sabato 4 giugno 2011

Appoggio a Lombardo, Arnone (Pd): in pensione “i bassolini di Sicilia”

Iniziativa di Giuseppe Arnone, ieri a Palermo, nel corso del Convegno organizzato dalla corrente di Crisafulli, Capodicasa, Bianco, Burtone e Mattarella. Nel corso dei lavori Arnone ha distribuito una lettera ai “bassolini di Sicilia”, con la quale gli organizzatori del convegno, la gran parte dei quali parlamentari da venticinque anni o giù di lì, venivano paragonati all’ex presidente della Regione campana, responsabile di prassi assai discutibili e spazzato via dall’elezione di De Magistris a Napoli.
Arnone ha anche distribuito ai partecipanti il testo dell’articolo pubblicato dal quotidiano “Europa” il 23 aprile scorso, con il quale Arnone si schiera nettamente a favore dell’attuale esperienza di governo regionale, criticando, afferma in un nota,l’inconsistenza – sulla base degli orientamenti della Cassazione – delle accuse di mafia rivolte al presidente della Regione, Lombardo.
 Di seguito il testo della lettera distribuita nell’iniziativa di ieri 
 Cari “bassolini di Sicilia”,
è tempo di dirvelo chiaramente: lo sfacelo del PD alle elezioni di Napoli, Reggio Calabria, Ragusa, impone coraggio e determinazione. L’unico patto democratico che serve alla Sicilia è quello per moralizzare e rinnovare il nostro Partito. Cioè per mandare in pensione voi e i vostri (dis)valori….
Premetto che devo in parte scusarmi con Bassolino, perché se è vero che molti di voi che compaiono quali relatori in questo convegno rappresentano perfettamente un peso per questo partito incancrenito da pratiche di potere e clientelari e da un attaccamento alle poltrone che si commenta da sé, è pure vero che Bassolino a Napoli, in una realtà difficilissima, non si è mai seduto – per quel che se ne sa – con un capo camorrista a discutere di appalti, assunzioni e assessorati, spiegando anche come si decidevano le assegnazioni di opere pubbliche a beneficio dei propri amici.
E proprio per questa ragione, lo scorso anno, ho avviato – aggregando poi altri amici – la vittoriosa simbolica battaglia per impedire che Crisafulli rappresentasse il nostro Partito quale candidato a sindaco di Enna.
Cari bassolini, quest’oggi distribuisco questa mia lettera con l’allegato volantone colorato riguardante pure ed ampiamente immoralità e malaffare all’interno di questo Partito. Volantone che avevo predisposto per la riunione regionale che doveva tenersi lo scorso 3 aprile e che poi è stata rinviata.
Gentili bassolini di Sicilia, la lezione che a Napoli gli elettori hanno dato al nostro Partito, vale “pari pari” per voi. Per i sistemi indecenti con i quali avete ampiamente calpestato la dignità e i valori di questo Partito.
Vedete, cari bassolini, chi vi scrive è uno “tosto”: il principale pentito di mafia della mia rovincia ha dichiarato ai Giudici che Cosa Nostra si impegnò per non fare eleggere Giuseppe Arnone sindaco di Agrigento, perché – riporto testualmente – “non avrebbe consentito più di mettere le mani di Cosa Nostra sulla città.
Ed adesso credo di essere la persona più adatta – anche perché non ho l’ambizione di sostituirvi – ad avviare le pratiche per la complessiva rottamazione del gruppo dirigente che voi rappresentate.
Mi sento di poter dire che la gran parte di voi costituisca un peso per i valori del nostro Partito. Siete portatori di un saldo negativo, per il Partito e per la Sicilia. Vi muovete in una logica di mera conservazione di posizioni di potere personale, al di fuori da qualsivoglia progetto politico.
Mi è facile indicare quanto opportunismo vi sia nella solidarietà e nello “spirito di casta” con il quale avete sostenuto le ricandidatura del vostro capo, Mirello Crisafulli, in una logica di impunità ed irresponsabilità complessiva. Quanta indecenza vi sia nel solidarizzare e far finta di non vedere il sistema ampiamente illegale e immorale costruito da Capodicasa e dai suoi uomini in quel di Agrigento: leggete nell’allegato volantone quello che si è accertato con sentenze e con ammissioni dello stesso Capodicasa in ordine a pratiche e scelte che fanno soltanto vergognare.
Ma andiamo soprattutto alle scelte politiche, ai comportamenti politici che molti di voi hanno tenuto, in modo per nulla dignitoso, mentre altri nostri amici e compagni assumevano il rischioso e gravoso compito di mettere in discussione le scellerate scelte di governo degli ultimi anni.
Come può crescere e radicarsi questo Partito quando suoi uomini si impegnano, rischiando anche la vita, per bloccare il grande affare dei termovalorizzatori, si impegnano per tentare di rivoluzionare le regole cuffariane della Sanità, si impegnano a tentare di risanare il viscido mondo della formazione e, contemporaneamente, un’altra parte del Partito, la vostra, lo stesso giorno in cui si insedia il Governo, inizia a lavorare pubblicamente contro, denigrando, accusando e proponendo immediatamente – lo ripeto, lo stesso giorno dell’insediamento – dissennati e risibili referendum? Di chi deve fidarsi l’opinione pubblica democratica?
Cari amici, ho vissuto intensamente la lotta per il cambiamento di questa terra negli ultimi 30 anni. E ho imparato che le alleanze per il riscatto della Sicilia si concludono con chi è disponibile a realizzare cose concrete, a sposare concretamente il cambiamento, con i fatti e non con le parole.
Il più coraggioso ministro della Giustizia nella lotta alla mafia è stato Claudio Martelli, politico criticabile per tanti aspetti, ma al quale va dato atto di aver avuto il coraggio non solo di chiamare accanto a sé Giovanni Falcone, ma soprattutto di firmare gli atti che Falcone proponeva, anche quel decreto che, nel giro di una notte, servì a rimandare in galera capimafia scandalosamente scarcerati dagli ammazzasentenze. Falcone con Martelli colpì a fondo la mafia, ma fu insultato e criticato da una serie di puristi pseudo profeti dell’antimafia che non meritavano neanche di spazzolare loro le scarpe.
Per questo, cari bassolini di Sicilia, occorre aprire una riflessione sul rinnovamento e su nuovi gruppi dirigenti: voi non siete neanche in grado di comprendere in che misura, ad esempio, sia dirompente per il vecchio sistema politico – mafioso dei Cuffaro, dei Dell’Utri, per gli uomini di Firrarello, Castiglione, Alfano, Romano, la nuova legge sull’elezione diretta dei sindaci, in grado di liberare grandissime energie democratiche.
Voi siete in grado di capire soltanto che occorre – anche mediante i tesseramenti truccati, di cui ad Agrigento, ad esempio, sono maestri – garantire il trentesimo anniversario da parlamentare a Capodicasa, Bianco e Burtone, il venticinquesimo a Crisafulli e Battaglia e così via discorrendo.
Concludo: vi invito a leggere anche l’allegato volantone e a provare a riflettere, nell’interesse di questo Partito, se in effetti il Governo che oggi sosteniamo, con personalità che vengono dal meglio della nostra storia e della nostra cultura, quali Pier Carmelo Russo e Mario Centorrino, dal meglio delle Istituzioni dello Stato, quali Massimo Russo e Giosuè Marino, dal meglio del mondo delle professioni e dell’impresa, quali Gaetano Armao e Marco Venturi, non sia, in effetti, il migliore e il più qualificato dei governi che questa terra abbia mai avuto, anche paragonandolo a quel mitico governo Capodicasa, ricco di uomini come Vincenzo Lo Giudice (in carcere per mafia), Totò Cuffaro (in carcere per mafia), Vladimiro Crisafulli (intercettato con il mafioso a parlare di appalti e assunzioni) ed ancora Castiglione, Lo Monte, Papania ed altri ancora.
Vi invito ad un grande sforzo, di responsabilità e altruismo: dalla politica, da questo Partito e dai suoi avi avete ricevuto tanto, tantissimo. E’ tempo che riflettiate sulla lezione di Napoli, di Reggio Calabria e di Ragusa. E’ tempo di fare un deciso passo indietro, portandovi appresso questi vostri compagni di strada.

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