lunedì 1 agosto 2011

Alla signora Brigida Lena e, per opportuna conoscenza, a Mimmo Bosio ai partecipanti alla “catena umana” degli “inquinati agrigentini” agli organi di informazione

Arnone: “Signora Brigida Lena, voglio spiegarle un bel po’ di cose. Sapeva ad esempio che il pentito Di Gati parla in un certo modo del depuratore del Villaggio Peruzzo e ciò aiuta a comprendere molti, molti fatti? Ascolti me, studi come stanno le cose e prenda come riferimento positivo Mimmo Bosio

Gentile Signora Lena,
questa mia lettera vuole aiutarla ad assumere nella vicenda della tutela del mare e comunque delle ricchezze ambientali della città di Agrigento un ruolo utile e incisivo, come quello che ad esempio va riconosciuto al cittadino Mimmo Bosio.
Bosio, nella presente vicenda, ha assunto una visibilità, ma l’ha assunta nel modo più utile, agitando fortemente problemi sacrosanti, con cognizione di causa.
Ella invece, signora Brigida Lena, per alcuni profili che ora le spiegherò, appare funzionale a torbidi interessi che intendono soprattutto danneggiare la città di Agrigento.
Le invio la presente da amministratore che ama molto questa città e che intende tra l’altro, adesso, proporsi sin d’ora come prossimo sindaco.
Amo e conosco bene questa città, e i problemi fognari e di inquinamento del territorio possono così riassumersi:
  1. a S. Leone, la ben nota “cricca” di potere, operante già dagli anni ’70 – ’80, ha realizzato, sperperando fior di miliardi di vecchie lire, un sistema fognario, ossia di raccolta dei liquidi fognari dalle case e dalle ville della gente, largamente carente e a “macchia di leopardo”. Nel centro di S. Leone vi è ancora gente che non si è allacciata alla fogna e che scarica i propri liquami nelle condutture delle acque bianche, o disperde i liquidi fognari nel territorio;
  2. zone come via degli Imperatori o larga parte di “fiume Naro”, sono dotate, nel migliore dei casi, di reti fognarie che sversano “a vallone”, come ho denunciato con forza negli anni passati. In alcuni casi, sempre mie denunzie (vedi lo scorso anno) hanno provocato il sequestro di “laghetti fognari” a Cannatello. Se lo desidera, chieda al comandante Antonica;
  3. poi abbiamo situazioni incredibili, in via Imera e soprattutto al Quadrivio e Calcarelle, ove diverse migliaia di cittadini sono collegati a reti fognarie che, sempre, sversano “a vallone”;
  4. a tutti è nota la situazione del Villaggio Peruzzo, ove almeno 3.000 abitanti scaricano i propri liquami direttamente nel fiume Akragas, senza alcun pretrattamento. E il fiume porta tali liquami in mare, e ciò malgrado vi fossero, da oltre 20 anni, i finanziamenti per risolvere almeno questo problema;
  5. da ultimo – e non per ultimo – la gravissima situazione del Villaggio Mosè ove un piccolo depuratore da 2.000 abitanti riceve fognature per almeno 10.000 e le trasferisce direttamente a vallone, riempiendo di puzze e di insetti le persone che lì abitano.
L’unico problema che non abbiamo, grazie ad una grande battaglia di Legambiente, vinta due anni addietro, è quello del “pennello” o condotta sottomarina che sversa i liquami delle fognature regolari di S. Leone in modo non inquinante né per il territorio, né per la costa, né per il mare, a 3 km di distanza e a 20 metri di profondità. E questo sversamento in mare è preceduto da un trattamento depurativo di primo livello.
Dicevo che ciò è frutto di una grande vittoria di Legambiente: fino al 2009 funzionavano (per così dire) i due vecchi “pennelli a mare” che, però, avevano fior di buchi a poche decine di metri dalla riva. Le emittenti televisive hanno ancora i filmati, da noi forniti, relativi a ciò che avveniva alla riva della nostra costa: enormi “funghi” di liquami neri sversati a poca distanza dalla spiaggia della “Pubblica Sicurezza” o dal porticciolo. Abbiamo invitato, praticamente “costretto”, Girgenti Acque a spendere circa 3 milioni di euro per sistemare questo problema del mare. Bravi sono stati Zambuto e D’Orsi a schierarsi con noi.
Io, con la presente nota, voglio invitarla ad associarsi alla nostra battaglia sia per la tutela dell’ambiente e del mare, sia per la tutela dell’immagine e dell’economia agrigentina. Per farla convinta, signora Lena, la invito con me in barca a prelevare campioni di acqua marina su tutta la lunghezza della condotta, o “pennello a mare” che dir si voglia. Poi sarà lei a portare tali campioni all’ASP o al laboratorio che lei sceglierà. Io mi impegno a pagare il conto. Però se l’esito è quello che io prevedo, lei deve smetterla di denigrare il mare di Agrigento e deve prendere ad esempio la “battaglia” di Mimmo Bosio, che individua problemi veri e, a gran voce, ne chiede le soluzioni.
Il depuratore della fascia costiera è una priorità, e le garantisco che entro quest’estate metteremo tutti con le spalle al muro, costringendo i decisori politici a decidere, ovviamente nel pieno rispetto delle leggi e dell’interesse pubblico, ove insediare il depuratore, nonché stabilire tempi e modalità certe di esecuzione delle opere.
Poiché la gente mi vota perché mi riconosce capacità di comprendere le cose e di assumere, o far assumere, corrette decisioni, io so già dove andremo a parare e so già chi, nei prossimi mesi, verrà pesantemente punito per tutti i danni che ha creato alla collettività agrigentina, esclusivamente sulla base di logiche gravemente affaristiche.
Concludo, signora Lena, invitandola a riflettere che noi di Legambiente, per l’attività a difesa del territorio, a difesa del mare, ci rimettiamo di tasca nostra e ci scontriamo con interessi assai forti. I nostri avversari, invece, hanno notevoli interessi economici e, talvolta, sono molto “intrinseci” persino alle organizzazioni mafiose.
Agrigento, 31 luglio 2011
              Avv. Giuseppe Arnone - Consigliere comunale P.D.

P.S. Sa, signora Lena, che i signori Claudio Lombardo, Calogera Castiglione e Basilio Vella sono stati condannati penalmente (e dovranno risarcire i danni) per aver mentito sulle storie del depuratore, facendo arrestare la Fiorentini e facendo processare me? Rifletta sui torbidi interessi e sulle vere mascalzonate. 

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