sabato 15 ottobre 2011

: “Sono orgoglioso delle decisioni odierne della Magistratura d’Appello, che fanno da contraltare alle decisioni della Giudicante di primo grado, delle quali sono molto, molto meno orgoglioso, per usare un eufemismo.”

Processo ai Ventriglia: la Corte d’Appello di Palermo accoglie le richieste istruttorie del difensore di parte civile, Giuseppe Arnone, e del Procuratore Generale.
Arrizzulata”, ovvero capovolta, l’istruttoria del Giudice Sara Marino la quale, tra mille polemiche, assolse gli imputati. 
Ieri, in Corte d’Appello a Palermo, scontro “al calor bianco” tra l’avvocato Nino Gaziano, difensore dell’ex commissario di P.S., Francesco Ventriglia e del figlio, avvocato Luigi, da un lato, e l’avv. Giuseppe Arnone, difensore della parte civile, il disabile signor G.
I due Ventriglia sono imputati del grave reato di infedele patrocinio in concorso: secondo la Procura della Repubblica che li mandò a giudizio, il Ventriglia Francesco aveva realizzato un’ampia serie di abusi edilizi nel chiosco “Luna Rossa” a S. Leone, di cui era l’effettivo proprietario e, per evitare la condanna per i reati di abuso edilizio e devastazione ambientale, grazie alla complicità del figlio Luigi, aveva fatto condannare, al suo posto, l’incolpevole disabile signor G.
In particolare, quando la Capitaneria di Porto accertò gli abusi nel chiosco a S. Leone, reati di cui era responsabile il Ventriglia Francesco, costui – grazie alla complicità del figlio – fece processare e condannare il signor G. A procurare la condanna al disabile fu il figlio, avvocato Luigi che, quale apparente difensore del disabile G, all’insaputa del disabile medesimo, e impedendo a quest’ultimo ogni difesa, lo fece condannare al posto del padre Francesco.
Nell’ambito del Procedimento Penale, sono state pure accertate falsificazioni di firme, attribuibili al Ventriglia Francesco, sempre in danno del disabile.
La Sentenza di primo grado, di assoluzione, fu emessa dalla dottoressa Sara Marino che, sino a quel momento, si era astenuta nei procedimenti che impegnavano l’avv. Arnone. E ciò in relazione alla nota inimicizia tra il magistrato Giuseppe Miceli, stretto congiunto della Marino, e l’avv. Arnone.
Per assolvere i Ventriglia, tra l’altro, la dottoressa Marino, ritenne di dichiarare inutilizzabili una serie di verbali testimoniali a carico dei Ventriglia, prodotti dalla Parte Civile. Nel suo Atto d’Appello, l’avv. Arnone ha, senza mezzi termini, con la sua usuale chiarezza, sostenuto che, per escludere quelle prove, il Giudice Marino aveva attestato il falso. La Giudice Marino, peraltro, apoditticamente, sempre per motivare l’assoluzione, asseriva che il disabile non era tale, ed era perfettamente in grado di dirigere e gestire un cantiere di quelle dimensioni, nonché il relativo esercizio commerciale.
E adesso, peraltro, sarà l’Autorità Giudiziaria di Caltanissetta a pronunziarsi sull’esistenza o meno della suddetta falsificazione, contestata dall’avv. Arnone al Giudice Sara Marino. Per inciso, va anche ricordato che quest’ultima, nel frattempo, ha abbandonato la sede giudiziaria di Agrigento.
Ieri, da un lato il difensore degli imputati, avv. Gaziano, ha concluso chiedendo la conferma dell’assoluzione, dall’altro all’unisono il Procuratore Generale De Giglio e il difensore di parte civile

 Arnone, hanno richiesto alla Corte d’Appello di riaprire l’istruttoria per verificare la situazione di disabilità della vittima dell’infedele patrocinio.
La Corte d’Appello ha accolto le nuove richieste istruttorie e, alla prossima udienza, il disabile verrà sottoposto a perizia e verranno acquisiti i documenti testimoniali esclusi dalla Marino.
Giuseppe Arnone ha dichiarato: “Ieri è stato per me, forse in assoluto, uno dei momenti più esaltanti della mia carriera professionale. Ritengo ormai certo che, grazie all’accoglimento delle mie richieste istruttorie, si vada dritti dritti a fare giustizia, ribaltando una sentenza vergognosa e condannando i due responsabili di un infedele patrocinio, tanto più ripugnante perché commesso ai danni di una persona con disabilità psichiche. E voglio anche aggiungere che, come non sono stato orgoglioso, per usare un eufemismo, dell’operato della Giudicante Sara Marino, adesso sono orgoglioso della professionalità e del senso di giustizia della Corte d’Appello presieduta da Gianfranco Garofalo. Senza voler apparire presuntuoso, e ben sapendo come stanno le cose, mi appare ormai del tutto certo l’esito del procedimento, con l’accoglimento pieno delle mie richieste e la condanna degli imputati Francesco e Luigi Ventriglia.

Agrigento, 15 ottobre 2011
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere Comunale P.D.


P.S.: Si ricorda che, in base alle regole sulla privacy, sul nome del disabile vittima dei reati va mantenuto il necessario riserbo, utilizzando la sola iniziale da me indicata. La disabilità è, a tutti gli effetti, un dato sensibile.

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