attorno a quella lottizzazione.
Risultato di quell’intevento: non solo l’acquisto di Gennaro fu concluso, ma il magistrato innanzi al notaio fece figurare la gravissima falsità relativa al nome del reale venditore, occultando il nome dell’effettivo venditore (e prenditore del corrispettivo), facendo figurare un terzo estraneo all’affare, cioè una “testa di legno”. Gennaro poi si giustificò dicendo che quello era un escamotage per far risparmiare innanzi al fisco l’impresa venditrice, come se fosse normale che un magistrato si possa prestare a tali iniziative, illegittime e illegali, finalizzate a frodare il fisco.
Non solo, ma il Tribunale di Monza ha accertato che la villa costruita dal mafioimprenditore Rizzo, poi ucciso in un “regolamento di conti” ed avente quale primo acquirente Gennaro, era “dotata” di una bella serie di volumi edilizi abusivamente realizzati, per i quali proprio il magistrato, coadiuvato da un tecnico facente capo sempre al Rizzo e socio di costui, presentò la relativa istanza di condono edilizio al Comune di S. Giovanni La Punta. Successive polemiche misero pure in evidenza che la Procura di Catania, ove il dottor Gennaro aveva ed ha un notevole peso, contestualmente alla presentazione di quella istanza di condono – poi accolta – aveva in corso importanti indagini sui vertici politici e tecnici di quel Comune della provincia di Catania.
Il documento che verrà distribuito domani innanzi alla Procura di Catania è pure “corredato” da foto del magistrato Gennaro a colloquio con il mafioimprenditore Rizzo, nonché di foto delle costruzioni oggetto della compravendita.

Agrigento, 9 ottobre 2011
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere Comunale P.D.

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