mercoledì 8 febbraio 2012

Legambiente su processo appello a Vitellaro


Arnone sul processo d’Appello all’ex dirigente comunale Vitellaro: “Sempre pronti i professionisti della disinformazione locale. L’appello su cui dovrà pronunziarsi la Corte d’Appello di Palermo non è quello della Procura della Repubblica di Agrigento, bensì quello della Parte Civile Legambiente, presentato nei termini e con fior di argomentazioni

In questa città, ancora nel 2012, vi sono vere e proprie centrali di scientifica disinformazione. In tale ambito si inserisce l’odierno e incredibile episodio che riguarda l’udienza di ieri del processo all’ing. Francesco Vitellaro. I professionisti della disinformazione, all’evidente fine di ingannare i cittadini di Agrigento, hanno diffuso la notizia secondo cui Vitellaro viaggia verso una certa assoluzione.
Nulla di più falso.
L’appello su cui dovrà pronunziarsi la Corte d’Appello di Palermo non è quello della Procura della Repubblica di Agrigento, palesemente inammissibile perché presentato fuori termine, bensì quello della Parte Civile Legambiente, presentato invece perfettamente in termini e con fior di argomentazioni.
Anzi, l’appello di Legambiente è stato ritenuto talmente impegnativo che il Presidente della Corte ha avuto un contrasto con il difensore di Vitellaro, avv. Mellini, il quale pretendeva che la Sentenza venisse emessa nella stessa giornata di ieri.
Il Presidente della Corte ha ribattuto che trattasi di un processo e di un appello piuttosto impegnativi, che richiede invece adeguata attenzione, per cui occorreva rinviarlo ad altra data.
L’appello di Legambiente è incentrato sugli omessi controlli di Vitellaro nella sua qualità di dirigente del Settore Lavori Pubblici, in merito alle incredibili urbanizzazioni realizzate in zone agricole, con l’altrettanto incredibile e scandaloso risultato di favorire la realizzazione di abusi edilizi e lottizzazioni abusive nelle zone di Timpa dei Palombi e Mascara Cannatello. Malgrado le richieste di consiglieri comunali e di questa associazione ambientalista, l’allora Dirigente comunale Vitellaro ometteva qualsivoglia controllo, consentendo di fatto la realizzazione di quelle scandalose opere di urbanizzazione, a esclusivo servizio di fabbricati realizzati abusivamente in zone agricole.
Tutto questo per la Corte d’Appello di Palermo è talmente rilevante da meritare gli ulteriori approfondimenti di cui si è detto.
Legambiente, ora come allora, continua a ritenere inaccettabile l’atteggiamento di quella parte della burocrazia comunale che consentì e favorì la realizzazione degli abusi edilizi e delle lottizzazioni illegali nelle zone agricole, a maggior ragione in un momento come l’attuale, quando l’intera città di Agrigento “grida vendetta” per la mancanza di opere di urbanizzazione a servizio di aree oggetto di costruzioni regolari. Abbiano sempre presente, gli agrigentini, che l’asfalto e la pubblica illuminazione vennero impiegati – non due secoli fa, ma a metà degli anni 2000 – a servizio di scempiatori, abusivisti  e lottizzatori.
Qualcuno potrà ritenere che tale atteggiamento di oggettivo favore rispetto alle speculazioni non meriti riscontro giudiziario, invece Legambiente lo pretende.
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Agrigento, 8 febbraio 2012
Avv. Giuseppe Arnone
Direzione

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