domenica 16 ottobre 2011

“CASO VENTRIGLIA, DISINFORMAZIONE E SCORRETTEZZA”

ALL’AVV. ANTONINO GAZIANO,
PRESIDENTE DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI AGRIGENTO
 
Caro Nino,
leggo la tua dichiarazione di replica alla nota stampa da me diffusa questa mattina in ordine all’udienza del processo ai Ventriglia.
Sono certo che la nota sia stata redatta da qualche tuo poco solerte e disattento collaboratore. Non posso pensare, infatti, che da parte tua, Presidente di noi avvocati agrigentini vi sia la volontà di distorcere gli avvenimenti, al fine di disinformare l’opinione pubblica.
Il Procuratore Generale ha effettuato una richiesta di riapertura dell’istruttoria, richiesta – come risulta dal verbale – pienamente accolta dalla Corte. Precisamente, il P.G., ha prima posto in evidenza la grave lacuna contenuta nella Sentenza di primo grado in ordine all’accertamento, mediante perizia medico-legale, relativamente allo stato di inabilità psichica della parte offesa dal reato di infedele patrocinio per cui i Ventriglia sono sotto processo. E il Procuratore Generale, in relazione a detta carenza, ha ritenuto formalmente dirimente, per stabilire innocenza o colpevolezza degli imputati, detta perizia.
E solo in subordine, cioè qualora la Corte avesse rigettato di perizia, il Procuratore Generale chiedeva la conferma dell’assoluzione. Per come argomentato e verbalizzato dal P.G., se si fosse acceduto alla tesi – fatta propria dal Giudicante di primo grado, Sara Marino – secondo cui il signor “G”, parte offesa, sarebbe perfettamente capace di dirigere un cantiere, allora non vi sarebbe stata altra soluzione, secondo il Procuratore Generale, che chiedere l’assoluzione per gli imputati Ventriglia.
La Corte d’Appello ha accolto la richiesta principale formulata dal Procuratore Generale, cioè appunto riaprire l’istruttoria ed effettuare la perizia sul disabile. Per cui risulta altamente disinformativo e drasticamente contrario al vero sostenere che il P.G. “ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado pronunciata dalla Dottoressa Marino che ha assolto l’avvocato Luigi Ventriglia ed il padre Francesco Ventriglia da tutti i capi di imputazione”.
La vicenda di questa disinformazione provoca solo il sorriso, perché sarebbe come sostenere che quando il difensore di un imputato in via principale chiede l’assoluzione per il suo assistito e in via subordinata la condanna al minimo della pena con la concessione delle attenuanti, il giornalista riferisce che “l’avvocato difensore ha chiesto la condanna del proprio assistito”, scambiando la richiesta in subordine per quella principale, omettendo di fornire notizia circa quest’ultima.
Ed io, tu e l’intera città siamo al corrente di quanto grave sia la disabilità della parte offesa. A nessuno di noi serve una perizia per poterlo affermare o escludere.
Sarebbe come pretendere una perizia per stabilire che Sofia Loren è una donna o che il mitico Varenne dispone di quattro zampe.
A questo punto, però, per l’amicizia che ci lega, mi sento costretto a ribadirti pubblicamente la mia ferma opinione in ordine alla inopportunità che il Presidente dell’Ordine degli Avvocati assuma la difesa di un iscritto all’Ordine per il reato di infedele patrocinio, per di più in presenza di un contesto probatorio come quello di cui disponiamo nel caso in specie.
E su questo punto, alla luce dell’assoluta scorrettezza, in primo luogo nei Tuoi confronti, dell’operato di chi ha descritto l’udienza al sito internet di “Grandangolo”, Ti invito a trarne tutte le conseguenti valutazioni. Ho ricevuto, da colleghi che hanno letto l’articolo di “Grandangolo” una serie di valutazioni che ti lascio immaginare, largamente frutto di una condivisibile indignazione.
Agrigento, 15 ottobre 2011
Avv. Giuseppe Arnone
                                                                                                                                                                                                        

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