Tra Zambuto e il centrodestra, siamo ormai alle comiche finali. E i personaggi di maggiore comicità sono gli assessori come Gramaglia, Sciortino e la Passarello, corresponsabili di ogni sfascio e che, adesso, scoprono di aver abitato Marte sino all’altro ieri.
Incredibile, ma vero: Zambuto dimentica la riunione di ferragosto nella villa di S. Leone di Angelino Alfano, ove ha definito le ultime e pregiatissime nomine in giunta, volute per ingraziarsi gli allora ministri Alfano e Romano.
E tutti questi protagonisti della “comica finale”, così impegnati a far ridere la città, dimenticano che è stato l’on. Iacolino il primo a benedire pubblicamente, in un memorabile incontro dello scorso aprile nella stanza del sindaco, la ricandidatura di Zambuto a primo cittadino.
La campagna elettorale di Zambuto da un lato e del centrodestra dall’altro, si manifesta assolutamente distante dai reali e gravi problemi degli agrigentini. E non potrebbe essere diversamente, perché – in quota parte – i cosiddetti “litiganti” di oggi, Zambuto e la sua Giunta da un lato, Iacolino, Fontana e Bosco dall’altro, sono corresponsabili del disastro.
Ma vi è un aspetto positivo. La “lite da comari” in atto ha profili realmente comici. Come può essere comico vedere una delle note signore che, ad esempio, erano protagoniste dei bunga-bunga di Berlusconi, adesso annunciare di voler prendere i voti per chiudersi in un convento di clausura, in assoluta “coerenza” con il suo passato.
Siamo proprio alle comiche: uno come Gramaglia, che con Cuffaro ne ha fatte di cotte e di crude, che ha sponsorizzato le peggiori cose, che appartiene agli ambienti politici più degradati, adesso si atteggia a moralizzatore e salvatore della Patria contro Angelino Alfano.
O, ancora, Rosalda Passarello e Angelo La Rosa, che erano addirittura sostenitori di Sodano, adesso “saltano sopra la cartedda”, scoprendosi rivoluzionari senza macchia e senza paura.
Ma quello che è più incredibile è il sindaco in persona il quale, nell’arco di poche settimane è passato dall’essere entusiasta frequentatore della villa estiva di Angelino Alfano, ove – con tanto di taccuino in mano – si è fatto dettare gli utili nomi della sua nuova Giunta, con in testa appunto l’ing. Ignazio Sciortino e il dott. Giuseppe Gramaglia, concordando deleghe, indirizzi e scadenze, adesso indica nel suo grande amore di pochi giorni addietro la causa di tutti i mali della città.
Gli agrigentini sono un popolo accorto e maturo. Hanno ampiamente preso atto della monodirezione degli interessi e delle attenzioni di Angelino Alfano, che ormai da tre anni è solo impegnato a mettere la sordina e veli pietosi rispetto ai bunga-bunga con minorenni, e soprattutto ai guai giudiziari del suo mentore e leader. E mentre gli agrigentini queste cose le hanno limpidamente comprese da almeno due anni, Marco Zambuto le ha comprese solo da due giorni.
Agrigento, 20 ottobre 2011
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere comunale P.D.

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