Gentili giornalisti,
leggo nel comunicato che avete diffuso per la convocazione dell’odierna assemblea, che tra gli argomenti di cui discuterete vi sono quelli del rispetto delle norme deontologiche, nonché delle iniziative di assumere, capaci di “restituire dignità e autorevolezza alla professione”.
Mi pare utile fornire alcuni punti fermi alla vostra discussione, perché più in basso di dove sta andando il giornalismo agrigentino è difficile pervenire. O meglio, più in basso di dove stanno arrivando alcuni settori del giornalismo agrigentino, che hanno però uno storico ruolo di leadership rispetto all’Assostampa, è difficile pervenire.
Ovviamente, il fondo lo si tocca con il ruolo di costante disinformazione, in violazione delle più elementari norme deontologiche, che – nel silenzio assoluto della categoria – svolge il settimanale Grandangolo e, in misura minore, il relativo giornale online. Su questo aspetto tornerò, ma immediatamente osservo che il problema riguarda altri giornali online, anche di un certo rilievo, distanti, quantomeno apparentemente, dal ruolo svolto da Franco Castaldo in questi lustri.
Mi riferisco, ad esempio, al giornale agrigentoflash.it, o alla televisione agrigentina Agrigento TV. In un mio spazio televisivo, dedicato alla correttezza dell’informazione, che va in onda in queste ore, ho ripreso, ad esempio, la cosiddetta “prima pagina” della politica di agrigentoflash.it: dieci notizie, tre su dieci dedicate a Epolis in varie salse, due a Lillo Miccichè. In una delle notizie su Lillo Miccichè, veniva frontalmente attaccato Giuseppe Arnone. Della replica di Arnone, non vi era traccia alcuna. Né vi era traccia alcuna degli altri comunicati su tematiche politiche, o su problemi cittadini, diramati da Arnone.
Eppure, in questa città, Arnone da solo, negli ultimi vent’anni, ha sempre totalizzato un consenso e un ruolo politico di primo piano, che in termini politici non ha eguali. Censura? Favoritismo nei confronti di Lillo Miccichè, che vede in Arnone l’unico rivale elettorale a sinistra? Favoritismo nei confronti di Epolis, che vede in Arnone l’unico competitore nel voto anticasta e antipartito? Il dato oggettivo è questo.
E, sempre per quanto riguarda la costante violazione delle regole deontologiche, abbiamo siti e giornali online e giornali della carta stampata che non praticano la regola essenziale del contraddittorio, danno la botta contro Arnone e non danno la risposta, oppure fanno i capolavori di dare le repliche degli avversari di Arnone, senza aver mai dato la relativa notizia a cui la replica si riferisce.
Chi vuol vedere capolavori di questa violazione e contestualmente ridicolizzazione della professione giornalistica, può agevolmente consultare i magnifici siti, portabandiera di questo stato di cose lavalledeitempli.net, grandangoloagrigento.it e comunicalo.it.
E’ molto divertente leggere lavalledeitempli.net che pubblica editoriali e articoli di qualunque natura per criticare e denigrare Arnone, censurando regolarmente i comunicati di Arnone. Questa è la testata di cui è stato direttore, fino alle sue annunciate dimissioni, il giornalista Elio Di Bella e, da mesi, non riporta alcuna informazione relativa alla direzione del giornale.
In questo quadro, ha pure un ruolo l’emittente Agrigento TV, che non partecipa alle conferenze stampa di Arnone, censura costantemente l’attività politica di Arnone, realizzando di fatto due pesi e due misure, a maggior ragione adesso, in campagna elettorale.
Grandangolo è un vero e proprio mostro che divora ogni settimana quel poco di autorevolezza e prestigio che ha il giornalismo agrigentino, e li divora perché voi, Assostampa, voi Ordine dei Giornalisti ritenete che quello che fa Grandangolo sia del tutto normale, del tutto accettabile. Tre quarti di giornale impegnato a denigrare e aggredire una persona, pubblicando costantemente falsità. E più scrive falsità, più – sotto l’effetto di una sorta di droga – il giornale si auto convince di scrivere il vero.
Prendiamo ad esempio la falsità, attualissima, ribadita in ogni numero delle ultime settimane, e cioè che il sindaco Sodano sarebbe stato condannato semplicemente per un aumento di volume di “pochi centimetri di altezza”, pari a “una fila di conci di tufo”. Incredibilmente, alla faccia di tutti gli accertamenti giudiziari confermati in Cassazione, secondo Grandangolo Legambiente avrebbe denunziato Sodano non perché costui costruì di sana pianta, mediante vecchi conci di tufo già usati, un immobile in pieno Parco Archeologico per poi ristrutturare l’immobile abusivo, ottenendo con altri imbrogli le autorizzazioni, bensì appunto, sempre secondo Grandangolo, Legambiente avrebbe solo scoperto che la villa “regolare” di Sodano era stata ampliata in altezza di pochi centimetri. Ma questo è solo uno dei casi che, settimanalmente, vedono un’attività di denigrazione e mendacio, arricchita da ben quattro editoriali per numero, vilmente sottoscritti con gli pseudonimi che non consentono di identificare i diffamatori, di “Attila”, “Ulpiano”, “Eleuterio” e infine dell’unico conosciuto, l’avv. Patti.
Concludendo, se realmente l’odierna assemblea dei giornalisti vuole discutere di deontologia professionale, vuole discutere di dignità, autorevolezza e prestigio della professione giornalistica, non può fare a meno di occuparsi dei fatti che qui sono stati riassunti: a meno di prendersi ipocritamente e clamorosamente in giro.
Eppure, anche qui ad Agrigento abbiamo Organi di informazione che consentono la corretta informazione, che danno la parola a tutti, che esercitano quale prassi il diritto del contraddittorio, che forniscono gli strumenti per i democratici scontri e i salutari contraddittori.
Anzi, se si vuol discutere di prestigio e autorevolezza, quest’assemblea stamattina può indicare agli iscritti i buoni criteri seguiti da libere emittenti quali Teleacras, TR98, TVA. O siti online quali sicilia24h.it, agrigentonotizie.it, infoagrigento.it, laltraagrigento.it, perlacitta.it, agrigentoinformazione.it.
Dunque, signori giornalisti, vi auguriamo buon lavoro.
Agrigento, 4 marzo 2012
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere Comunale P.D.

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