lunedì 27 febbraio 2012

”Chiunque con… minaccia costringe altri a fare, tollerare o omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni”.


Al Sig. dottor Aldo Capitano
E, per opportuna conoscenza, a tutti gli editori delle testate giornalistiche anche online locali
(trattasi degli stessi indirizzi cui Capitano ha inviato nel suo atto intimidatorio)

Poco gentile dottor Capitano,
apprendo che ella, probabilmente per l’eccesso di fatica che può provocarle la sua forma corporea, non ha avuto modo e tempo di utilizzare le facoltà mentali per comprendere alcune cose elementari, che dovrebbero suggerirle di non tentare di intimidire gli organi di informazione. E non tentare di porre in essere ai miei danni eventuali ipotesi del reato di violenza privata o di diffamazione.
Ella, dottor Capitano, è una personalità pubblica, immeritatamente quanto si vuole, ma lo è: si è candidato alle elezioni, quotidianamente emette (strampalati) comunicati stampa, e soprattutto è stato recentissimamente pure nominato dal sindaco Zambuto ad una importante carica pubblica, lautamente pagata (Consorzio universitario).
Non solo ma ella è coinvolta, certamente quanto meno come beneficiario, in affari illeciti per milioni di euro: la famosa villa divenuta di sua proprietà perché sottratta con imbrogli alla mano pubblica della Regione. Quella villa doveva essere destinata allo sviluppo turistico della Valle, grazie a funzionari infedeli è divenuta di sua proprietà.
Come personalità pubblica, come candidato alle elezioni, come membro e capo di un’associazione denominata Insieme nel sociale e soprattutto come membro, lautamente pagato,  di un Consiglio di Amministrazione nominato dal sindaco, ella deve inchinarsi dinnanzi all’opinione pubblica che ha diritto di sapere tutto quanto attiene alla sua sfera pubblica.
Innanzi tutto l’opinione pubblica ha diritto di sapere come ella ottiene gli incarichi pubblici, ha diritto di sapere cosa si è accertato, dalla sua viva voce, mediante un’inchiesta giudiziaria, relativamente ad ipotesi di reato di tentativo di voto di scambio o di tentativo di abuso di ufficio da ella posto in essere quando proponeva di scambiare pacchetti di decine di voti che ella asserisce di controllare con nomine ad incarichi pubblici o con incarichi professionali lautamente retribuiti.
Già nelle prossime ore le emittenti televisive e giornalistiche avranno a disposizione il documento della Questura contenente questa intercettazione telefonica che riguarda il suo illegale mercato di voti e cariche.
Io preferirei non investire espressamente di questa vicenda, col solito posterbus di accompagnamento, la Procura della Repubblica, per cui la invito a dimettersi senza indugio dal Consorzio universitario chiedendo scusa all’intera città. Ovviamente sono io che la diffido a non minacciare più giornalisti ed editori e le ricordo cosa prevede l’articolo 610 CP(codice penale, chissà ella non lo comprendesse …): ”Chiunque con… minaccia costringe altri a fare, tollerare o omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni”.

Si dimetta, Capitano, si dimetta. Non minacci nessuno e restituisca la villa alla Regione siciliana.
A proposito che ne pensa lei della Massoneria? Di quella attuale, non di quella di Garibaldi e di Cavour …
Agrigento 26\02\12
Avv. Giuseppe Arnone

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