giovedì 1 marzo 2012

Su Lillo Miccichè e sul progetto “Terravecchia di Girgenti”


Miccichè può continuare ad essere una grande risorsa per la città, ma deve smetterla di prendere fischi per fiaschi, di fare demagogia, di fare grandi regali a Marco Zambuto. E se il prof. Giovanni Taglialavoro ritiene che questo progetto sia negativo, o sia illegale, commissioni una perizia tecnica giurata, come ha sempre fatto Legambiente per contestare gli atti, e io sarò il primo a sostenere la sua iniziativa. Ma basta con le chiacchiere inutili: ho ascoltato le interviste di Miccichè, ho letto i suoi documenti e ne dissento totalmente. Siamo in presenza del primo intervento, in assoluto, di riqualificazione e recupero urbanistico del centro storico, che si muove esattamente nella logica che per decenni Miccichè ed io, in coro, assieme a Legambiente abbiamo richiesto: inserire nel centro storico interventi di edilizia residenziale pubblica, finanziati da enti pubblici, per realizzare quelle che una volta si chiamavano case popolari. E adesso, non appena si fa una cosa utile, esattamente come l’abbiamo chiesta noi, Lillo Miccichè, per pura demagogia, ritiene di sparare addosso.

Lo ribadisco, ritengo Lillo Miccichè una risorsa per Agrigento. E gli consiglio di smetterla di muoversi in modo assolutamente scomposto e incoerente, per tentare di recuperare, nell’imminenza delle elezioni, la sua assenza per quasi quattro anni dalla vita pubblica agrigentina.
Malgrado quell’assenza, Miccichè sta nel cuore di molti di noi. E io per primo spero di averlo accanto tra i miei collaboratori per riscattare la città di Agrigento.
Ma Miccichè deve smetterla, definitivamente, di fare demagogia. E di partecipare alla gara “a chi la spara più grossa”.
Al progetto “Terravecchia” si possono muovere tutte le critiche che si vogliono, ma un dato è inconfutabile: si tratta del primo progetto, in assoluto, di serio recupero del centro storico, che mira a riportare dentro il centro storico, finalmente, le famiglie agrigentine, offrendo alle medesime standard qualitativi dignitosi.
Per una singolare coincidenza, risento nelle parole e negli scritti di Lillo Miccichè le singolari teorie diffuse, qualche mese addietro, dal prof. Giovanni Taglialavoro, fortemente infastidito – nella qualità di proprietario di immobili prossimi alla zona di “Terravecchia” – dalla realizzazione degli interventi previsti in progetto.
All’epoca, Taglialavoro riuscì a convincere della bontà delle sue tesi gli esponenti del PD di Capodicasa, che però non ebbero il coraggio di presentare neppure un’interrogazione in proposito.
Adesso, quelle teorie le risentiamo dalla bocca di Lillo Miccichè che, com’è ormai sua costante abitudine, non manca di attaccare frontalmente Giuseppe Arnone. E, com’è noto, io non sono abituato a tirarmi indietro, e rispondo a Miccichè con il seguente articolato:
a)    ho conosciuto questo progetto soltanto dopo che è stato finanziato, credo di averne appreso solo lo scorso autunno 2011. Prima non me ne sono occupato, non sapevo che esistesse;
b)    avendone preso cognizione, e soprattutto avendo ascoltato proprio le descrizioni che ne facevano Taglialavoro e i suoi amici, mi sono convinto che siamo innanzi ad una realizzazione che, dal punto di vista politico, è da appoggiare senza riserve. Si realizza occupazione nell’edilizia qualificata, non invadendo il verde agricolo, non alimentando il consumo di nuovo territorio, ma anzi, finalmente, realizzando le condizioni per far tornare le famiglie agrigentine all’interno del centro storico;
c)    si tratta, piaccia o non piaccia a Giovanni Taglialavoro e Lillo Miccichè, del primo intervento di organico risanamento di una vasta porzione del nostro centro storico, da realizzarsi nell’unico modo possibile, ossia con un significativo apporto di capitali privati, in aggiunta a quelli pubblici;
d)    mi dispiace che Lillo Miccichè abbia ormai la memoria corta, l’età comincia a diventare un problema per entrambi, per me e per lui. E sono costretto a ricordargli che lui, io, Mimmo Fontana, Legambiente, ci siamo battuti perché si smettesse di finanziare le cooperative edilizie in verde agricolo e l’edilizia residenziale pubblica, anche quella dello IACP, venisse a realizzarsi all’interno del perimetro del nostro Centro Storico;
e)    Lillo Miccichè mi definisce “grande esperto in urbanistica. Non lo sono affatto, ma le conoscenze che ho della materia mi consentono di dire che non vi è alcuna speculazione, né alcuna illegalità, né contrasto – visti solo da Miccichè e Taglialavoro – tra la destinazione a “residenza per anziani” e l’edilizia residenziale agevolata. Se questo fosse un problema – e non mi pare che lo sia – si risolverebbe, molto banalmente, dando la priorità nell’assegnazione di tali alloggi agli anziani. O forse Miccichè e Taglialavoro pensano che le residenze per gli anziani non le costruiscono gli imprenditori, ma piuttosto Babbo Natale e la Befana?
f)     Né mi preoccupano i problemi geologici. Mi pare del tutto evidente che imprenditori privati che costruiscono edifici mettendoci molto di tasca propria, effettuano tutte le verifiche geologiche del caso. Oppure Miccichè e Taglialavoro pensano che gli imprenditori interessati, ai quali va il mio plauso per voler investire nel centro storico, siano alcolizzati cronici che investono milioni di euro con le stesse logiche con cui, in spiaggia, si costruiscono castelli di sabbia?
g)    Non mi sottraggo di fronte alla ovvia considerazione che bene ha fatto il sindaco, contrariamente a quanto afferma Miccichè, a destinare la quota parte dei fondi comunali per il cofinanziamento delle opere, come previsto dal bando regionale. In assenza di tale co – finanziamento, le previste riqualificazioni delle aree pubbliche, infatti, non avrebbero potuto realizzarsi. A nulla serve la demagogica considerazione che tali fondi potevano essere destinati agli immobili privati dei cittadini: per quegli immobili sono già stati attivati bandi regionali per la concessione di mutui a tasso agevolato, a cui noi tutti, a partire dal nuovo sindaco di Agrigento , dobbiamo indirizzare i proprietari di immobili in centro storico;
h)   E, ancora una volta, non mi tiro indietro se Miccichè ritiene, bontà sua, di confrontarsi con me, in televisione, anche su questi temi del centro storico: l’ostilità che nutrono nei confronti miei e di Legambiente (ma anche dello stesso Miccichè) personalità quali l’ing. Rizzo, costituiscono la migliore conferma di quale sia stata la storia del nostro impegno per il risanamento del centro storico. Ma, appunto, Legambiente ed io, ora e sempre, vogliamo risanarlo e vederlo rivivere, piuttosto che crollare. Non vorrei che Miccichè avesse cambiato idea…

Agrigento, 1 marzo 2012
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere Comunale P.D.

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