Giuseppe Arnone: “Caro Marco, ma a quale conferenza dei servizi sei andato l’8 novembre? I pareri resi, secondo te, sono tutti positivi? Ma sei sicuro di saper leggere? Quella mattina hai fatto colazione con il latte, o con ottima grappa? Ecco la verità documentale su ciò che è avvenuto alla Conferenza dei Servizi.
“Carta scritta leggiri si voli”
Proviamo a rileggerli assieme, quei pareri… e agli agrigentini sarà chiaro, ancora una volta, che la scelta del Villaggio Peruzzo allontana questa città dalla soluzione dei problemi di depurazione”
Nei prossimi giorni, non appena Arnone avrà qualche ora libera – presumibilmente mercoledì mattina 16 novembre – convocherà i giornalisti, per mettere a loro disposizione tutti i pareri e i documenti, nonché rispondere alle loro domande.
Ho assistito, due giorni addietro, il 9 mattina, alla parte finale della conferenza stampa del sindaco di Agrigento. Marco Zambuto, sintetizzando – in favore dei giornalisti presenti e dei rappresentanti di varie associazioni e partiti politici – le risultanze della Conferenza di Servizi del giorno precedente, affermava che “i pareri resi dagli Enti intervenuti alla C.S. sono tutti univocamente favorevoli alla realizzazione del depuratore del Villaggio Peruzzo”.
Sollecitati, poi, dalle domande dei presenti, il sindaco e l’ing. Principato, dirigente dei LL.PP., affermavano che il dimensionamento del depuratore del Villaggio Peruzzo viene effettuato sul presupposto che tale impianto debba servire l’intera fascia costiera cittadina, espressamente incluse le condotte fognarie ancora da realizzarsi, ossia quelle di Cannatello – Zingarello, attraverso ulteriori condutture che, secondo quel progetto, dovranno confluire tutte in detto impianto.
Ora, anche a voler prescindere dalla nota e motivata contrarietà all’impianto di Arnone, di Legambiente, dei residenti, degli osservatori più acuti e comunque più distanti dalle “scuole di pensiero” o, se vogliamo, vere e proprie “lobbies” dei “protettori” del depuratore targato Rizzo & Platamone, siamo costretti a evidenziare, ancora una volta e con la medesima forza di sempre, gli enormi castelli di bugie costruiti dal sindaco di Agrigento su questa vicenda, e già sbriciolati da una semplice “sbirciata” alle carte (quelle vere) della Conferenza di Servizi appena svolta.
E’ utile – proprio per il dovere di chiarezza che abbiamo verso i nostri concittadini, ma anche per la serietà e drammaticità della questione depurazione comunale – far parlare le carte.
Quelle stesse carte che, pur tardivamente a disposizione, sono trancianti in ordine alle reali possibilità di realizzare un depuratore al Villaggio Peruzzo.
Di seguito alcuni dei pareri resi nell’ambito della Conferenza dei Servizi che, al di là di ogni superfluo commento, oggettivamente impediscono quei lavori.
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Genio Civile di Agrigento
(ing. Casalicchio, ing. Armenio)
“… si rappresenta che l’Ufficio ha espresso parere idraulico ai sensi del citato T.U. sulle opere previste nella Perizia di Variante, che prevedeva, tra l’altro, la realizzazione dell’innalzamento dell’argine in sponda sx del fiume Akragas, a protezione dell’esondazione dello stesso. Successivamente, con D.A. 272/2007 è stato approvato il P.A.I. per il bacino in esame che prevede, per le aree oggetto delle opere, la classificazione quali aree a pericolosità e rischio “P3 – R4”. Ne discende, alla luce del parere negativo espresso dalla Soprintendenza sull’innalzamento dell’argine, che l’Amministrazione debba redigere un progetto di mitigazione del rischio che permetta, una volta realizzate le opere, il rilascio dell’autorizzazione alla realizzazione delle opere depurative previste. Il progetto dovrà inoltre essere sottoposto all’Ufficio per l’emissione di un nuovo parere idraulico ai sensi del sopraccitato T.U..”
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Assessorato Regionale al Territorio – U.O.B. 3.1. – P.A.I.
(ing. Vincenzo Sansone)
(parere reso in forma scritta)
“…
· Considerato che ai sensi dei comma 2 e 3 dell’art. 6 del cap. 11 – Norme di Attuazione della Relazione Generale del P.A.I. (Efficacia ed effetti del PAI adottato ed approvato), " (omissis)
2) Le norme di attuazione e le prescrizioni che accompagnano il P.A.I., ai sensi dell'articolo 17, comma 6 bis della legge 18 maggio 1989, n. 183, hanno carattere immediatamente vincolante per le amministrazioni e gli enti pubblici, nonché per i soggetti privati, ove trattasi dì prescrizioni dichiarate di tale efficacia dallo stesso piano.
3) Ai sensi dell'articolo 1 bis, comma 5, del decreto-legge 12 ottobre 2000, n.279, convertito con modificazioni dalla legge n dicembre 2000, n.365, le previsioni e le prescrizioni del piano approvato costituiscono variante agli strumenti urbanistici vigenti.
• Considerato che il P.A.I. è un piano di settore gerarchicamente sovraordinato a tutti gli altri strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica;
• Tenuto conto che il sito in cui insiste il depuratore del Villaggio Peruzzo ricade in un'area a Pericolosità Idraulica Elevata (P3), in cui le strutture in esso ricadenti sono soggette a Rischio Idraulico Molto Elevato (R4);
Tali condizioni vincolistiche non permettono la realizzazione di nuove opere nelle zone in argomento.
Pertanto, se l'Amministrazione Comunale dovesse ritenere indifferibile l'ubicazione dell'opera infrastrutturale in argomento, dovrà predisporre l'integrazione del progetto in questione con uno specifico intervento di salvaguardia idraulica, adeguatamente dimensionato in relazione al modello idraulico locale, capace di mitigare le condizioni di pericolosità e rischio atteso.
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Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento
Arch. Roberto Sciarratta – Arch. Salvatore D’Amato
(parere reso in forma scritta)
… il Piano dei Parco è stato adottato il 23.05.2008 dal Consiglio dell'Ente e, dopo le pubblicazioni previste dalla legge regionale 20/2000 è stato trasmesso il 22.10.2009 all'Assessorato Beni Culturali per la definitiva approvazione. Fino a quella data vale quanto disposto dall'art. 19 "Norme di salvaguardia" della L.R. 3 novembre 2000, n. 20 che così recita:"Fino all'approvazione del piano di cui all'articolo 14 restano in vigore nelle aree del Parco di cui all'articolo 2 te norme del decreto del Presidente della Regione 13 giugno 1991.
2. Dalla data di approvazione del piano del Parco la disciplina delle attività nel Parco è regolata dallo stesso. "
Si premette che l'area dove è ubicato il depuratore del Villaggio Peruzzo è, nell'adottato piano del Parco, classificata zona II F "Interventi localizzati di restauro del paesaggio". Nelle norme tecniche di attuazione del Piano, tale zona è normata dall'alt 23, che così recita: " il Piano individua particolari aree manomesse da interventi di varia natura, che costituiscono all'interno del Parco altrettanti elementi di contrasto e che pertanto necessitano di adeguate forme di maturazione e di inserimento nel paesaggio. Il Parco promuove appositi progetti di recupero ambientale e paesaggistico, tesi alla eliminazione dei fattori di disturbo e idonea restituzione dei soprassuoli mediante interventi che saranno eseguiti secondo le tecniche dell'architettura del paesaggio e della ingegneria naturalistica, sulla base dei disposti di cui all'Art. 4 punto 1) commi 1.1, 1.2, 1.3 e 1.4.".
Alla luce di quanto sopra evidenziato e a quanto specificato nell'elaborato RPC Relazione di Progetto allegata a! Pano del Parco, e in relazione all'ari. 37 delle norme Tecniche di Attuazione, fermo restando quanto in premessa specificato con riferimento al citato art. 19 della legge regionale 3.11.2000 n. 20, le opere di realizzazione dell'impianto di depurazione del Villaggio Peruzzo non sono compatibili con le previsioni del Piano del Parco.
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Comune di Agrigento – Settore IX Lavori Pubblici
Ing. Giuseppe Principato
(relazione scritta, allegata al verbale di Conferenza dei Servizi)
… In ordine alla situazione dei luoghi sopra rappresentata si rilevano aspetti di natura igienico–sanitaria legati alla ridotta distanza delle infrastrutture epurative già realizzate dall’edificato limitrofo esistente (situazione identica a quella esistente prima dell’inizio dei lavori di ampliamento del Depuratore Gescal) per cui è necessario valutare la possibilità di attuare tutti i provvedimenti idonei per derogare dalle distanze minime previste in Sicilia per legge.
Al riguardo, esulando da ogni e qualsiasi allusione e/o collegamento alle posizioni delle parti attrici e convenuti che hanno caratterizzato un annoso contenzioso penale che si è trascinato sino ai nostri giorni che vide coinvolti Lega Ambiente da una parte e Impresa e Progettisti e DD. LL.. dei lavori di ampliamento del “Depuratore Gescal” dall’altra, e rispettosi delle determinazioni cui è pervenuta l’autorità giudiziaria competente si richiama, al solo scopo di facilitare le attività della Concertazione, l’art. 46 della L.R. 27/86 che di seguito testualmente si trascrive:
Art. 46
Fasce di rispetto per impianti di depurazione
La larghezza delle fasce di rispetto, con vincolo assoluto di inedificabilità, circostante l’area destinata all’impianto di depurazione a servizio di comuni o consorzi di comuni, è di 100 metri per gli impianti di terzo livello, di 50 metri per gli impianti di secondo livello e di 25 metri per i sistemi di pretrattamento di primo livello. La larghezza delle fasce di rispetto, con vincolo assoluto di inedificabilità, circostante l’area destinata all’impianto di depurazione a servizio di insediamenti civili della classe A,B,C, che non recapitano in pubbliche fognature, è stabilita in sede di concessione edilizia, ove possono essere prescritte, in rapporto ad esigenze ambientali, piantumazione con alberi a fogliame persistente in modo da realizzare barriere di protezione. L’autorità competente al controllo può imporre, per particolari motivi di tutela ambientale, fasce di rispetto superiori a quelle previste dal precedente comma e può autorizzare, con provvedimento motivato, fasce di rispetto con larghezze inferiori a quelle previste dal primo comma.
Si rileva che agli atti dello scrivente settore non risulta alcuna istanza indirizzata al competente Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente finalizzata all’ottenimento della riduzione in deroga, ai sensi del terzo comma dell’art. 46 della L.R. 27/86 sopra riportato, della larghezza della fascia di rispetto per il “Progetto per il completamento dell’impianto epurativo di S. Leone con relativi sfiori a mare a servizio della zona costiera di Agrigento” – ossia per i lavori di completamento ed ampliamento del più volte citato “Depuratore Gescal”.
Come chiunque potrà leggere (e quando diciamo chiunque ci riferiamo anche ai vari Morici, Eccelso, F. Castaldo), questi sono i pareri resi nell’ambito della Conferenza dei Servizi.
Queste, non altre, sono le considerazioni messe sul tavolo dagli Enti pubblici chiamati ad esprimere pareri in merito alle varianti progettuali di Rizzo e Platamone.
Rimane, tutto intero, il problema del P.A.I., che richiama alla massima attenzione sulla elevata pericolosità e sul “rischio” collegati alla presenza del fiume Akragas: il Servizio Regionale P.A.I., con chiarezza, afferma che il progetto, quel progetto, così com’è non è compatibile con i luoghi. E non è stata Legambiente, o qualche abitante del Villaggio Peruzzo, ad assoldare i dirigenti P.A.I..
Anche il Genio Civile, competente per gli aspetti sismici e per quelli idraulici, subordina l’esecuzione delle opere relative all’impianto a
Rimane, insormontabile quanto l’Everest in inverno, l’incompatibilità dell’impianto dei signori ingegneri Rizzo e Platamone con il Piano del Parco, in corso di approvazione. Netto e tranciante anche il parere, anche questo reso in forma scritta e dunque riteniamo meditato, dei rappresentanti dell’Ente Parco: “le opere di realizzazione dell'impianto di depurazione del Villaggio Peruzzo non sono compatibili con le previsioni del Piano del Parco”.
C’è sempre da chiedersi, ce lo chiediamo da giorni, a quale conferenza dei servizi si sia recato il nostro sindaco.
Non necessitano ulteriori parole per capire che, con tassativa certezza, il sindaco abbia preso in giro i cittadini, l’impianto del Villaggio Peruzzo non potrà mai realizzarsi e si sta solo ostacolando chi, come Girgenti Acque, vuol risolvere la questione della depurazione cittadina.
Al momento, ci fermiamo qui. Il proseguimento nei prossimi giorni.
Agrigento, 12 novembre 2011
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere Comunale P.D.

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