
Alla Provincia di Agrigento il Partito Democratico deve seguire lo stesso percorso tracciato a Palermo da Cracolici, Lupo e il Presidente Lombardo: mantenimento degli assessori tecnici e l’unico chiarimento che il partito è titolato a chiedere è quello pubblico, nella sala consiliare.
Sarebbe anche il caso che Panepinto e Adragna, magari dopo un paio di caffè, dicessero cosa pensano dei chiarimenti privati, smentissero Messana e comunicassero di non essere mai entrato nell’esecutivo provinciale del Partito, che qualcuno ha definito unitario.”
Non mi è chiaro se si tratti, ormai, di una crisi delle facoltà intellettive dovuta allo scoperchiamento, inevitabile, da parte dell’Autorità Giudiziaria, del ruolo di Messana nell’affaire dei reati in danno di Manzullo, o se si tratti di “fame di posti da assessore” che induce il segretario provinciale del PD a rilasciare ad organi di informazione testuali affermazioni semplicemente risibili, frutto al massimo di insegnamenti mal digeriti da parte di emuli dei baffi di Stalin.
Ieri, mi sono letteralmente rizzati i capelli quando ho letto la virgolettata dichiarazione di Messana, secondo cui “vi deve essere un chiarimento, anche privato, tra il Presidente D’Orsi” e il soviet supremo d’annata (e lì ha ragione Matteo Renzi quando dice che i dirigenti devono essere come lo yoghurt, con la scadenza…) composto da Capodicasa, Di Benedetto, Messana e i neo eroi della mala giustizia Gambino e Palermo.
Poi ho riflettuto, leggendo il resto del comunicato bugiardo di Messana – e adesso spiegheremo un’altra grande fesseria – che il chiarimento privato si rende necessario per cementare al meglio l’ultraventennale rapporto tra Capodicasa e Di Mauro, regalando la candidatura di sindaco di Agrigento proprio all’on. Di Mauro. E, con tale “regalo”, variamente infiocchettato e impacchettato, con primarie o meno, tentare di ostacolare la candidatura di Arnone, per regalare, ancora una volta, Agrigento al centrodestra, o agli ambigui, e comunque al malgoverno. Senza partecipare con gli uomini che hanno il consenso, e il tutto nel solco della tradizione.
Ovviamente, non rinnego i meriti che ho sempre riconosciuto a D’Orsi, nell’aver apportato rilevanti novità nella gestione della Provincia Regionale, a partire dall’abolizione di enti mangiasoldi, come l’APEA o il CdA dell’aeroporto – fantasma di Marcello Massinelli.
Ma come affrontare la questione giudiziaria D’Orsi ce lo hanno già spiegato, con comportamenti pubblici e trasparenti, i dirigenti regionali del Partito, Antonello Cracolici e Giuseppe Lupo, unitamente al Presidente Lombardo che ha prima convocato i giornalisti e poi tenuto un confronto in assemblea, libero e democratico, ove ogni eletto dal popolo siciliano ha avuto modo di dire la sua. Altro che “chiarimenti, anche privati”!!!
E, se Messana è proprio in vena di chiarimenti, ci chiarisca – prima di doverlo chiarire alla Magistratura – chi ha falsificato le firme di Diego Cusumano, Nello Hamel e pure quella di Domenico Pistone, che, in qualità di teste (mendace), non è stato in grado di riconoscerla. E chiarisca pure il perché lui, Messana, ha assunto, di nascosto a tutti (o quasi) la decisione di mandare Palermo e Gambino in quella Commissione in assenza di alcun deliberato da parte degli organi a ciò deputati.
E sarebbe anche il caso che i miei amici Panepinto e Adragna, possibilmente dopo aver sorbito un paio di robusti caffè, si decidessero a dare innanzitutto la notizia che la nomina dell’esecutivo, presentato ieri da Messana come “unitario”, non vede in alcun modo la loro partecipazione. Ciò in quanto le componenti di Adragna e Panepinto, in questa ultima riunione, hanno ribadito la volontà di non assumere responsabilità di Partito sin quando ci sarà Messana a presiederlo.
Ed ancora, dopo aver preso magari un terzo e ultimo caffè, esprimano la propria opinione – che ritengo sia assolutamente identica alla mia – in ordine a questi “chiarimenti, anche privati” che dovrebbero intercorrere tra il presidente D’Orsi, Messana, Capodicasa e compagni.
Conclusivamente, per chi ancora non l’avesse capito, le prossime elezioni comunali costituiranno ad Agrigento una delle più riuscite operazioni di “rottamazioni di massa” di soggetti inservibili che abbia mai conosciuto la democrazia italiana. E non vi saranno, grazie anche alla nuova legge elettorale voluta da Lombardo e Cracolici, furbizie che tengano da parte di Capodicasa, con la ricercata sponda dell’on. Di Mauro.
E, per quanto mi riguarda, ma sul punto sarò più chiaro in seguito, non può esservi alcun rapporto politico con l’MpA se questo Partito ritiene di continuare a dare retta a soggetti quali Giuseppe De Francisci, alla cui enorme massa di bugie pronunciate risponderò comunque nei prossimi giorni.
Agrigento,2 novembre 2011
Avv. Giuseppe Arnone

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