Arnone interviene sulle dichiarazioni del candidato sindaco Salvatore Moncada a una emittente televisiva: “Moncada definisce scoraggiante il quadro dei potenziali candidati a sindaco. Questa affermazione, quantomeno ingenerosa, provoca in me vero dolore, quasi una coltellata al cuore, soprattutto se rapportata all’impegno mio e del mio gruppo di riferimento sui progetti dell’imprenditore, positivi per la città di Agrigento e troppo spesso osteggiati dalla malaburocrazia e dalla pessima politica. Non posso tollerare che, malgrado il mio impegno, Moncada oggi dica che Arnone, Sodano e Piazza per lui uguali sono.”
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Le dichiarazioni rese da Salvatore Moncada a TVA costituiscono per me, sul piano affettivo e amicale, una vera e propria “coltellata” al cuore.
Nei prossimi giorni renderò pubblica una lettera aperta a Totò Moncada, ove spiegherò in che misura la sua candidatura costituisca solo e soltanto una perdita netta per la città di Agrigento. Qui anticipo soltanto la seguente battuta: se Moncada vince e fa il sindaco, la città di Agrigento avrà perso il principale degli investitori sul nostro territorio: Moncada può dire sin d’ora se, da sindaco in carica, potrà realizzare, ad esempio, il progetto edilizio di Punta Bianca o l’aviopista, o altre varianti urbanistiche per impianti eolici o solari. E’ ovvio che non potrà più realizzarne, ed ecco che la perdita è netta. Se Moncada perde, cioè non viene eletto, avrà maturato la ovvia ostilità nei confronti di Agrigento e degli agrigentini, che verrà ad alterare il rapporto comunque positivo avuto sino a questo momento.
Ma andiamo, adesso, al dolore che le parole di Moncada mi hanno inflitto, colpendo pure i miei più stretti collaboratori. Anzi, invito l’opinione pubblica a valutare l’affermazione di Moncada, ampiamente rilanciata dall’emittente televisiva. Alla domanda rivolta a Moncada circa l’esistenza di figure di buoni candidati a sindaco, l’imprenditore ha risposto: “Se uno guarda tutto l’arco delle persone sinora note nel nostro territorio, in tutto l’arco il quadro è scoraggiante, nessuno escluso.”
Eppure, all’epoca del sindaco Piazza, fu una mia battaglia, limpida, pubblica, ampiamente documentata nei verbali del Consiglio Comunale, a vincere ritardi e ostruzionismi – segnalati proprio da Moncada – del genere di quelli che a Milano sono finalizzati alle cosiddette “dazioni ambientali”. Si trattava dell’approvazione del grande progetto di parco eolico che insiste sui colli di Agrigento, in direzione di Palma di Montechiaro. Sarebbe sufficiente questo mio impegno, da sempre per la verità riconosciuto da Totò Moncada, per comprendere in che misura le sue ultime affermazioni siano gratuite e offensive: non posso tollerare che la mia storia venga messa come tutta l’erba un fascio, assieme a quella dei miei grandi antagonisti, ad esempio i sindaci Piazza e Sodano. O assieme a quella di Capodicasa che, unitamente al braccio destro di Vicio “Mangialasagne” Lo Giudice, aggrediva Moncada per il parco eolico a mare.
Non solo, ma anche negli ultimi anni sono stato io ad attivarmi per fare incontrare Moncada e il sindaco Zambuto dopo che avevano litigato e sono stato io a espormi pubblicamente, assieme a Legambiente, per valutare positivamente i progetti di investimento di Moncada nel bellissimo territorio costiero ad est di Agrigento.
Non solo, ma quando in sede di Commissione Antimafia, nazionale e regionale, si sono rivolte accuse a mio parere ingiuste nei confronti di Moncada, o si sono sottovalutati i problemi posti da questo ottimo imprenditore, sono stato io, unitamente ai miei parlamentari di riferimento, ad attivarmi con incisività anche su quelle Istituzioni, Antimafia regionale e nazionale. Ma su questo tornerò nei prossimi giorni.
Sempre per quanto riguarda l’intervista di Moncada, non posso fare a meno di osservare l’assoluzione plenaria e sommaria concessa dall’imprenditore all’ex ministro, oggi capo del partito di Berlusconi, Angelino Alfano. Il “nulla” realizzato da Alfano per la città di Agrigento viene annacquato o “ammugliato” che dir si voglia, nelle generiche “difficoltà di Stato e Regione”. E questo annacquamento è perfettamente funzionale alla praticamente certa sintesi tra Moncada e Alfano che a Roma, per la verità, è già sulla bocca di tutti.
Meriterebbero anche qualche osservazione le affermazioni relative a Moncada che rinunzia all’indennità di carica o all’auto blu. Sin d’ora dico che anche io, agevolmente, posso rinunziare all’indennità di carica, dedicando meno tempo al Comune e più tempo alle persone che richiedono il mio impegno professionale in studio o in Tribunale. Osservo che pochi avvocati possono vantare crediti per parcelle per centinaia di migliaia di euro, sol perché l’avvocato non ha il tempo – dopo aver vinto le cause – di farsi pagare le parcelle medesime. Da dieci anni assisto anche molta povera gente con il gratuito patrocinio: li ho fatti assolvere, ma non ho mai avuto il tempo di farmi pagare dallo Stato una sola parcella di gratuito patrocinio. Il mio impegno pubblico ha anche questo singolare riverbero.
Di quell’intervista apprezzo la schiettezza di Moncada, che ne testimonia lo spessore, nel ribadire la sua posizione assolutamente a difesa ed in favore del rigassificatore di Porto Empedocle. Anche se il suo ruolo a Porto Empedocle e il suo ruolo nel settore energetico evidenzia una non perfetta compatibilità politica a ricoprire la carica di sindaco, in considerazione degli enormi interessi mossi dall’ENEL nello specifico settore. Spero che anche su ciò Moncada rifletta, nei prossimi giorni.
Agrigento, 13 settembre 2011
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere comunale P.D.

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