Giuseppe Arnone su giornalismo agrigentino e censura: “incredibili le affermazioni sulla libertà di stampa del corrispondente di Repubblica, dello spicciafaccende di Ester Vedova e Giacomino Di Benedetto e di qualche altro loro seguace ed estimatore.”
Considerazioni sugli organi di informazione che servono la città e quelli che servono – nel senso che sono servi o servitori – dei potenti.
Il Circolo PD di Ester Vedova e Giacomo Di Benedetto, unitamente al corrispondente locale di “Repubblica”, Fabio Russello, e al prestigioso editorialista Gian Joseph Morici, hanno animato un dibattito sulla sperata (da loro) chiusura del giornale online sicilia24.it, tirandomi per i capelli in ballo e fornendo comunque spunto per una riflessione su politica e informazione oggi ad Agrigento. O, ancor più precisamente, su chi propone ai cittadini un’informazione libera e democratica e su chi, al contrario, è schiavo di logiche censorie e di fazione.
Il sito di Lelio Castaldo è il principale sito internet di libera informazione per quanto attiene alla politica e ai potenti. In questo sito si diffondono i miei comunicati, anche quando sono scomodi e taglienti, e le prese di posizione ed i comunicati di chi ritiene di attaccarmi, spesso valicando i limiti dell’insulto.
Anzi, se una critica va fatta al sito sicilia24.it è quella di consentire troppi commenti anonimi, e quindi vili e vigliacchi, che valicano palesemente i limiti del reato di diffamazione. La gran parte di questi commenti, per non dire la quasi totalità, sono a mio parere “orchestrati” da un’unica centrale e funzionali all’imminente campagna elettorale che si vuole condurre contro di me.
Fior di professionisti, come il corrispondente di “Repubblica”, Russello, ritengono che non sia notizia ad Agrigento ciò che è notizia nel resto d’Italia. Ad esempio che due importanti pentiti di mafia, Maurizio Di Gati e Luigi Putrone, raccontino la verità sul condizionamento elettorale di Cosa Nostra per impedire che Arnone divenisse sindaco e per favorire Calogero Sodano che, secondo il racconto degli stessi, si era “messo a disposizione”.
Per un’idea molto particolare del corrispondente di “Repubblica”, Russello, queste sono notizie che non interessano il cittadino. Come non interessa al cittadino che in un’intercettazione telefonica il principale responsabile dell’associazione per delinquere che operava all’Ufficio Urbanistica del Comune di Agrigento, assieme a un consigliere comunale pure lui indagato nella medesima inchiesta, definisca ripetutamente Giuseppe Arnone “un gran cornuto”. Né è notizia che uno degli indagati dell’inchiesta, titolare di molti loschi affari, abitualmente minacciasse Arnone con la ormai nota frase del “cappotto di legno”, talvolta mostrando la sua pistola.
Tutto questo, per il corrispondente di “Repubblica”, non fa notizia. Ed è meglio censurarlo.
E questi fatti non sono notizia malgrado Arnone, in questa città, voti veri alla mano, è il “titolare” della seconda forza politica cittadina, seconda solo a quella di Berlusconi e Alfano.
Neanche il caso di soffermarsi sulla gestione dei giornali online di Gian Joseph Morici e di qualcun altro: lì il criterio è quello di esasperare tutte le notizie utilizzabili contro Arnone e censurare tutte quelle a favore.
Questi giornali online compiono veri e propri “miracoli di giornalismo innovativo”. Ad esempio danno notizia di un “botta e risposta”, pubblicando la botta e non la risposta. Oppure la risposta senza la botta: ovviamente, nella polemica, la notizia mancante è sempre quella favorevole ad Arnone.
Il giornale di Lelio Castaldo, invece, pubblica ampiamente botta e risposta. Notizie favorevoli e notizie sfavorevoli, anche quando le notizie sfavorevoli hanno ben poco di “notizia”, come nel caso della recente pubblicazione di una sentenza, sfavorevole ad Arnone, su una rivista giuridica. La notizia era già stata data, nei mesi scorsi, in corrispondenza dell’emissione della sentenza. Poi fu diffusa la notizia della pubblicazione della sentenza su una rivista giuridica!
Questo “inquinamento informativo” riguarda anche alcune emittenti televisive: le principali emittenti cittadine – e forse sono principali proprio per questo motivo – non operano censure e fanno parlare tutti coloro che hanno qualcosa da comunicare ai cittadini. Una emittente, invece, AgrigentoTV, molto vantata dai censori, ritiene, per 364 giorni l’anno, che la personalità politica ampiamente votata dagli elettori costituita da Giuseppe Arnone e dalla sua area, non esista. Ed è un’emittente televisiva che sconosce il contraddittorio, il confronto, il dibattito. Opera la censura e tenta di “indottrinare”, in una precisa direzione, il cittadino.
La tanto “vituperata” Teleacras, ad esempio, dà invece spazio a tutte le opinioni, anche quelle che per essere esternate richiedono facce di bronzo da fare invidia ai bronzi di Riace. Ognuno può ricordare, da ultimo, gli speciali di Teleacras con protagonisti Rosalda Passarello, Giuseppe De Francisci, persino Calogero Sodano. O, ancora, l’incredibile Aldo Capitano. Per non parlare di altri soggetti ancora, tanto aggressivi quanto squalificati, talvolta eterodiretti. “Speciali” carichi di argomentazioni che avrebbero richiesto il contraddittorio con le persone criticate da queste “facce di bronzo” che, però, si sono ben guardate da accettare l’invito a un confronto.
Né va dimenticato che proprio Lelio Castaldo e Teleacras hanno ampiamente messo a confronto, innanzi ai cittadini, coloro che al momento sono i due più maturi e accreditati competitori per la carica di sindaco di Agrigento, Giuseppe Arnone e Salvatore Pennica. E se al confronto non è stato presente Zambuto è solo per una sua scelta, che ogni cittadino potrà valutare.
Come pure di grande qualità, in termini di contraddittorio, sono pure le trasmissioni offerte da TVA con le interviste del direttore Arturo Cantella o dalla stessa TR98. Questa è democrazia e libertà di informazione.
E, ovviamente, un Partito che si vanta dell’aggettivo “Democratico” e che avesse anche una dignità politica, caccerebbe via in poche ore un segretario quale lo spicciafaccende di Giacomino ed Esterina, che addirittura si è accodato, a nome del suo Circolo PD, alla voglia di censura del corrispondente locale di “Repubblica”. Segretario di Circolo che è stato in silenzio innanzi alle dichiarazioni dei pentiti sull’inquinamento elettorale di Cosa Nostra che ha determinato la sconfitta del candidato di sinistra nel ’93. Che è stato in silenzio innanzi al giornalismo d’inchiesta del “cappotto di legno” e di Lelio Castaldo. E che, invece, è diventato loquace per partecipare ai commenti e ai festeggiamenti per l’auspicata chiusura del sito sicilia24h.it.
Concludo con una battuta di ottimismo, anzi di realismo. Ai censori bisogna sempre prestare attenzione, per evitare che possano mai trionfare. Ma gli alfieri della censura in salsa agrigentina oggi appaiono fortemente votati alla sconfitta e, anzi, al ridicolo.
Agrigento, 18 gennaio 2012
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere Comunale P.D.

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