mercoledì 7 marzo 2012

Sulle vicende della sinistra agrigentina.


A Miccichè dico: Caro Lillo, se errare è umano, perseverare è diabolico. Nel 2007 ottenesti quale unico risultato quello, deleterio per Agrigento, di non rientrare in Consiglio Comunale. Oggi ti appresti all’ennesima, poco utile, battaglia di testimonianza. Con l’aggravante di portare con te Nello Hamel e altre risorse umane fondamentali per la nostra città.
E sulle dichiarazioni di Pistone relative al progetto Terravecchia: “Pistone blatera, e lo fa già da tempo. Ma le sue tesi, sbandierate da molti mesi, non sono riuscite a ridestare i sonni beati della qualificata rappresentanza in Consiglio Comunale del P.D. di Capodicasa ed Ester Vedova, a partire dal consigliere – vicepresidente, ing. Lauricella


Le vicende della cosiddetta sinistra agrigentina meritano qualche riflessione, per chiarire la inconsistenza di alcune posizioni, come quelle del Partito Democratico di Pistone, e dare voce alle perplessità in merito al reiterato errore che intende compiere Lillo Miccichè, coinvolgendo in questo caso anche Nello Hamel.
Al Partito Democratico di Pistone va ricordato, relativamente alla posizione ieri espressa sul programma “Terravecchia”, che la corrente di Capodicasa in Consiglio Comunale – seppur in linea astratta e teorica – disponeva e dispone di due consiglieri comunali, i quali non hanno minimamente ritenuto di utilizzare le proprie prerogative istituzionali per presentare atti ispettivi, chiedere discussioni in Consiglio e quant’altro in merito alle odierne posizioni illustrate da Pistone, identiche a quelle illustrate già alcuni mesi fa. Quindi Pistone blatera. Non solo, ma alcune affermazioni sono caratterizzate da grande dabbenaggine: è del tutto ovvio che un privato, che investe costruendo nel centro storico, nel proprio interesse fa di tutto per evitare rischi di natura idrogeologica. Per cui, le preoccupazioni di Pistone (e di Giovanni Taglialavoro) appaiono talmente prive di serietà che neanche il consigliere ing. Totò Lauricella ha ritenuto di manifestare segni di risveglio per sostenere tesi del genere.
A Lillo Miccichè dico soltanto che errare humanum est, perseverare diabolicum. Già cinque anni addietro supplicai Lillo Miccichè di rinunziare a candidarsi a sindaco, perché avrebbe conseguito l’unico risultato dannoso per la città di non tornare in Consiglio Comunale. Non contento di quel disastro, adesso Lillo Miccichè piuttosto che contribuire a un’esperienza vincente, che può riscattare Agrigento, vuol ripetere quel clamoroso errore, con l’aggravante che adesso vi è pure lo sbarramento.
E a Nello Hamel vorrei ricordare le modalità (e i numeri) con cui lui è tornato in Consiglio Comunale, ossia grazie al successo della lista della Margherita, da me guidata e ampiamente boicottata. Senza quei voti e quel mio notevole successo elettorale, anche Hamel sarebbe rimasto fuori dal Consiglio Comunale.
Hamel e Miccichè sono due grandi e consolidate risorse per Agrigento, a condizione che mantengano i piedi per terra ed elaborino progetti politici efficaci, non velleitari e sostanzialmente suicidi. Quanto detto per loro vale per l’ottimo Gianpiero Carta, ma anche per Marcella Carlisi, quest’ultima da me personalmente non conosciuta, e sulla quale però percepisco solidi apprezzamenti.
Agrigento, 7 marzo 2012
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere comunale P.D.

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