Gueli era stato querelato da Giuseppe Sferrazza, perché in un’intervista aveva dichiarato che Sferrazza “usava le denunzie come i suoi avi usavano le pistole”, paragonando quindi lo Sferrazza a un criminale mafioso.
Prima dell’emissione della Sentenza, Arnone ha illustrato – si legge in una nota – i meriti e il coraggio dello Sferrazza nel contrapporsi al sindaco Gueli, ricordando tra l’altro che il figlio e il genero del Gueli sono stati condannati in via definitiva per associazione mafiosa. Non vi è alcun dubbio, quindi, su quale delle due famiglie “fosse adusa ad usare le pistole”.
Non solo, ma Arnone ha anche ricordato – chiedendone l’acquisizione – che proprio la stessa quarta sezione della Corte d’Appello, nella sentenza del processo ai Gueli, aveva descritto con parole di fuoco il modo di amministrare, intriso di attività illecite, del sindaco on. Calogero Gueli.
La Corte ha ritenuto Gueli responsabile del reato di diffamazione e lo ha condannato a una pena pecuniaria. Lo ha inoltre condannato a rimborsare immediatamente le spese legali sostenute dal geom. Sferrazza quantificate in complessivi € 4.000. E ancora, la Corte d’Appello ha disposto che il risarcimento dei danni provocati da Gueli al geom. Sferrazza venga quantificato dal Tribunale Civile.
Nessun commento:
Posta un commento