Per questo Arnone ha chiesto al Sindaco di approfittare del rimpasto per innestare energie nuove e competenti, almeno mediante una rotazione di deleghe. Arnone vedrebbe bene, quale assessore al posto della Passarello, il medico Renato Bruno, al quale garantisce sin d’ora il massimo di collaborazione. E propone di istituire ad Agrigento, in parallelo con i “ministri senza portafoglio” dei governi nazionali, l’assessore senza portafoglio, per evitare che la Passarello,sempre secondo l’esponente del Pd, crei altri danni.
Ma, nel suo intervento di ieri sera, al fine di dimostrare che non vi è alcun fatto personale, ma soltanto fatti politici, Arnone ha anche valorizzato il recente intervento di Rosalda Passarello, dichiarando di condividerlo pienamente, con il quale l’assessore si confrontava con il segretario del Partito Democratico Piero Luparello, ricordando a quest’ultimo la scarsa coerenza politica e la intensa ricerca di “posti al sole”.
In particolare, Arnone ha ricordato che nel marzo 2007 i giornali riportavano a pagina intera la notizia che Alfano e Cuffaro avevano scelto Piero Luparello quale candidato sindaco del centrodestra, da contrapporre a Marco Zambuto. Nel giro di poche settimane, Cuffaro rinunziava a candidare Luparello e Luparello rinunziava… a Cuffaro, schierandosi con Zambuto, divenendo il vicesindaco designato di colui che fino a qualche ora prima era l’avversario da battere.
Dopo l’elezione, a febbraio 2008, Luparello rompeva con Zambuto – contestando non tanto il passaggio di Zambuto alla corte di Alfano e Berlusconi, bensì il suo non adeguato coinvolgimento e il suo mancato invito a casa Berlusconi – e, coerentemente con le ragioni di questa rottura, Luparello si schierava armi e bagagli (e cannoli…) con Totò Cuffaro, impegnandosi in conferenze stampa ed iniziative politiche a sostegno dell’ex Presidente Cuffaro, fresco di condanna e di rimozione da parte di Prodi.
Quindi, dopo aver cooperato alla vittoria elettorale di Cuffaro al Senato e del centrodestra in Sicilia, Luparello cambia nuovamente idea e aderisce al Partito Democratico ove, grazie alla generosità di Benedetto Adragna viene prima nominato nella Direzione Regionale quale responsabile del settore Sanità e poi segretario cittadino del Partito, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, incluso l’abbandono dell’area di Adragna per allinearsi alle posizioni delle qualificate personalità di Pistone, Bellini e Messana.
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