lunedì 17 ottobre 2011

Iniziativa a Catania.

 












Alla DIGOS di Agrigento e, per suo tramite, alla DIGOS di Catania e, per loro tramite, al Consiglio Superiore della Magistratura al Presidente della Repubblica al Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Catania al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania.

OGGETTO:          Posterbus con manifesti 6 metri per 3 metri, innanzi Palazzo di Giustizia di Catania, al fine di evidenziare la incompatibilità e/o grave inopportunità della nomina del dott. Giuseppe Gennaro a Procuratore Capo della Repubblica di Catania
                               Denunzia preoccupante situazione di censura del sistema informativo catanese.

Per le valutazioni e i provvedimenti di competenza, si allegano i testi, che di seguito comunque si riportano in corsivo, delle due facce del posterbus che questa mattina, su incarico dell’avv. Giuseppe Arnone, esponente politico del Partito Democratico, staziona innanzi al Palazzo di Giustizia di Catania.
L’iniziativa è completata con la diffusione, ai magistrati e agli avvocati, in entrata a Palazzo di Giustizia, del documento – che pure si allega – peraltro già distribuito la scorsa settimana, in data 11 ottobre scorso, che ricostruisce le vicende già acclarate da sentenze dei Tribunali, che disegnano un profilo del Procuratore Gennaro non compatibile con la carica cui aspira, cioè quella di Procuratore Capo di Catania.
L’iniziativa, da domani, sarà ulteriormente corroborata dalla diffusione a mezzo di alcuni giornali online del video-appello, della durata di 40 minuti, rivolto in dall’avv. Arnone al Presidente della Repubblica e al C.S.M. Ma su quest’ultimo profilo del video-appello, ci si riserva di fornire ulteriori elementi nella giornata di domani.

TESTO A: “La censura e la villa del PM Gennaro. Giornalisti catanesi, direbbe Totò, siete uomini o caporali? Vergognatevi un po’ per aver censurato e nascosto la storia sconcertante della villa acquistata dal Procuratore Giuseppe Gennaro dal mafio-imprenditore Rizzo, uomo del clan dei Laudani, acquisto con connesso corredo di abusi e sanatorie edilizie, nonché di falsi nell’atto notarile per favorire evasioni fiscali o forse per nascondere il nome del vero venditore

TESTO B: “TOGHE ROSSE… DI VERGOGNA. Ci costringete persino a dare ragione a Silvio il puttaniere: il correntismo in magistratura è una vergogna nazionale. Guardate questa foto: è la foto che il potere e i suoi servi censurano, raffigura il candidato Procuratore Gennaro con l’uomo dei Laudani, mafio-imprenditore Rizzo, colui che ha venduto a Gennaro la villa dello scandalo. Sarebbe cosa buona e giusta che il CSM chiarisse come e perché quella villa fu acquistata dichiarando il falso sull’identità del venditore e chi e perché ha realizzato gli abusi edilizi, che sono reati, per i quali il Magistrato nel 2000 ha chiesto e ottenuto il condono, che estingue il reato. Signori del CSM, sarebbe pensabile nominare a Milano un Procuratore con alle spalle simili foto, simili ville, simili acquisti, simili abusi? Per me questo è razzismo.

Agrigento, 17 ottobre 2011
Avv. Giuseppe Arnone

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