“Vi presento i due modi, diametralmente opposti, di intendere l’impegno politico e la solidarietà nei confronti dei migranti. Da un lato Angelo Capodicasa, primo firmatario di un’interrogazione parlamentare a tutela del vecchio CSPA di Lampedusa e dei suoi gestori, dall’altro i senatori Francesco Ferrante e Roberto Della Seta, che da sempre scoperchiano il pentolone delle fandonie: quel centro era molto più simile a un lager, altro che esempio di accoglienza!
Inutile dire che la mole di documentazione consultabile da tutti e relativa alle condizioni in cui venivano ospitati i migranti nel CSPA gestito da LampedusAccoglienza, è tranciante rispetto all’attribuzione del benché minimo valore alle affermazioni dell’on. Capodicasa, verosimilmente più interessato a fattori gestionali del centro che non alle reali condizioni dei migranti e dei richiedenti asilo che approdavano e approdano nell’isola di Lampedusa.
Anche su argomenti prioritari come l’accoglienza dei migranti, siamo costretti a verificare l’esistenza di due partiti democratici: l’uno interessato a fattori di interesse privatistico o giù di lì, l’altro che riesce, con estrema lucidità, ad affrontare il merito delle questioni, non avendo alcun timore di dire la verità anche su temi scottanti come questo.”
Si allegano i due documenti.
Agrigento, 16 gennaio 2012
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere Comunale P.D.
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-14447
Interrogazione a risposta scritta 4-14447
presentata da
ANGELO CAPODICASA
giovedì 12 gennaio 2012, seduta n.569
giovedì 12 gennaio 2012, seduta n.569
CAPODICASA, BERRETTA, BURTONE, CARDINALE, ANTONINO RUSSO, SAMPERI e SIRAGUSA. -
Al Ministro dell'interno.
- Per sapere - premesso che:
da anni nell'area del Mediterraneo si è sviluppato un flusso migratorio clandestino che dalle coste del nord Africa si indirizza verso l'Europa scegliendo come terra di primo approdo le coste italiane e come principale «porta d'accesso» l'isola di Lampedusa per la sua prossimità ai luoghi di provenienza;
l'isola, pertanto, è divenuta di fatto, anche per l'abnegazione e la sensibilità dei suoi abitanti, e sopportando oneri sociali e d'immagine non indifferenti, «area di prima accoglienza» pronta ad ospitare le decine di migliaia di disperati che attraversano il Canale di Sicilia alla ricerca di una vita migliore;
è stato possibile fronteggiare tali evenienze grazie alla presenza sull'isola di una struttura (CSPA) destinata dal Ministero dell'interno proprio alla prima accoglienza del flusso migratorio;
che a gestire ininterrottamente dal giugno 2007 il CSPA di Lampedusa è la LampedusAccoglienza, società formata da cooperative siciliane che ha gestito egregiamente in questi anni la delicatissima questione venutasi a creare soprattutto negli ultimi tempi, non si dimentichi infatti che si è ancora in piena «Primavera Africana» ed i riflessi sull'isola durante il suo «picco» sono stati dirompenti. Basti ricordare che a Lampedusa, che conta circa 6.000 abitanti, nei mesi estivi del 2011 erano presenti immigrati in numero superiore agli abitanti dell'isola e con centro di accoglienza capiente in misura di 800 posti;
nel corso del 2011 sono giunti sull'isola di Lampedusa, oltre 50.000 immigrati con un'ondata migratoria senza precedenti che ha avuto inizio l'8 febbraio 2011;
in data 20 settembre 2011, quando già da tempo sull'isola si respirava un'aria «pesante» per effetto dei mancati trasferimenti degli immigrati ad altra destinazione, è stato incendiato un padiglione del CSPA mentre erano presenti oltre 1500 ospiti;
nonostante il padiglione fosse andato distrutto ciò non ha pregiudicato lo svolgimento dell'attività, in quanto gli stessi luoghi sono stati messi in sicurezza e recintati;
inspiegabilmente i lavori di messa in sicurezza della struttura sono stati interrotti (necessitano solo di qualche ulteriore giorno di manutenzione), pregiudicando, stavolta sì, il proseguimento dell'attività di accoglienza anche se limitata a 440 posti considerato che, infatti, risultano funzionanti nell'altro padiglione (capace di ospitare 390 persone), l'infermeria con al suo interno 50 posti letto, i locali di cucina nonché gli uffici amministrativi, ivi compresi quelli delle forze dell'ordine;
in data 23 settembre 2011 l'auto dell'amministratore delegato della LampedusAccoglienza è stata incendiata da ignoti e completamente distrutta;
in data 23 settembre 2011 l'auto dell'amministratore delegato della LampedusAccoglienza è stata incendiata da ignoti e completamente distrutta;
in data 11 novembre 2011, in assenza di attività - il centro non accoglie immigrati dal 28 settembre 2011 - è stato incendiato un furgone della LampedusAccoglienza;
ancora in data 13 novembre 2011 è stato appiccato il fuoco da ignoti, ad un pullman di proprietà dello stesso ente gestore;
in data 2 dicembre 2011, ignoti hanno dato fuoco ad un magazzino di oltre 500 mq utilizzato dalla società LampedusAccoglienza per lo svolgimento dell'attività d'impresa; nel magazzino erano presenti indumenti e materiale di cucina per un valore stimabile in circa 300.000,00 euro;
ancora in data 18 dicembre 2011 la macchina del direttore del centro di prima accoglienza è stata danneggiata;
il CSPA alla data risulta chiuso;
ancora in data 18 dicembre 2011 la macchina del direttore del centro di prima accoglienza è stata danneggiata;
il CSPA alla data risulta chiuso;
in data 17 dicembre 2011 sulle spiagge di Lampedusa sono sbarcati 69 immigrati di provenienza libica;
dopo essere arrivati sull'isola, gli immigrati non hanno ricevuto la giusta accoglienza e dopo tre ore di attesa in condizioni estreme, sono stati «sistemati» in appartamenti in località «Calacreta»;
sembrerebbe in tali appartamenti non sia stata fornita alcuna assistenza fatta eccezione per i pasti caldi e, solo dopo 24 ore, degli indumenti -:
dopo essere arrivati sull'isola, gli immigrati non hanno ricevuto la giusta accoglienza e dopo tre ore di attesa in condizioni estreme, sono stati «sistemati» in appartamenti in località «Calacreta»;
sembrerebbe in tali appartamenti non sia stata fornita alcuna assistenza fatta eccezione per i pasti caldi e, solo dopo 24 ore, degli indumenti -:
come si intenda affrontare la grave situazione riguardante l'ordine pubblico nell'isola di Lampedusa in considerazione del fatto che gli atti delinquenziali denunciati sopra non hanno ancora visto individuati gli autori e che tali atti continuano a verificarsi;
quali iniziative intenda adottare il Governo per tutelare l'ordine pubblico nell'isola nonché garantire lo svolgimento sereno dell'attività di chi ha espletato con impegno e dedizione il proprio lavoro, a volte in condizioni proibitive, nell'esclusivo interesse del popolo italiano;
quali iniziative intenda adottare il Governo per tutelare l'ordine pubblico nell'isola nonché garantire lo svolgimento sereno dell'attività di chi ha espletato con impegno e dedizione il proprio lavoro, a volte in condizioni proibitive, nell'esclusivo interesse del popolo italiano;
se non ritenga che la chiusura del centro possa causare anche un problema di carattere internazionale in vista di ulteriori sbarchi che potrebbero interessare l'isola delle Pelagie;
come intenda il Governo, in caso di ulteriori sbarchi, garantire l'accoglienza e le attività di primo soccorso.(4-14447)
come intenda il Governo, in caso di ulteriori sbarchi, garantire l'accoglienza e le attività di primo soccorso.(4-14447)
COMUNICATO STAMPA
Dichiarazione senatori Della Seta e Ferrante - Pd
Lampedusa, Della Seta e Ferrante contro Capodicasa:Altro che accoglienza, il Cspa era un lager
“Le condizioni in cui centinaia di migranti sono stati tenuti per mesi prigionieri all’interno del Cspa di Lampedusa erano molto più simili a quelle di un lager che non a standard minimamente accettabili di accoglienza umanitaria.
Per questo, a differenza dell’on. Capodicasa, non nutriamo alcun rimpianto per il fatto che oggi la struttura non è utilizzata come prigione e auspichiamo semmai che Lampedusa diventi vero modello di accoglienza per quanti arrivano stremati dai viaggi della speranza.”
I senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante replicano così ad una sconcertante interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno presentata alla Camera da sette deputati democratici, primo firmatario Angelo Capodicasa.
“Abbiamo vistato il Cspa nei giorni della massima presenza di migranti in fuga dal Nord Africa – continuano i senatori del Pd - constatando la negazione dei più elementari diritti di migliaia di richiedenti asilo.
Davvero elogiare come un modello quel sistema è inaccettabile, e per quanto ci riguarda ci batteremo con ogni mezzo per evitare che Lampedusa torni ad essere il simbolo di un’Italia che tratta i rifugiati come criminali” – concludono i parlamentari.
Roma 12 gennaio 2012

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