mercoledì 25 gennaio 2012

a LOMBARDO su DE FRANCISCI‏


Caso consigliere comunale MpA di Agrigento, Giuseppe De Francisci, responsabile di gravissime continuate indecenze, che danneggiano l’intera maggioranza di governo e anche l’ottima azione condotta dal sottoscritto con il vicepresidente del Consiglio Comunale dott. Marchetta al Comune di Agrigento.
Illustre Presidente,
Le segnalo formalmente quanto segue, perché ritengo che noi, impegnati per il riscatto della Sicilia, abbiamo il dovere di rompere ogni logica di abuso e di “casta” della politica che crea enormi danni alla Sicilia e al grande lavoro sin qui svolto dalla squadra di governo regionale.
Per quanto riguarda la mia provincia e la mia città, la maggioranza di Governo regionale, composta dall’MpA e dal Partito Democratico in primo luogo, è agli occhi della gente, quella che ha cacciato i pessimi Manenti e poi Oliveri dai vertici dell’Azienda Sanitaria, o che non ha consentito l’insediamento del condannato Viviani nel consiglio della Camera di Commercio. E’ quella, ad esempio, che sta riqualificando la Sanità, mettendo a disposizione del neonato polo di chirurgia oncologica gli immediati acquisti delle attrezzature necessarie a porre fine ai “viaggi della speranza”. E’ quella che ha riqualificato l’Amministrazione dei Beni Culturali in provincia, con personalità probe e di prestigio ai vertici di Soprintendenza ed Ente Parco, e contestuale messa ai margini dei soggetti più squalificati. Questi sono solo alcuni dei meriti che i cittadini riconoscono all’azione del Governo regionale.
Poi vi sono le riforme regionali, i risultati dell’attività legislativa, le grandi iniziative in itinere.
E, per quanto riguarda il Comune di Agrigento, non posso che richiamare l’ottima, e per tanti versi efficace, attività svolta all’unisono con il vicepresidente del Consiglio Comunale ed autorevolissimo esponente dell’MpA, dott. Piero Marchetta.
Ora, questa assai significativa attività politica, di impegno per gli agrigentini e i siciliani, viene vanificata da azioni indegne che, a nome dell’MpA, continua a condurre il sig. Giuseppe De Francisci, il quale, per la verità, già da tempo – in relazione alla linea politica – obbedisce a logiche esterne allo stesso MpA (patto del territorio, amici del sindaco Zambuto, ecc. ecc.).
Ma questi aspetti – chiamiamoli politici – non motiverebbero questa mia lettera se non vi fossero ben altri fatti, assolutamente clamorosi, che hanno persino portato ad iniziative giudiziarie nei confronti del De Francisci. Voglio immediatamente rimarcare che la decisione di inviare questa lettera era stata da me assunta ben prima delle iniziative giudiziarie, quando all’interno del Comune ho appreso e riscontrato i gravissimi fatti che immediatamente documenterò.
Utilizzando la carta intestata del Comune di Agrigento e dell’MpA, avvalendosi delle sue prerogative e dei suoi poteri di consigliere comunale e capogruppo consiliare MpA, il sig. Giuseppe De Francisci ha ritenuto di porre in essere una documentata attività persecutoria e calunniosa nei confronti dell’ex fidanzato della sua nuova “fiamma”, ex fidanzato titolare di un panificio in Agrigento.
Abusando dei suoi poteri – e infangando l’intero Consiglio Comunale, l’intero MpA e la stessa politica agrigentina che a simili livelli di squallore non era mai pervenuta – il De Francisci inviava al panificio del suo “rivale in amore” i controlli dell’Ufficio Annona dei Vigili Urbani, del Settore Attività Produttive, dell’Ufficio Igiene degli Alimenti dell’ASP, della Guardia di Finanza, dell’Ispettorato provinciale del Lavoro, dell’Ufficio Medicina del Lavoro.
Per tramite del Consiglio Comunale di Agrigento, denunziava il suo rivale in amore, accusandolo formalmente di essere un evasore fiscale, di violare le norme igieniche, di immettere in atmosfera rumori e odori molesti, di violare gli standard di sicurezza dei lavoratori e tanto altro ancora.
Aveva persino la faccia tosta, il De Francisci, di far inoltrare la sua denunzia – appunto su carta intestata del Comune di Agrigento e dell’MpA – dagli Uffici della Presidenza del Consiglio Comunale di Agrigento e di concludere il suo infame scritto con questa espressione: “Tanto si deve per la funzione di controllo politico – amministrativa che si espleta”.
Per scrivere l’infame documento, si inventava pure di sana pianta di avere ricevuto numerose “segnalazioni da parte di cittadini residenti nel quartiere” che, appunto, ritenevano di investire De Francisci affinchè mandasse la Guardia di Finanza al panificio!!!
Peccato che, come denunziato dalla sua vittima all’Autorità Giudiziaria, il 5 settembre 2011, cioè tre giorni prima di questo calunnioso atto di denunzia del De Francisci, il De Francisci medesimo riteneva di bloccare per strada l’ex fidanzato della sua nuova “fiamma” e, per “farsi bello” innanzi alla donna, pronunziare le seguenti affermazioni, con tono minaccioso: “Io sono Giuseppe De Francisci. Devi lasciare stare M. Stai attento che io ti faccio chiudere il panificio”.
E, tre giorni dopo queste minacce, appunto, presenta da capogruppo dell’Mpa la denunzia contro il panettiere e, il giorno dopo (9 settembre) cominciano le ispezioni vessatorie di: cinque Vigili Urbani, tre Ispettori della Sanità, due Ispettori del Lavoro, ed altri, contro la malcapitata vittima del De Francisci. Ovviamente, tutti questi pubblici Ufficiali, comportandosi in modo estremamente corretto, riscontrarono l’assoluta regolarità della gestione dell’attività imprenditoriale.
Basta questo perché l’MpA – a tutela dell’intera maggioranza di Governo, a tutela anche di chi, come me, pur militando nel Partito Democratico, crede nel rinnovamento della politica di questa maggioranza – allontani definitivamente un simile soggetto.
Adesso la vicenda ha anche conseguenze penali, De Francisci ha ricevuto il capo di imputazione per l’inevitabile reato di calunnia ed altro ancora: la Procura di Agrigento, che ha ricevuto la denunzia della vittima, ha immediatamente proceduto ed essendo i fatti totalmente documentali, l’inchiesta ha già avuto il suo inevitabile epilogo, come documentano le notizie diffuse dal Giornale di Sicilia e dai giornali online.
Tanto per completare il quadro, Le ricordo, illustre Presidente, che alcuni mesi addietro un Dirigente Comunale, il dott. Lattuca, denunziò De Francisci, documentando le richieste di natura sostanzialmente estorsiva, che il consigliere comunale gli aveva formulato, chiedendo appunto a detto Dirigente l’assunzione nel settore della Solidarietà Sociale di persone da lui segnalate.
Ma non basta. De Francisci è quel “grande campione” che truffa un lauto stipendio al Comune di Agrigento: prima di divenire consigliere comunale era disoccupato, a reddito zero, dopo l’elezione si fa assumere da una associazione presieduta dalla mamma e dalla zia, che gli “paga” uno stipendio da “dirigente” che, però, viene quasi interamente rimborsato all’associazione della mamma e della zia dal Comune di Agrigento, in virtù delle norme sui rimborsi delle ore lavorative ai consiglieri comunali.
Come ricostruito da Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, De Francisci – pur essendo dirigente dell’associazione della mamma e della zia – è sempre impegnato in Comune, per cui il Comune ogni mese rimborsa alla mamma e alla zia lo stipendio che costoro pagano a De Francisci. Della vicenda si è anche occupata la trasmissione di Michele Santoro, “Servizio Pubblico”.
Concludo, allegandole copia dell’infame esposto del consigliere De Francisci, nonché la denunzia dell’imprenditore – vittima del consigliere.
Agrigento, 25 gennaio 2012



Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere Comunale P.D.



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