Secondo Arnone, rimuovere Olivieri è un dovere politico e morale.
“Innanzitutto, – tuona Arnone – merita la verifica, anche da parte della Procura della Repubblica, la gestione delle nomine a direttore dei distretti sanitari che Olivieri ha operato con spregio di ogni norma di buona amministrazione, calpestando criteri obbligatori predefiniti e dando luogo ad illegali pratiche, smaccatamente clientelari. La Procura della Repubblica può sequestrare i carteggi delle nomine e prendere visione delle ragioni in virtù delle quali, ad esempio, è stato “bocciato” e rimosso il direttore di distretto con più titoli di tutti gli altri, il dottor Salvatore Castellano, “colpevole” di essere politicamente schierato a sinistra, per di più dirigente di Legambiente, e scandalosamente promossa la dottoressa Barraco, priva di alcuna esperienza in materia di distretti sanitari, priva di alcun requisito di continuità ma, in compenso, “alfaniana” di ferro perfino nella marca del costume da bagno”.
Secondo l’avvocato agrigentino, la defenestrazione di Castellano e la contestuale promozione della Barraco, nonché di ex deputati che non avevano da lustri esercitato funzioni di direttore di distretto, ha scandalizzato l’intera Azienda Sanitaria Provinciale.
“Ancora più grave, sotto il profilo penale e della mala amministrazione, – prosegue – è ciò che il sig. dott. Olivieri ha combinato – unitamente alla jazz band di cui si avvale – con la graduatoria del collocamento degli “Ausiliari Specializzati”. Anche lì, il mondo che va all’incontrario: i primi in graduatoria vengono chiamati per lavorare solo quattro mesi, gli ultimi – evidentemente ben sostenuti da profili estranei alla buona amministrazione e alle leggi di questo Stato – vengono a lavorare per un anno intero. Incredibile, ma vero.
Lì vi è un enorme quadro di presunti imbrogli, non solo negli scandalosi favoritismi rispetto al capovolgimento delle graduatorie, ma anche nella stessa compilazione delle graduatorie, ove “chi di competenza” ha preso per buoni – al fine di “fottere” chi aveva titoli pieni – documenti attestanti requisiti di ammissione rilasciati con procedure false e di comodo, per esempio, da “Villa Betania” .Di questi ultimi illeciti, cioè quelli di “Villa Betania”, non sono certo delle responsabilità dirette di Olivieri. Per quanto riguarda tutto il resto, appare doveroso cacciare il dottor Olivieri, prontamente, da ogni incarico di responsabilità, consegnandolo alle istituzioni competenti alla verifica della legalità dei suoi atti, nonché di quelli della sua jazz band”.
Arnone si dice quindi “pienamente disponibile a fornire tutti gli elementi necessari per riscontrare quanto appena espresso, anche se la verifica è molto semplice, perché basta chiedere alla dottoressa Barraco come abbia ottenuto quest’incarico, quali erano le sue precedenti esperienze e, soprattutto, a quale corrente politica ella è fortemente interna”.
“Per quanto riguarda i presunti imbrogli nelle pratiche degli Ausiliari, la sindacalista della UIL (già CGIL) Linda Bellia, – conclude – potrà raccontare cose molto, molto, molto interessanti. Per poi magari dimettersi anche dal sindacato, visto che la stessa ha un’idea del sindacalismo non esattamente coincidente con quella di Placido Rizzotto, Accursio Miraglia o Pio La Torre, ma abbastanza consimile a quella dei leader sindacali della CGIL con i quali è cresciuta, ossia Viviani, Grado, Di Benedetto e Gambino. Mi è chiaro cos’abbia portato l’on. Sanzeri a difendere Olivieri. Non è altrettanto chiaro, invece, cos’abbia portato Marco Zambuto a difendere Olivieri”.
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