venerdì 9 marzo 2012

"Video appello con richiesta di dimissioni al segretario Lupo"


“Colpo di maglio” di Giuseppe Arnone sul segretario PD, Giuseppe Lupo. Da ieri sera, due importanti giornali online siciliani, il palermitano livesicilia.it e l’agrigentino sicilia24h.it, riportano il video appello di Arnone, che costituisce un vero e proprio “atto di accusa” nei confronti di Giuseppe Lupo innanzi all’opinione pubblica siciliana.
Con parole di fuoco, Arnone elenca a Lupo gli enormi errori politici posti in essere in danno alla maggioranza di governo regionale, nonché – per quanto riguarda le Primarie di Palermo – di subalternità, assoluta e perdente, a Leoluca Orlando e alle posizioni estremiste.
Nel suo video appello, Arnone stigmatizza l’assoluta subalternità di Lupo alle posizioni del duo Capodicasa – Crisafulli, subalternità che vede Lupo, da molti mesi, ornare i suoi occhi e le sue orecchie con spesse “fette di prosciutto” che non gli consentono di vedere la piena violazione delle più elementari regole democratiche che avviene, ad esempio, ad Agrigento: nella Città dei Templi, nel 2011 non si è neppure aperto il tesseramento del Partito, e lo stesso è avvenuto sin qui per il 2012, all’evidente obiettivo di impedire a Giuseppe Arnone di tesserarsi al Partito e di battersi perché il Partito Democratico scelga il proprio candidato a sindaco mediante le Primarie. Già, grazie alla complicità e alla connivenza di Lupo, ad Agrigento personalità come Giuseppe Arnone non possono ottenere la tessera e il candidato sindaco del P.D. ad Agrigento lo sceglie non l’elettorato con le primarie, bensì personalmente l’on. Di Mauro, capo locale dell’MpA!!!
Nel video, diffuso da livesicilia.it e sicilia24h.it, Arnone ricorda l’atteggiamento gravemente omertoso e irresponsabile di Lupo in merito ai gravissimi fatti emersi a carico dell’on. Capodicasa, fatti circostanziati da testimonianze di poliziotti e dichiarazioni di pentiti.
Ed ancora, fatti pubblici assolutamente chiari, quali gli epiteti lanciati dall’on. Capodicasa nel corso della sua pubblica commemorazione dell’ex sindaco e parlamentare regionale, Calogero Gueli, all’indirizzo di “corvi, iene, sciacalli”, ossia forze di polizia, magistratura, avversari politici che, a suo dire, si erano permessi di “infangare” l’immagine del sindaco Gueli, il cui Comune è stato sciolto per mafia dal Governo Prodi, nonché socio e padre, per sentenza irrevocabile, di un figlio e di un genero condannati per mafia. E le sentenze irrevocabili, scritte grazie ai “corvi, iene, sciacalli” mettono nero su bianco il contesto di reati e di illegalità ruotanti attorno al sindaco Gueli, al fine di favorire le società di famiglia, a beneficio di sé medesimo e dei suoi congiunti certamente affiliati a Cosa Nostra.
Arnone non manca di ricordare, nell’appello video, il feeling che lega Giuseppe Lupo a Vladimiro Crisafulli e le omertà poste in essere al fine di tutelare quest’ultimo, malgrado i pacifici e acclarati rapporti, a suo tempo scandalosamente coltivati da Crisafulli con il capomafia Bevilacqua. Anche a Enna, come ad Agrigento, Lupo ha fatto la sua scelta: tutelare gli impresentabili Capodicasa e Crisafulli.
Nel video appello, infine, viene posta in rilievo la complicità che riguarda la situazione di Raffadali e l’on. Giacomino Di Benedetto, delfino di Capodicasa. Anche a Raffadali, pur di candidare Di Benedetto in un quadro di inciuci contro i cittadini e a beneficio del cosiddetto “terzo polo” locale, niente primarie, niente discussioni pubbliche, niente di niente. E Arnone ricorda che Di Benedetto andrebbe cacciato dal P.D. per la scandalosa recente vicenda del finanziamento deliberato dall’ARS al centro studi fantasma della moglie, anch’essa dirigente del PD locale, Ester Vedova. Vicenda che viene a sommarsi dell’altrettanto scandaloso acquisto di un quadro del cognato, sconosciuto pittore campano, operato dall’Ente Provincia quando Di Benedetto era il consigliere che stava a capo della pseudo opposizione.
Agrigento, 9 marzo 2012
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere comunale P.D.

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