“Gli interventi dei vari esponenti politici in ordine alle decisioni del CIPE di non dare neppure un euro ad Agrigento e all’intera provincia, – afferma Arnone – meritano una riflessione, e la riflessione è relativa al grande peso politico che ha oggi Agrigento, grazie al segretario nazionale del PDL, il maggior partito di governo, on. Angelino Alfano. Alfano sarà bravissimo a litigare con i magistrati, sarà magnifico nel portare la borsa a Silvio Berlusconi, ma, per quanto riguarda gli interessi di Agrigento, siamo a molto meno di zero”.
Secondo Arnone, l’azione del Governo Berlusconi per Agrigento può così riassumersi:
1) malgrado ciò fosse stato richiesto dai parlamentari del Partito Democratico, non abbiamo ottenuto la doverosa restituzione delle somme relative alla causa SAISEB, che spettavano al Comune di Agrigento da parte del Ministero dei Lavori Pubblici, dopo gli errori compiuti dagli avvocati del Comune, con in testa Salvatore Patti, errori costati agli agrigentini ben 6 milioni di euro;
2) Agrigento ha ottenuto la presa in giro del finanziamento – farsa da circa 2 milioni di euro per il centro storico, decretati dal ministro Prestigiacomo che ha utilizzato il gioco delle tre carte, revocando i finanziamenti già concessi, di pari importo, relativi alla difesa delle coste dall’erosione marina;
3) “Il nulla mescolato alla nebbia” per i problemi della Cattedrale di Agrigento;
4) E adesso lo “zero assoluto”, con i (mancati) finanziamenti del CIPE.
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