lunedì 19 settembre 2011

Mancata rimozione delle macerie del palazzo Lo Jacono e ancora problematiche dei residenti in centro storico.

Arnone sui ritardi nella rimozione delle macerie del palazzo Lo Jacono - Maraventano: “Mi chiedo soltanto: se il crollo fosse avvenuto in una città toscana o emiliana, a distanza di molti mesi staremmo ancora in queste condizioni?                                                                                              
La mancanza di sinergia istituzionale e, di autorevolezza degli attori principali gravano sulle spalle degli incolpevoli abitanti del nostro centro storico.”
E sulle disparità di trattamento nella riattivazione di utenze TELECOM Italia, Arnone afferma: “Chiederò ufficialmente alla TELECOM di relazionare sulle modalità di riattivazione del servizio: ad alcuni cittadini, quattro o cinque veri o pseudo potenti, è stato riallacciato prontamente il telefono. Meno fortunata è la classica anziana signora, sola, che pure ha la massima necessità di comunicare in caso di emergenza. Mi pare proprio  il caso di vederci chiaro.
Giuseppe Arnone, consigliere comunale del Partito Democratico, interviene ancora sulla mancata rimozione delle macerie del palazzo barocco “Lo Jacono – Maraventano”: “Ci sarebbe da chiedersi – afferma Arnone – cosa sarebbe successo se lo stesso crollo si fosse verificato a Siena o a Bologna. Scontiamo, nostro malgrado, l’assenza della necessaria sinergia istituzionale. Le autorità che devono esprimersi sulle modalità di rimozione, e che devono porre in essere ogni necessario atto tecnico – amministrativo, hanno pure l’obbligo di tener conto dell’estremo disagio in cui versa la popolazione residente, ormai da diversi mesi. E non si può fare a meno di sottolineare, pure, l’insufficiente autorevolezza di alcuni degli attori principali di questa vicenda. I cittadini, a partire da chi è stato allontanato dalle proprie abitazioni per ragioni precauzionali, hanno ragione a sentirsi delusi e mortificati. Ciò che sta avvenendo non può definirsi degno di un paese civile. La collettività agrigentina, che oltre alla ferita inferta al proprio centro storico sta anche sopportando gli enormi costi di decenni di incuria e abbandono, si attende decisioni corrette, tempi celeri e assenza di ogni ulterior indugio.
Poi Giuseppe Arnone si sofferma sulla mancata riattivazione di una serie di utenze TELECOM Italia: “Ancora una volta siamo costretti ad assistere a gravi disparità di trattamento dei cittadini da parte di un ente erogatore di pubblici servizi. Vorrei capire se vi siano particolari ragioni, ed eventualmente quali, per cui a quattro o cinque cittadini, potenti o pseudo tali, sia stata prontamente riattivata la fornitura del servizio telefonico, mentre ad altri cittadini, anziani e sprovvisti di santi in paradiso, non sia stata concessa la stessa fortuna. Chiederò ufficialmente a TELECOM Italia di fare chiarezza in proposito. E osservo pure che l’anziana signora, che magari vive da sola, ha estrema necessità del telefono fisso, non foss’altro che per ragioni di eventuali emergenze, anche di carattere sanitario urgente.
Agrigento, 19 settembre 2011
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere Comunale P.D.
                                      

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