Caro Marco,
io mi auguro di cuore che quello di ieri mattina sia soltanto un assai deprecabile “scivolone”, frutto di cattivi consigli, frutto dell’attività di pessimi collaboratori.
No, Marco, non si può ingannare la Città fino a questo punto. Non puoi recitare il ruolo di un grande Sodano, cioè di un Sodano molto più alto e prestante.
Le tue dichiarazioni rese oggi sono fortemente censurabili, per diversi motivi che brevemente ti indicherò:
a) hai mentito alla Città, occultando il divieto assoluto che la normativa urbanistica impone alla realizzazione di quell’impianto di depurazione: quell’impianto è stato cancellato, sia dal vigente strumento urbanistico – ripeto vigente strumento urbanistico – sia dal Piano del Parco Archeologico della Valle dei Templi. E solo uno scriteriato, o un asservito agli interessi illeciti di Rizzo e Platamone, può pensare di portare avanti una procedura di realizzazione di un’opera totalmente difforme dalla normativa urbanistica;
b) hai mentito alla Città, occultando il divieto assoluto imposto dalla L.R. 27/86, che prevede l’obbligo tassativo, nel nostro caso, della distanza minima tra un siffatto impianto e i fabbricati viciniori. I tuoi funzionari, evidentemente, ti hanno nascosto non solo ciò che dicono le leggi, ma anche la pacifica giurisprudenza amministrativa, vedi per tutte la magistrale Sentenza del TAR Catania 302/97;
Le due menzogne di cui ai superiori punti sono già trancianti in ordine alla possibilità di realizzare il depuratore del Villaggio Peruzzo. Ma vi è di più:
c) e’ semplicemente scandaloso che, mentre Genova, la Liguria, la Toscana, Messina, sono allagate da esondazioni dei corsi d’acqua, tu pensi di raccontare la favoletta che il Comune di Agrigento ha in bilancio i milioni di euro necessari per le opere di difesa spondale, cioè i muraglioni sugli argini
d) del fiume che – secondo recentissime teorie – sono necessari per la difesa dell’impianto di Rizzo e Platamone. E delle due l’una: per spendere relativamente poco, la cementificazione del fiume dovrebbe limitarsi a poche decine di metri, in prossimità del depuratore, esponendo alla furia del fiume, in questo caso, follemente, “solo” le centinaia di abitazioni dei nostri concittadini. E’ del tutto ovvia la follia che hai illustrato: la zona del depuratore è l’unica ove il fiume può esondare senza danni: e allora i tuoi tecnici la “difendono” per spingere poi il fiume a esondare tra le case. Oppure mi è sfuggito che il nostro Comune – che non è in grado di asfaltare le strade – è in possesso dei milioni di euro necessari, almeno 20, per imbrigliare il fiume sino alla foce. Ed è pure in grado, per realizzare dette impegnative opere, di bypassare i vincoli di cui al Gui – Mancini.
e) E ci risulta incomprensibile come la Soprintendenza e l’Ente Parco possano mai autorizzare la cementificazione di un fiume nel cuore del Parco Archeologico. Ti hanno nascosto, approfittando della tua ingenuità e scarsa attenzione, che il Piano del Parco non consente – ripeto non consente – cementificazioni di fiumi, bensì in esso può leggersi testualmente la previsione “della restituzione dei suoli e delle sponde del fiume al proprio assetto naturale”. E’ previsto esattamente il contrario di ciò che tu vuoi fare. Decementificazione, non cementificazione;
f) Infine, è gravissimo il fatto che ancora non siano resi pubblici alla cittadinanza i verbali integrali – comprensivi dei documenti scritti prodotti preventivamente – e che tu abbia tentato di “gabellare” quella che è una tua personalissima opinione, riportata furbescamente e integralmente nell’ultima pagina del verbale, come le conclusioni della conferenza di servizi del giorno 8 novembre.
Concludo. Ti invito a ripristinare con la Città il rapporto che ha largamente contraddistinto il tuo operato. Ti invito a chiedere pubblicamente scusa ai cittadini. E ti dico tutto ciò molto amichevolmente, con il cuore in mano.
Tu capisci, caro Marco, cosa vuol dire scrivere oggi alla Corte dei Conti – oggi, nei giorni dei morti di Genova, dell’isola d’Elba, di Napoli – invitando la Procura della Corte dei Conti ad aprire un procedimento per danno all’erario per chi vuol spendere il denaro pubblico per cementificare un fiume, a difesa non dei cittadini, ma di un’opera illegale, in pieno Parco Archeologico della Valle dei Templi?
Francamente non comprendo cosa possa guidare atteggiamenti assolutamente folli da parte tua e dei tuoi funzionari: esporsi, senza motivo alcuno, a responsabilità enormi anche di natura contabile. Per non dire d’altra.
E non comprendo neppure per quale oscura ragione, a fine mandato, non c’è traccia alcuna dell’avvio a soluzione delle gravissime problematiche relative a fognature e depurazione che interessano ampia porzione del territorio cittadino, problematiche note e sottolineate nei documenti che abbiamo sottoposto alla tua attenzione.
Ti invito, ovviamente, se lo vorrai ad un confronto pubblico, ove potrai articolare i tuoi argomenti, se ritieni che esistano argomenti tali che possano in qualche misura essere contrapponibili a quanto appena illustrato.
Agrigento, 10 novembre 2011
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere Comunale P.D.


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