Palazzo dei Giganti, Arnone (Pd): Giunta da prima Repubblica ma collaboreremo
Secondo Arnone, appare singolare formare una Giunta con Ignazio Sciortino, uno dei grandi capi del Partito Socialista degli anni ’80 e ’90, oggi anche formalmente alla corte del ministro Alfano, e sostenere che con questa nomina di una delle “migliori” personalità che hanno distrutto questa città, si libera Agrigento. “Sciortino – ammonisce Arnone – per venti anni è stato il numero quattro nel sistema di potere del vecchio PSI. Nel PSI comandavano in modo comparabile a Sciortino soltanto l’ex ministro Lauricella, l’ex vice ministro Reina e l’ex assessore Granata. Ma ancora peggio è per freschezza nei miasmi politici la nomina ad assessore dell’eterno aspirante consigliere comunale Giuseppe Gramaglia che quanto a responsabilità per lo sfascio di Agrigento negli ultimi tre lustri, conosce pochi rivali: Gramaglia ha sponsorizzato tutti i peggiori uomini e le peggiori scelte compiute in questa città, da Sodano, a Piazza, agli imbroglioni del depuratore, ai responsabili del regime tangentizio all’Ufficio Urbanistica, su cui sta indagando la Procura”.
Quindi il consigliere comunale passa in rassegna gli uomini di “sinistra”. “Per quanto io stimi e provi simpatia per Renato Bruno, – afferma – farei violenza alla recente storia politica di questa città se non mostrassi pubblicamente la mia meraviglia ma – per tale scelta di accettare l’incarico da parte di Bruno che, nel 2007 e sino a tempi recenti, ha contestato pubblicamente le mie analisi positive sull’operato e sulle scelte del sindaco Zambuto. Credo che pochissimi, forse solo Lillo Miccichè dopo le sue dimissioni, sono stati tanto ferocemente critici nei confronti di Zambuto come Renato Bruno. A voler essere presuntuoso, potrei vantarmi di essere riuscito,finalmente e con ritardo, con un impegno di tre anni, a convincere Bruno sui meriti del sindaco Zambuto. Il dato singolare, però, è che questa convinzione è maturata proprio quando Zambuto ha virato decisamente in direzione di Angelino Alfano, nominando assessori due persone emblematiche delle deteriori logiche della disamministrazione”.
Secondo Arnone tuttavia, “non tutto il male viene comunque per nuocere, perché ad esempio Renato Bruno, pur non essendo un campione di coerenza, è una persona motivata, con la quale ci confronteremo sui temi concreti, nell’interesse della città. Così come il massimo di attenzione porremo in essere per mettere Piero Mirotta nella condizione di investire al meglio le sue energie in favore della città. Avrei preferito, come mi ero impegnato a fare anche pubblicamente, che l’amico Mirotta, dopo l’estate, vivesse l’esperienza di consigliere comunale, a seguito delle mie annunciate dimissioni da consigliere, nell’ambito del rinnovamento del Partito Democratico., sostituzione che avevo già comunicato ad amici comuni, sostenitori e familiari”. Purtroppo, di punto in bianco, Mirotta ha deciso diversamente, probabilmente frastornato dallo stesso Partito Democratico agrigentino, che è noto, grazie ai Bagani, per essere un luogo che respinge ogni energia positiva e non favorisce le aggregazioni, se non quelle degli asserviti e degli opportunisti.
“Il nostro atteggiamento – conclude Arnone – sarà improntato a confrontarsi e a collaborare nell’interesse della città, per utilizzare nel modo più proficuo questo ultimo scampolo di legislatura, contrastando gli uomini e le donne del malgoverno, di cui pure la Giunta non si è affatto liberata, e favorendo tutte le scelte e le decisioni utili alla nostra collettività. Appare chiaro, ormai, che il centrosinistra moderato e di governo avrà modo di confrontarsi elettoralmente, la primavera prossima, con il centrodestra di Berlusconi e Alfano, che sceglie come suo uomo l’attuale sindaco, cioè Marco Zambuto. Per quanto mi riguarda, agevolmente prevedo che la città potrà scegliere tra Zambuto e Arnone, valutando chi dei due è in grado di garantire un salto di qualità, il buon governo, uno sviluppo civile, economico e culturale, superando le situazioni che ognuno da solo può valutare”.
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