lunedì 23 gennaio 2012

Processo a carico dell’ing. Sebastiano Di Francesco riguardo gli imbrogli su supermercato in contrada Minaga.


Iniziato il processo a carico dell’ing. Sebastiano Di Francesco, per gli imbrogli commessi alla realizzazione di un supermercato in contrada Minaga. Il Comune, incredibilmente, ritiene di non costituirsi parte civile, con ciò confermando i peggiori sospetti in ordine alla tolleranza, ai limiti della connivenza, con le modalità gestionali del Settore Urbanistica sotto la non certo indimenticabile direzione dell’odierno imputato Di Francesco, ma anche con le modalità operative di una certa classe imprenditoriale, avvezza al falso, all’abuso, all’imbroglio. Legambiente esclusa dalla costituzione di parte civile, per un mero errore formale: mancava la dicitura “difensore” accanto a quella di “procuratore speciale” per l’avv. Arnone.

Prima udienza, questa mattina, del processo a carico dell’ing. Sebastiano Di Francesco, per i falsi commessi nel favorire la speculazione edilizia connessa alla realizzazione di un supermercato in contrada Minaga. Il dibattimento è stato aperto ed è stato già escusso il primo dei testi dell’accusa.
Il Comune, nonostante le reiterate sollecitazioni e le evidentissime ragioni di opportunità, ritiene di non costituirsi parte civile nel processo a carico dell’ex dirigente comunale. Ciò fornisce conferma, purtroppo, alle peggiori ipotesi in ordine alla tolleranza – ai limiti della “connivenza” – dei vertici amministrativi dell’Ente con le modalità gestionali dell’Ufficio Tecnico Comunale sotto la non certo indimenticabile direzione dell’odierno imputato Di Francesco, ma anche con le modalità operative di una certa classe imprenditoriale, avvezza al falso, all’abuso, all’imbroglio.
Il Tribunale, per un mero errore formale, non ha ammesso la costituzione di Parte Civile di Legambiente: nell’atto di nomina dell’avv. Arnone era presente la dicitura che nominava Arnone procuratore speciale di Legambiente ai fini della costituzione contro Di Francesco, ma mancava la ulteriore espressione, essenziale per il Tribunale, secondo cui Arnone era difensore e rappresentante dell’associazione. In sostanza, la costituzione è stata ritenuta invalida perché oltre all’espressione “procuratore speciale” non era stata inserita anche quella “difensore”.
Legambiente, pur al momento esclusa dalla formale costituzione di parte civile, vigilerà – come ha sempre fatto – affinchè i responsabili di gravi reati contro l’ambiente, il territorio, le casse comunali, l’intera cittadinanza, siano individuati, puniti e messi in condizione di non continuare a nuocere alla collettività.
Agrigento, 23 gennaio 2012
Avv. Giuseppe Arnone
Direzione Nazionale Legambiente

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