venerdì 22 luglio 2011

4° Conto Energia, la Sicilia critica la graduatoria del GSE

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Dito puntato contro la Puglia  che con autorizzazioni snelle "senza tutela del territorio" raccoglie il 60% degli impianti incentivati
fotovoltaico_taglionettoPubblicata il 15 luglio scorso dal GSE, la graduatoria dei grandi impianti incentivati nell'ambito del Quarto Conto Energia sta suscitando polemiche.
Dopo gli errori materiali ammessi dal Gestore (leggi tutto), che sta provvedendo alla rettifica della graduatoria, è da registrare anche la protesta della Regione Sicilia, che in una nota accusa il Gse di aver tagliato fuori la Sicilia dagli incentivi destinati al fotovoltaico. “La Sicilia, universalmente riconosciuta come la regione italiana del sole, sta per essere penalizzata, dal governo nazionale, oltre che in tutti i settori già noti, anche in quello dell'energia solare”, denuncia il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.
Puglia favorita a scapito della Sicilia
La graduatoria prevede, infatti, che alla Puglia venga riconosciuta una potenza incentivata del 60% mentre alla Sicilia solo dell'8%. “Ciò avviene – prosegue la nota - a fronte di una diversa regolamentazione del settore. In Puglia è, infatti, sufficiente la presentazione di una dichiarazione di inizio attività (DIA) per qualsiasi impianto fotovoltaico, di qualsiasi tipo e potenza. In Sicilia, al contrario, esiste una regolamentazione che tiene conto delle tipologie di impianti, delle potenze prodotte, dell'impatto ambientale e di diversi altri fattori”.
Per il governatore della Sicilia “una simile scelta disegna uno scenario nel quale si incentiva una imprenditoria incontrollata e si penalizza chi ricorre alle energie rinnovabili, ed in particolare al fotovoltaico, tutelando il territorio, garantendo la trasparenza e promuovendo lo sviluppo dell'imprenditoria sana”.
Lombardo: rinunciare al Registro dei Grandi Impianti
Il nuovo decreto ministeriale sul 4° Conto Energia (D.M. 5 maggio 2011) introduce ulteriori adempimenti oltre a quelli già previsti, come l'iscrizione al 'Registro dei Grandi Impianti'. Secondo la Regione Sicilia i termini per effettuare l'iscrizione a questo Registro sono “troppo rigidi”, e di fatto “vanificano il regime di aiuti soprattutto per i progetti già avviati o in fase avanzata. Già il precedente decreto era stato oggetto di numerosi ricorsi al Tar, che aveva individuato vari profili di incostituzionalità”.
Critiche dalla green politic. Ma non è solo il Governatore Lombardo a criticare il registro. Francesco Ferrante, responsabile del Pd per le politiche relative ai cambiamenti climatici lamenta la scarsità di mezzi con cui il GSE è costretto ad affrontare la mole di lavoro piovuta addosso dalla seconda metà del 2010. Ma anche il leader dei Verdi Angelo Bonelli ritiene che occorra "rivedere l'impianto del Registro del Gse concepito a finestre e renderlo a 'sportello' al fine di dare tranquillitá e certezza degli investimenti alle banche".
Sollevare l'incostituzionalità del decreto. “La Sicilia – avverte Lombardo - non potrà tollerare questa ulteriore penalizzazione. La revisione del bando, annunciata dal GSE, che ha così evidenziato l'esigenza di correzioni, deve essere l'occasione per ripensare ai criteri che sono alla base di questo provvedimento. Alla luce del definitivo abbandono del nucleare sancito dal recente referendum, chiediamo al Ministero di intervenire per rivedere i criteri utilizzati, incrementare le risorse per l'incentivazione alle energie alternative, semplificare gli strumenti rinunciando al 'Registro dei Grandi Impianti' e consentire lo scorrimento della graduatoria ed il reimpiego delle risorse liberate in caso di cancellazione.
In assenza di risposte concrete e di adeguate rettifiche, ci vedremo costretti – conclude Lombardo - a sollevare anche noi la questione di incostituzionalità del decreto del 3 marzo”.

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