sabato 18 febbraio 2012

Depuratore illegale al Villaggio Peruzzo:" A distanza di 20 anni prevalgono le uniche tesi serie, cioè quelle di Arnone e Legambiente."


No definitivo di Zambuto al depuratore illegale al Villaggio Peruzzo. A distanza di 20 anni prevalgono le uniche tesi serie, cioè quelle di Arnone e Legambiente. Questo è il biglietto da visita di chi si candida ad amministrare la città. In archivio le strategie delle lobby che in questi anni hanno lavorato contro Agrigento, sostenendo quell’insostenibile opera.

Si è tenuta l’annunciata conferenza stampa, questa mattina, presso lo studio dell’avv. Arnone, relativa alle ultime vicende collegate alla definitiva archiviazione del progetto di depuratore al Villaggio Peruzzo, un progetto tanto illegale quanto irrealizzabile, targato Rizzo e Platamone.
La Soprintendenza, assieme agli altri Enti che in questi ultimi mesi si sono espressi nel merito, hanno definitivamente bollato un progetto ben distante dalle norme urbanistiche, dalle norme che regolano la depurazione, dal Piano del Parco Archeologico della Valle dei Templi, dal Piano per l’Assetto idrogeologico, dai reali interessi e dalle aspettative degli agrigentini, ossia quelli del massimo rispetto ambientale e di un mare esente da scarichi fognari.
Sempre nella conferenza stampa, Giuseppe Arnone non ha mancato di stigmatizzare i “balletti” sul tema della depurazione cittadina che hanno caratterizzato l’azione di governo di Marco Zambuto: “depuratore no, depuratore si, progetto in quindici giorni, depuratore altrove…” e così via.
Seppur teoricamente legittimo cambiare idea su una determinata questione, anche riformulando radicalmente il proprio pensiero, bisogna che ciò avvenga sulla base di fatti concreti. E, nel caso del depuratore al Villaggio Peruzzo, nessun fatto concreto vi era, in quel novembre 2011, che poteva far pensare alla possibilità di realizzarlo. Invece, il sindaco Zambuto, propinò alla città un fantomatico progetto, da redigere “in quindici giorni” che avrebbe sbloccato e portato a compimento un’opera nata male e finita ancora peggio.
Una pervicacia – quella utilizzata dalle potenti lobby che hanno inquinato il mare e la democrazia agrigentina nell’ambito del dibattito cittadino sulla depurazione – tutta contraria agli interessi pubblici, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Chi si candida ad assumere cariche pubbliche, deve innanzitutto dar prova di serietà, quella serietà che consiste anche nel riuscire ad avvalersi di tecnici validi e competenti, tecnici che progettano opere conformi alle leggi e che poi sono in grado di completarle e renderle efficaci. Quella serietà che è mancata, da sempre, al Comune di Agrigento.
Arnone e Legambiente, da 20 anni, hanno portato avanti una lineare battaglia di serietà, nell’unico interesse degli agrigentini. L’odierno epilogo è la migliore testimonianza di tutto ciò.
Il grande depuratore del Villaggio Mosè che oggi si vuol realizzare, è urbanisticamente compatibile proprio grazie agli interventi di Giuseppe Arnone nell’ambito della stesura del nuovo P.R.G., nonché perfettamente compatibile dal punto di vista ambientale e sociale, data la sufficiente distanza dai centri abitati.

Agrigento, 18 febbraio 2012
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere comunale P.D.

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