lunedì 5 settembre 2011

ARNONE INCONTRA GIOVANNI PANEPINTO


   
                                                                                                                  

     Panepinto ad Arnone: “Si alle Primarie per scegliere il candidato sindaco di Agrigento…”
E già nelle prossime ore il gruppo del PD all’ARS presenterà un’interrogazione sull’operato di Oliveri all’ASP, relativamente alla questione della Risonanza Magnetica, delle nomine, dei concorsi e di altro ancora.
Proficuo incontro, ieri mattina, tra Giuseppe Arnone e Giovanni Panepinto, nel corso del quale Arnone ha illustrato a Panepinto i contenuti e le ragioni del libro “Romanzo Criminale”, soffermandosi sulle parti che riguardano anche l’inquinamento mafioso al Comune di Agrigento, in relazione al ruolo avuto dall’imprenditore Gaetano Scifo, ritenuto dalla Magistratura saldamente collegato agli affari di Cosa Nostra agrigentina, con in testa Calogero Russello e Calogero Cesare Lombardozzi.
Arnone si è anche soffermato sui reiterati tentativi di inquinamento degli “sponsor” giornalistici di Scifo che, ad ogni piè sospinto, tentano di infangare, agitando fantasiose collusioni, coloro che si sono sempre schierati, fattivamente, contro la Mafia, a partire da Giuseppe Lumia, lo stesso Arnone e Giovanni Panepinto.

Riprende il positivo confronto tra i maggiori esponenti del Partito Democratico agrigentino, anche in relazione alle prossime scadenze.
Confronto “a 360 gradi”, domenica mattina, tra Giuseppe Arnone e il deputato regionale Giovanni Panepinto.
Innanzitutto, i due esponenti del PD hanno approfondito le tematiche che riguardano la Sanità agrigentina, e Arnone ha consegnato a Panepinto tutti i documenti relativi all’affaire Oliveri che, già nelle prossime ore, verranno trasfusi in un atto ispettivo parlamentare del gruppo del PD, a sostegno delle azioni poste in essere da Giuseppe Arnone.
Per quanto riguarda la questione del sindaco di Agrigento e della vita interna al Partito Democratico, Panepinto ha rimarcato con forza – evidenziando di non ritenere di poter muoversi neanche di un millimetro – le analisi e le proposte illustrate all’opinione pubblica in una approfondita intervista ad una delle emittenti televisive agrigentine.
Per quanto riguarda le elezioni amministrative ad Agrigento, Panepinto ritiene che il quadro delle iniziative politiche sin qui delineate rende molto utile lo strumento delle “Primarie di coalizione”, per individuare – con la partecipazione popolare – il candidato sindaco da proporre alla cittadinanza.
Anche sullo stato del Partito, l’analisi esposta qualche giorno addietro da Panepinto viene confermata: non appare praticabile il mantenimento della segreteria Messana. Su ambedue i punti, pertanto, si è registrata un’ampia convergenza con Giuseppe Arnone, che già da tempo aveva fatto proprie le analisi di Panepinto, sia in ordine alle Primarie, sia in relazione alla vita interna del PD in provincia.
I due esponenti politici si sono anche soffermati sul “fatto nuovo” che sul piano dell’informazione e della politica è costituito dalla pubblicazione del nuovo libro di Arnone, “Romanzo Criminale: parla Maurizio Di Gati”. Anzi, Arnone ne ha consegnato una copia all’on. Panepinto, in quanto il successo di vendite e l’esaurimento del volume nelle edicole aveva impedito al parlamentare di poterlo acquistare e leggere.
E, per quanto riguarda il libro, Arnone ha illustrato a Panepinto il collegamento che nel volume viene operato tra i fatti e le relazioni disvelate dal pentito Di Gati e lo scontro politico – giudiziario all’interno del Comune di Agrigento. Arnone si è soffermato sulle conferme delle proprie analisi e denunzie, già di cinque anni addietro, in ordine al contesto di inquinamento mafioso che si muoveva attorno agli affari dell’imprenditore – corruttore Gaetano Scifo, già condannato in via definitiva per corruzione, anche in concorso con i condannati per mafia Vincenzo Lo Giudice, Calogero Russello ed altri.
La vicenda che ruota attorno a Scifo – oggi al centro del processo sui grandi Centri Commerciali – deve essere ancora oggetto di adeguato approfondimento nelle sedi politiche, oltre che giudiziarie, anche alla luce delle illuminanti dichiarazioni testimoniali del vicequestore Attilio Brucato, proprio nel processo sui centri commerciali.
E, relativamente a Scifo e all’inquinamento mafioso anche nella politica, Arnone non ha mancato di mettere in rilievo anche la deleteria attività di quegli pseudo organi di informazione che invece di occuparsi delle notizie e delle vicende attuali, tentano in continuazione di mestare nel torbido e di confondere il lettore, anche rilanciando con grande evidenza notizie vecchie di dieci anni, totalmente superate, riguardanti persone che si ritiene comunque di dovere “pizzicare” per ragioni tutt’altro che limpide e tutt’altro che attinenti all’interesse pubblico e alla corretta informazione.
Agrigento, 5 settembre 2011
Avv. Giuseppe Arnone
                                                                                                                       Consigliere comunale P.D.

1 commento:

  1. Come mai i dirigenti provinciali del PD continuano a non dare seguito alle sue iniziative? Tra l’altro lei non ha neanche la tessera del partito di cui si intesta la rappresentanza ad oltranza. Le sue provocazioni continuano a non sortire effetto. Il fatto che lei non riesca a stuzzicare l'attenzione dei più quotati esponenti agrigentini lascia perplessi. L’on. Panepinto, deputato regionale, è figura poco apprezzata nel movimento politico e marginale all’interno del partito di Bersani. Soprattutto dopo esser finito nel mirino della Procura distrettuale antimafia di Palermo per i suoi rapporti con l’omonima famiglia dei Panepinto, i cui esponenti Luigi, Maurizio e Marcello, sono stati condannati rispettivamente a 13, 14 e a 10 anni nell'ambito del processo Face Off, fondato sulla collaborazione dell’imprenditore testimone di giustizia Ignazio Cutrò, vittima delle minacce e delle intimidazioni del sodalizio mafioso. Lei è al corrente di questi fatti? Sembra strano che non li conosca, avendo di recente scritto un libro di denuncia sui fatti di mafia in provincia. Forse questa è la dimostrazione che il valore del suo ultimo scritto è discutibile? E' per caso per entrambi un tentativo di rilanciarsi? Così sembra ancora una dimostrazione d’incoerenza rispetto alla sua manifesta volontà di voler essere paladino della legalità e della trasparenza. Evidentemente per lei il momento è più difficile di quanto si può immaginare.

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