La Cassazione accoglie il ricorso dell’avv. Giuseppe Arnone e della Procura Generale e annulla l’assoluzione dell’avvocato A.T. Rivive la condanna comminata dal Tribunale penale di Agrigento.
Una delle vicende raccontate nel libro “Avvocati, magistrati e mascalzoni”, e per le quali l’avv. Arnone aveva anche subito querele ed esposti per procedimenti disciplinari, riguardava l’ampio contesto di reati posti in essere dall’avvocato agrigentino A.T. in danno della moglie separata, per impadronirsi delle proprietà di quest’ultima.
In tale ambito si era celebrato un primo processo innanzi al Tribunale di Agrigento, ove la parte civile, rappresentata da Arnone, aveva ottenuto la condanna dell’imputato per le gravi minacce a sfondo economico.
La Corte d’Appello di Palermo aveva riformato la condanna, assolvendo l’imputato e l’avv. Arnone era stato travagliato dal rimorso dell’essere stato assente nel corso del giudizio d’appello, dando in tal modo “mano libera” alla difesa del legale imputato.
Ieri mattina, 2 febbraio (malgrado il Consiglio Comunale del giorno precedente, terminato a notte fonda e le pessime condizioni meteorologiche) l’avv. Arnone si è personalmente recato a discutere la causa in Cassazione, ottenendo il pieno successo dell’annullamento della Sentenza.
L’avv. Arnone ha dichiarato: “Sono molto soddisfatto, perché ho riparato all’errore di aver trascurato di essere presente innanzi alla Corte d’Appello, determinando con la mia assenza una assoluzione ingiusta. Ho raccontato questa scandalosa vicenda nel mio libro Avvocati, magistrati e mascalzoni e adesso la pronunzia della Corte di Cassazione rende chiaro a tutti quante sofferenze ha dovuto subire la mia cliente per le poco degne azioni dell’ex marito, contro il quale adesso pendono altri e ben più gravi procedimenti penali. Quest’ultimo, cioè l’ex marito, non ha mancato nel passato pure di minacciarmi, per farmi abbandonare la difesa, con il risultato che oggi è sotto gli occhi di tutti: ritengo coerente con il mio sistema di valori patrocinare sempre e comunque la difesa dei più deboli, intendendo la mia professione, in una certa misura, come una missione, nell’interesse della Giustizia. E ciò anche quando, in ambito professionale, si è costretti a scontrarsi pesantemente contro ogni tipo di avversario, a partire dai potenti o pseudotali”.
Agrigento, 3 febbraio 2012
Avv. Giuseppe Arnone

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