venerdì 3 giugno 2011

Ballottaggi: Arnone "bacchetta" i vertici del PD

Venerdì 03 Giugno 2011 09:30
"Da effettivo capo del Partito Democratico in provincia di Agrigento, sento il dovere di orientare gli elettori innanzi a possibili scelte insensate che da parte del mondo dei bàgani si vorrebbero compiere". A parlare è il consigliere comunale del Pd di Agrigento Giuseppe Arnone.
"In queste ore - secondo Arnone - diviene chiaro il perché del silenzio da parte di Messana, Capodicasa e Di Benedetto, dopo i devastanti risultati elettorali di domenica scorsa, che hanno semplicemente ridicolizzato scelte e proposte, se così possiamo chiamarle, di questa parte del Partito. Eppure, questo sfacelo non è casuale: questi risultati – sconfitta dovunque, nessun candidato al ballottaggio, nessun sindaco eletto – mi erano stati ampiamente previsti, con grande sconforto da Maurizio Bonomo e Benedetto Adragna, i quali avevano il polso della situazione nei vari comuni. Ma la volontà suicida, di subalternità al centrodestra, di voler favorire senza limiti il sistema di potere del ministro Alfano, non conosce limiti: in queste ore, da parte del mondo dei bàgani, si tenta, silenziosamente, di sferrare un altro colpo micidiale ai valori e alle prospettive del Partito Democratico agrigentino".
"Canicattì - analizza Arnone - è un grande comune, un importante polo economico, non l'ultima frazione di un ridente paesino montano. E non è pensabile concludervi, silenziosamente, il grande inciucio, una grande alleanza che realizzi la convergenza di berlusconiani, ex cuffariani e Partito Democratico, per favorire l'ex uomo di fiducia dell'on. Vincenzo Lo Giudice. Diffido il Partito Democratico ad assumere a Canicattì decisioni che non siano pienamente caratterizzate da coerenza, linearità e trasparenza. E la coerenza con i nostri valori impone a Messana e a Capodicasa di spiegare quali siano le ragioni di valori, di contenuti, di programmi, che possano giustificare a Canicattì, dopo la cocente sconfitta del primo turno, l'abbraccio mortale e largamente subalterno con gli uomini del centrodestra".
"Concludo, ribadendo il concetto: Porto Empedocle poteva costituire un'eccezione più unica che rara, frutto da un lato del profilo del candidato UDC Firetto e, dall'altro, della totale inconsistenza del Partito Democratico empedoclino, assurdamente lasciato nelle mani poco fertili di Pippo Sinesio e Alfonso Frenda.E se, con grande sofferenza, poteva tollerarsi la già singolarissima alleanza di Porto Empedocle, è puro delirio pseudo politico pensare di ripetere sistematicamente questo inciucio, in realtà di ben altra importanza e in favore di candidati dal profilo, appunto, molto, molto discutibile", ha concluso Giuseppe Arnone.

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