Il consigliere comunale di Agrigento, Giuseppe Arnone, ha presentato stasera il suo “dossier” sugli sprechi nei Consigli comunali siciliani, con particolare riferimento al “caso De Francisci” di Agrigento e al “caso Oliveri” di Palermo di cui si era occupato nei giorni scorsi il Corriere della Sera con un articolo di Gian Antonio Stella, anche lui in studio da Santoro per la prima puntata di Servizio Pubblico.

Questa la dichiarazione del consigliere comunale Arnone rispetto ai temi affrontati da Santoro:
“Clamoroso il caso del consigliere comunale De Francisci, che prima di essere eletto in Consiglio Comunale era un giovane disoccupato, che ovviamente non dichiarava nulla al fisco, e dopo l’elezione in Consiglio Comunale è stato “assunto” dall’Associazione Culturale – Agenzia di Servizi “di famiglia”, che ha quale rappresentante legale la madre del consigliere, con un contratto di “direttore delle attività amministrative”.
De Francisci, com’è noto, percepisce lo stipendio, direttamente dal Comune di Agrigento, Comune che rimborsa alla madre, ogni mese, ben oltre 2.500 euro, in alcuni casi anche 2.900, cui si aggiungono circa 1.500 euro mensili per gettoni di presenza spettanti al consigliere. Non solo, ma De Francisci è “in contenzioso” con gli Uffici comunali, perché pretende dal Comune ulteriori emolumenti e compensi che, secondo gli Uffici, non gli spettano”.
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