“Se quella parte della sinistra agrigentina che lei rappresenta si fosse accorta dell’enorme malaffare ruotante attorno al Comune, adesso Agrigento sarebbe migliore. E le verrebbe anche più facile accettare l’esito di un sondaggio che attribuisce a Capodicasa uno scarsissimo gradimento, non tanto e non solo quale potenziale sindaco della Città, ma come uomo politico.”
Gentile Capodicasa,
come potrà vedere nei prossimi giorni, gli agrigentini nutrono di lei uno scarsissimo apprezzamento, non tanto e non solo quale potenziale candidato sindaco, bensì proprio come uomo politico.
Con questa nota, voglio offrire a lei e a tutti i miei concittadini, un elemento di riflessione: lei voleva candidare Nicola Grillo, presentandolo quale esponente della società civile e quale insigne professionista.
Se lei si fosse minimamente tenuto informato sui fatti di gravissimo malaffare che hanno caratterizzato l’amministrazione Sodano, con enormi sperperi, si sarebbe ricordato che Grillo ha incassato dal Comune qualcosa come 400 milioni di lire, per consulenze legali… inesistenti.
E, mentre i contribuenti agrigentini erogavano a Grillo Nicola tali ricche somme, lo studio legale Grillo al completo era super impegnato, quotidianamente, per anni, nella difesa legale dell’imputato Calogero Sodano, nei vari processi per i gravissimi imbrogli, che vedono oggi Sodano condannato a quasi cinque anni di carcere, tra sentenze definitive o ancora in itinere, e a dovere risarcire ingenti somme agli agrigentini.
Per il dovere che sento in termini di salvaguardia della memoria storica su fatti e misfatti della vita pubblica agrigentina ruotanti attorno all’Amministrazione Comunale, ritengo corretto pubblicare uno stralcio del mio libro “Ladri”, risalente al 2002, che evidenziava la quotidiana azione del consigliere di opposizione (vera) Giuseppe Arnone rispetto alle malefatte di Sodano. Malefatte mai viste e mai denunziate da Angelo Capodicasa e dai “bàgani”. Ecco i motivi perché gli agrigentini non nutrono stima per voi.
Stralcio dal libro “Ladri”, Giuseppe Arnone, 2002
Il comune pagò allo studio Grillo 400 milioni
Lo studio Grillo ha ottenuto, negli ultimi anni, tra il ’98 e il 2001,quasi 400 milioni di soldi dei contribuenti della nostra città, gentilmente erogati da sua Maestà. Il grintoso Nicola è stato nominato, con belle determine, consulente giuridico del nostro Sodano.
A Sodano, in quegli anni, non erano bastevoli i pareri, le consulenze, gli assai apprezzati giudizi dei nostri tre moschettieri dalla spada di latta. Sì, il Comune pagava contemporaneamente lo studio Grillo, lo studio Patti, lo studio D’Alessandro, lo studio Pellitteri. Un Comune che era tutto uno studio, uno studio di come spillare il quattrino, come fa il beone con la botte del vino. Studiavano tanto, tutti quei grandi legali. Insigni studiosi della nobile arte giuridica. Ma tra Grillo e i tre legali della CPL una differenza in effetti vi è, la devo mettere qui nero su bianco se voglio evitare le pronte querele. Da parte dei tre avvocati che potrebbero sentirsi offesi ad essere accomunati allo studio legale penale più importante della città, quello che sta in quel di via Neve. I tre moschettieri, invero, al Comune ci andavano, e le carte, come dire, le lordavano, cioè vi sono fior di documenti, di libri che danno prova della loro presenza. Che presenza fosse l’abbiamo detto e ancor lo diremo. Ma loro, almeno, una traccia l’hanno lasciata, non soltanto nel buco delle finanze comunali. Dei documenti scritti, dei pareri vergati dall’avvocato Nicola e dallo studio della sua insigne famiglia, non sono riuscito, invece, a trovare alcuna traccia, alcun atto, alcunché di scritto e di chiaro. Tranne i mandati di pagamento con relative fatture, appunto, per quasi 400 milioni. Specifico di averli chiesti con domanda formale gli atti che provassero il perché, il percome e il perquando di quelle ricche erogazioni. Vi è, invero, a consuntivo di tanto spreco di pubbliche somme una relazioncina di mezza paginetta, ove il Re spiega, o meglio, non spiega cosa faceva per lui al Comune Nicola, il rampollo del principale studio legale che si occupa ad Agrigento di materia penale.
Oggi, Giuseppe Grillo ricopre una carica di importante rilievo, è stato eletto, come già detto, Presidente del Consiglio dell’Ordine. Nella triplice qualità di cittadino contribuente, di avvocato iscritto a quell’Ordine e di eletto per amministrare gli agrigentini, gli chiedo formalmente e pubblicamente di chiarire quale rapporto il suo studio abbia avuto con Sodano Calogero, già sindaco di Agrigento, in atto plurimputato e pluridifeso dai Grillo avvocati. Mostri, il Presidente, le fatture di pagamento emesse al privato cittadino Sodano. Essendo in tribunale da anni il suo antagonista so bene che le fatture del cittadino Sodano emesse da Grillo il professionista dovrebbero ammontare a centinaia di milioni. Più o meno quanto Grillo il consulente ha percepito a danno o, comunque, a carico del contribuente.
Per pareri – o pseudo tali - peraltro in diritto amministrativo degli enti locali ove lo Studio Grillo non è – notoriamente – né votato, né attrezzato. Sveli dunque il Presidente del Consiglio dell’Ordine questo misterioso arcano: cosa ha pagato il Comune, cosa ha pagato il cittadino Sodano. Diradi orsù, il Presidente Grillo il poco onorevole sospetto che potrebbe oscurare la sua fama di uomo onesto e retto! Diradi il sospetto, oppure abbandoni la carica più rappresentativa dell’Ordine degli Avvocati.
Agrigento, 17 marzo 2012
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere comunale P.D.

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