sabato 5 novembre 2011

I gravissimi fatti di Genova “polverizzano” tutte le teorie nel voler realizzare il depuratore


I gravissimi fatti di Genova “polverizzano” tutte le teorie, peraltro in contrasto con le leggi, di chi, ancora oggi, assurdamente insiste nel voler realizzare il depuratore della fascia costiera agrigentina sull’argine del fiume Akragas, al Villaggio Peruzzo. Un fiume che, senza particolari inondazioni, negli ultimi trent’anni è già esondato più volte proprio in quella zona.
Gli interventi che si stanno susseguendo sui media nazionali, relativamente alle esondazioni di fiumi e torrenti cementificati con le costruzioni realizzate a ridosso di letti e argini, impongono al cittadino le relative riflessioni.
Genova e le altre città liguri, nel piangere i propri morti, si interrogano su quanto poteva esser fatto per evitare o arginare il dissesto ed eventi così distruttivi. Ad Agrigento, invece, si insiste nel proporre un’opera pubblica illegale, in contrasto con le norme (P.A.I., Piano del Parco, P.R.G., ecc.) e con il buon senso.
La Soprintendenza, rispettosa delle norme, ha già chiarito che il Piano del Parco prevede l’esatto contrario della realizzazione di depuratori all’interno dell’area di massima tutela.
Arnone: “Ritengo che finalmente ci siano tutti gli elementi per mettere la parola fine in ordine a una scandalosa vicenda di mala amministrazione e illegalità.
Agrigento, 5 novembre 2011
Avv. Giuseppe Arnone

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