venerdì 9 marzo 2012

Richiesta chiarimenti su apertura supermercato con insegne "PAM", al Quadrivio Spinasanta


per tramite dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale:
Al Sig. Sindaco
Al Direttore Generale
Al Dirigente del Settore Urbanistica
Al Dirigente del Sett. Attività Produttive
e, p.c.             alla DIGOS presso la Questura
alla Procura della Repubblica – AG

OGGETTO:   Conferenza di servizi per apertura supermercato in via Regione Siciliana (ang. via Madonna delle Rocche), recante insegna “PAM”.
Si premette, anche per opportuna informazione del Sig. Procuratore della Repubblica che legge per conoscenza, che questa città è stata letteralmente massacrata da un quadro di illegalità in un assai intuibile quadro di tangenti che ha caratterizzato, con le amministrazioni dei lustri passati, il regime delle autorizzazioni commerciali, soprattutto relative a supermercati, centri commerciali, ecc.
Un’Autorità Giudiziaria certamente disattenta, per usare un eufemismo, ha persino evitato di dare corso, nei tempi normali e talvolta tout court, a denunzie firmate relative alle aperture illegali dei supermercati.
La viabilità cittadina è stata ed è massacrata dall’apertura di supermercati privi di idonea disponibilità di parcheggi. Se il Sig. Procuratore vuol effettuare qualche verifica, può recarsi presso via Papa Luciani e agevolmente comprendere la gravità di detto fenomeno.
Se lo Stato avesse funzionato – come ampiamente dimostra anche l’intera vicenda di via Cannatello (la via che collega via Leonardo Sciascia con S. Leone, ove all’inizio insistono le varie Città Mercato, ex Despar, BMW, ecc.), ove incredibilmente si sono realizzate costruzioni di enorme cubatura, sfruttando norme per l’agevolazione delle attività agricole e, senza che si sia mai piantata o trasformata una patata o un pomodoro, immediatamente trasformate in attività commerciali, ben più remunerative per i proprietari degli immobili –  la Città di Agrigento non dovrebbe sopportare l’asfissiante cappa di illegalità in campo urbanistico e ambientale, che ha immediati e perversi riflessi sulla qualità della vita.
Considerato ciò che è emerso con i recenti arresti delle vicende Zicari – Di Francesco, è agevole comprendere ciò che si sarebbe verificato se si fosse investigato sui responsabili di tali atti amministrativi illegali.
TUTTO CIO’ PREMESSO
si richiedono le seguenti informazioni e chiarimenti in ordine all’apertura del supermercato con insegna “PAM”, indicato in oggetto.
Si chiede di verificare e di sapere:
a)      se detto supermercato sia in regola con la normativa in materia di standard e di parcheggi;
b)      quale sia la superficie complessiva di detto supermercato e quale sia la superficie dei parcheggi asserviti al supermercato medesimo;
c)      se risponde al vero che si sia tenuta una conferenza di servizi e se alla medesima sia intervenuto quel politico comunale indicato dalla DIGOS come un soggetto nullafacente che vive mediante l’attività politica e, sempre secondo la DIGOS, ottenendo denari da gruppi imprenditoriali in cambio di favoritismi di dubbia legalità.

Al Sig. Procuratore della Repubblica si formula invito affinchè si dia alla cittadinanza una proiezione diversa da quella che propone il giornale “Grandangolo”, lanciando notizie di inchieste generiche, notizie proposte con grande evidenza e toni scandalistici, mentre vengono trascurate le denunzie firmate e circostanziate che richiederebbero, invece, interventi di ben altra immediata ed incisiva energia.
In particolare, il sottoscritto invita il Sig. Procuratore della Repubblica ad acquisire il verbale della seduta del Consiglio Comunale tenutasi lo scorso febbraio 2012 e relativa a tematiche del Piano Regolatore Generale. In detta seduta, lo scrivente verbalizzava, in modo particolarmente netto e incisivo, anche l’attività omissiva o comunque non incisiva da parte di chiunque, inclusa l’Autorità Giudiziaria, relativamente al costruendo distributore di carburanti in via Emporium. E ciò malgrado la dettagliata denunzia relativa al contrasto tra detto distributore e le norme urbanistiche.
E, sempre in quella seduta, lo scrivente stigmatizzava il mancato sequestro delle decine di cantieri illegali, afferenti l’inchiesta “Self Service” che, secondo la Procura e i suoi consulenti tecnici, venivano realizzati in violazione del P.R.G..
Colpire gli interessi ruotanti attorno all’edilizia illegale e al saccheggio del territorio significa, in primo luogo, colpirne gli interessi economici. Senza i sequestri e le confische può risolversi tutto in poco meno di… una grande buffonata, come è sostanzialmente avvenuto nel caso della mega lottizzazione abusiva di Timpa dei Palombi.
Il sottoscritto non manca di evidenziare che la “tolleranza” del quadro di interessi illeciti collegati a interessi economici assolutamente consistenti, contribuisce grandemente ad esporre il sottoscritto medesimo, che viene individuato, al Comune di Agrigento, come l’unico elemento di “turbativa” rispetto al perseguimento di detti grandi interessi illeciti.
Tanto si rassegna, attendendo anche riscontro dagli Organi comunali in indirizzo relativamente alla posizione del supermercato con insegna “PAM” e della relativa “conferenza di servizi”.
E, in tale quadro di situazione di pacifica illegalità che riguarda il settore del commercio, si invita il Sig. Procuratore della Repubblica a recuperare, dai luoghi ove si trovano attualmente, le denunzie e i rapporti del Comando dei Vigili Urbani di Agrigento, relativi agli ampliamenti abusivi (per quattro, cinque o anche dieci volte) delle superfici di suolo pubblico concesse a imprenditori commerciali del settore ortofrutticolo e altro ancora.
Ed invero, con buona pace dell’impegno del PM Maggioni e della organizzazione dell’intera Procura – che appunto vede il PM Maggioni impegnato, anche nottetempo, nelle note inchieste del ben noto rilievo – oltre un anno addietro il Comandante dei Vigili Urbani, dott. Antonica, ha denunziato il gravissimo malaffare posto in essere all’interno degli Uffici Comunali competenti, malaffare finalizzato a tutelare i guadagni e i profitti illeciti di detti commercianti. E ad oltre un anno di distanza, si continua, da parte dei beneficiari degli illeciti, a godere dei “bottini” delle proprie attività. Chissà le “carte” prodotte dal Comandante Antonica a codesta Procura e al Sig. Sindaco non fossero agevolmente rintracciabili, esse possono agevolmente richiedersi o al Comandante stesso, o anche allo scrivente, che le ha ottenute per via amministrativa.
Non si manca di evidenziare che anche detta vicenda delle omissioni nel dare corso agli atti prodotti dal Comandante dei Vigili Urbani in merito a detti illeciti, espone concretamente il sottoscritto sul piano della propria incolumità.
Agrigento, 9 marzo 2012
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere comunale P.D.

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