“Saluto positivamente la vittoria di Giampiero Carta, l’unico tra i candidati che si è meno caratterizzato per posizioni estreme. Adesso proviamo a costruire un’alleanza programmatica tra i candidati sindaci della medesima area di riferimento, per dare alla città la migliore tra le squadre possibili.
Sui candidati Grillo e Pennica e sul ruolo dei maggiori partiti, dal PD al PDL: “Alfano e Capodicasa, passando per Cimino, Gentile, Di Mauro, sembra quasi che stiano per iniziare un campionato di calcio piuttosto che una importante competizione elettorale sulla base di comuni valori e programmi. Tutti inseguono, indifferentemente, gli stessi candidati, che tra l’altro non si sono particolarmente distinti per aver comunicato ai cittadini la propria idea di città.”
Mi sembra doveroso salutare il successo elettorale di Giampiero Carta alle partecipate primarie della sinistra agrigentina. E ritengo utile esprimere alcune valutazioni politiche.
Ha vinto il candidato che non si è minimamente caratterizzato mediaticamente per iniziative “estreme” e di inutile polemica tra forze e soggetti che, molto utilmente, in una realtà come quella agrigentina, possono essere alleati.
Probabilmente, anche alla luce degli esiti del sondaggio IPSOS che tra qualche giorno saranno pubblici, potrà avviarsi una riflessione in ordine alla utilità di costruire, sin dal primo turno, una grande alleanza per il cambiamento che punti a costruire una credibile squadra attorno al più accreditato dei candidati sindaci afferenti alla medesima, ampia, area politica di riferimento. Squadra che dovrà pure avere una forte proiezione sulla composizione del Consiglio Comunale.
Occorre che si rifletta su ciò che significa oggi lo “sbarramento” del 5%, in una realtà difficilissima come quella agrigentina. Frammentare le forze del cambiamento può portare all’esito che abbiamo già conosciuto alle ultime elezioni comunali, che mi astengo dal commentare.
Non solo, ma è assolutamente utile da parte delle forze del cambiamento, con in testa i vincitori delle Primarie di sinistra Giampiero Carta e Nello Hamel, unitamente a Lillo Miccichè che ha confermato il suo radicamento e a tutti gli altri, riflettere su quanto visibilmente ed in modo sconcertante sta avvenendo, sotto gli occhi di tutti, nella politica agrigentina, tra i partiti che comunque fanno riferimento al tradizionale “sistema di potere”.
E’ innanzitutto sotto gli occhi l’accompagnarsi del candidato avv. Nicola Grillo con il suo principale sponsor, il sen. Calogero Sodano: proprio ieri mattina, i due erano bellamente intenti a riflessioni politiche innanzi al Tribunale di Agrigento, ove Sodano, lo specifico, non ha più alcun processo. E prima ancora, Grillo era intento a riflettere con un altro “uomo nuovo”, l’avv. Enrico Quattrocchi.
Ma ancora più scandalosa della suindicata visione è la incredibile circostanza, sotto gli occhi di tutti, che vede il PDL di Alfano da un lato e il PD dei Bagani dall’altro, con in mezzo l’on. Cimino, l’on. Gentile e l’on. Di Mauro, inseguire i medesimi candidati, gli avvocati Pennica e Grillo.
Come se fosse non una elezione su valori e contenuti, bensì un campionato di calcio, ove fondamentale è prevalere, intanto, nella campagna acquisti precampionato, tentando di acquistare Ronaldo o Ibra, perché si teme la più forte squadra degli ultimi tempi, quell’Inter di Mourinho che vinse Campionato, Champions e Coppa Italia.
Agrigento, 13 marzo 2012
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere Comunale P.D
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