giovedì 13 ottobre 2011

Commento sul caso D'Orsi.

Le 40 piantine, il pranzo da 300 euro: dimensioniamo la vicenda e si faccia chiarezza al più presto
D’Orsi scelga se difendersi da comune cittadino, anche con il silenzio, oppure lo faccia da uomo politico che vuol continuare ad amministrare la cosa pubblica, e in tal caso contribuisca a fare chiarezza. Sono certo D’Orsi, da uomo coraggioso, che opterà per questa seconda ipotesi, e in tal caso mi vedrà politicamente al suo fianco”.
In questi anni ho talvolta criticato D’Orsi, ma ne ho soprattutto apprezzato il coraggio con il quale ha tagliato, facendo pulizia, situazioni di sperpero, clientela e malaffare: gli agrigentini devono ringraziarlo per avere licenziato Massinelli, vero vampiro delle casse provinciali (oltre che del bilancio regionale), per aver azzerato l’APEA, altra fonte di inutili sprechi, ente mangiasoldi di gettoni di presenza e indennità, per aver inviato in archivio il folle progetto dell’aeroporto di Racalmuto.
Per queste ragioni, ho ritenuto e tuttora ritengo di poter inserire D’Orsi tra i politici insensibili alla corruzione.
Avendo letto le accuse a lui mosse dalla Procura di Agrigento, mi sono permesso di chiamarlo e, per mia autonoma decisione, intendo rendere pubblico il colloquio.
Gli ho chiesto, in particolare, notizie della vicenda che sta sui titoli dei giornali, cioè quella delle 40 palme. D’Orsi mi ha spiegato che tratta vasi di 40 piantine, al disotto dei 30 cm, complessivamente del valore di una cassata, o di una bella torta gelato, cioè tutte assieme le 40 piantine, valgono poco più di 50 euro.
Leggo adesso sui giornali che tra le contestazioni vi sarebbe un pranzo o una cena da 300 euro, cioè un’altra vicenda  che può essere frutto di leggerezza, sciatteria, trascuratezza, ma che mi pare distante da particolari logiche di tangenti o malaffare, come quelle, ad esempio, degli appalti truccati della Nettezza Urbana per 45 miliardi, dell’imbroglio del depuratore per 5 miliardi, dell’appalto truccato di Favara Ovest per 5 miliardi. Qui stiamo parlando, al momento, di pranzi da trecento euro, di cento euro di piantine e di sconti o pseudo tali, nell’ordine di qualche migliaio di euro, ottenuti da imprese.
Massima fiducia nella Magistratura e, nel contempo, massimo amore per la verità. E massimo rispetto per la dignità.
Per questa ragione, chiedo con forza a D’Orsi di scegliere se vuol fare il cittadino – imputato che adotta tutte le strategie che vuole, anche quella del silenzio o, se vuol continuare a fare il politico che aspira al consenso della gente. Per cui, la mia pubblica richiesta a D’Orsi è: o sceglie di difendersi da cittadino, anche con il silenzio – e in questo caso, a mio parere, non può continuare ad amministrare – o, se vuol continuare a fare politica, convochi i giornalisti e sia trasparente, fornisca tutti i chiarimenti possibili. E se vuole chiarire, ed è ingrado di farlo, mi avrà politicamente e immediatamente al suo fianco. Ritengo D’Orsi un uomo coraggioso, e sono certo che sceglierà la seconda ipotesi.
Agrigento, 13 ottobre 2011
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere Comunale P.D.

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