Arnone sulle dichiarazioni di Nello Hamel sui problemi del sistema fognario e depurativo: “buona base di discussione per un'alleanza programmatica finalizzata a governare la città. I punti di Hamel sono molto più vicini a quelli di Legambiente e molto distanti dalle affermazioni di Ausilia Eccelso e Rosa Salvago.”
E, per quanto riguarda le riunioni preannunziate del Consiglio Comunale di Agrigento da un lato con i cosiddetti “inquinati” e, soprattutto, la conferenza di servizi dall'altro, il dirigente comunale dei Lavori Pubblici e quello dell'Urbanistica devono previamente fornire al Comune, all'ATO e all'opinione pubblica puntuali relazioni sottoscritte in ordine alla fattibilità dell'impianto del Villaggio Peruzzo e in ordine alla fattibilità di quello del Villaggio Mosè. Solo così si potrà andare avanti.
Innanzi tutto va osservato il gesto di grande saggezza ed equilibrio del segretario provinciale e capogruppo consiliare di Italia dei Valori, Nello Hamel, il quale – molto significativamente – non ha accompagnato Ausilia Eccelso all'incontro con il Sindaco di Agrigento. Non solo, ma Hamel ha preferito puntualizzare da solo, in assenza della Eccelso , riprendendo e ribadendo posizioni in larga parte comuni con Legambiente, le proprie convinzioni in materia di depurazione e sistemi fognari ad Agrigento.
Le posizioni assunte da Hamel sulla materia, ampiamente rilanciate dagli organi di informazione, consentono di ritenere ampiamente possibile una convergenza programmatica su queste fondamentali tematiche, in vista delle elezioni e del certo ballottaggio per il prossimo governo della Città di Agrigento.
E, in questo quadro, è ormai tempo – e per quanto mi riguarda già la settimana prossima utilizzerò tutti i sistemi che la legge mi consente – di uscire dal ventennale equivoco di dirigenti comunali che svolgono il ruolo di “pesce in barile” per non mettere nero su bianco come stanno le cose.
In questa deplorevole “arte” sono stati maestri gli ingegneri Vitellaro e Di Francesco, che verranno chiamati a rispondere del danno arrecato non scrivendo – com'era loro dovere – quale fosse lo stato giuridico, in relazione alle norme di settore, del depuratore del Villaggio Peruzzo, oltre che del relativo appalto.
Di Francesco ha pure compiuto il “miracolo”, di cui sarà chiamato a rispondere, di mettere nero su bianco che non poteva essere ristrutturato l'ex mulino “Taglialavoro”, opera pubblica che “infastidiva” il depuratore, omettendo di evidenziare che i vincoli idrogeologici nell'area consentono di ristrutturare l'ex mulino e non consentono invece di far riprendere i lavori del depuratore del Villaggio Peruzzo.
Tutti questi temi saranno approfonditi nei prossimi giorni.
Agrigento, 1 ottobre 2011
Avv. Giuseppe Arnone

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