mercoledì 14 marzo 2012

"Bersani come Ponzio Pilato: a Palermo fa decidere Orlando, ad Agrigento addirittura l'MpA"


                                                                                                                               







Bersani come Ponzio Pilato:
a Palermo si lava le mani, delegittima i votanti delle primarie e fa da sponda ad Orlando, ad Agrigento garantisce il sistema perverso di Capodicasa &C. che intende candidare il più noto e prestigioso penalista di centrodestra, avvocato dei capimafia, ex segretario di Mannino, che piace tanto anche ad Angelino Alfano.
E, ciliegina sulla torta, l’avvocato Pennica – di cui è innamorato Capodicasa – oggi ha scritto al Prefetto perché è preoccupato che pregiudicati e mafiosi suoi clienti, momentaneamente liberi, possano partecipare alle sue iniziative elettorali, facendogli fare cattiva figura.

Ha ragione Beppe Lumia: prima Bersani abbandona il timone del Partito Democratico e meglio sarà per la democrazia siciliana e per i democratici e i progressisti della nostra terra.
In effetti, Bersani regge il timone della nave del PD in acque tempestose con la stessa energia di una farfalla. In perfetta sintonia con le dichiarazioni di Leoluca Orlando e dei suoi uomini, ritiene di adottare la strategia di Ponzio Pilato. Lavarsi le mani rispetto al dovere politico e morale di difendere il voto dei 30.000 partecipanti alle primarie. Ben sapendo quanto aumenti la confusione dichiarare, come ha fatto Bersani, che “ogni decisione è demandata alla direzione del PD di Palermo”. Come se ci fossero altre decisioni da assumere, e non invece semplicemente decisioni da rispettare, quelle prese dai votanti alle primarie.
Ed evidentemente i panni di Ponzio Pilato a Bersani stanno proprio comodi, si lava anche le mani rispetto alla ridicola situazione agrigentina, ove non si fanno le primarie del PD, perché le vincerebbe Arnone, che ha già dimostrato ampiamente di avere, da solo, molti più voti dell’intero Partito. Non si fanno le primarie malgrado tutti i sondaggi indichino quale favorito un esponente storico del Partito Democratico, Giuseppe Arnone. Non si fanno le primarie e si affida il simbolo del Partito Democratico agli onorevoli Di Mauro dell’MpA e Cimino di Grande Sud. Saranno loro a scegliere il candidato che avrà a sostegno il simbolo (il solo simbolo, perché i voti andranno ad Arnone) del Partito Democratico. E il favorito ad utilizzare il simbolo del Partito Democratico è oggi l’esimio avvocato Totò Pennica, principale legale dei capimafia agrigentini, nonché ex segretario particolare dell’on. Mannino.
Forse sarebbe bene che Bersani riflettesse sulla lettera che oggi Pennica ha inviato al Prefetto e alle altre Autorità locali, manifestando la preoccupazione che alle sue riunioni elettorali possano liberamente partecipare… i suoi clienti. Cioè pregiudicati o boss mafiosi momentaneamente in libertà. Non è uno scherzo. Ad Agrigento succede anche questo. E se vuole, Bersani potrà avere copia della lettera che Pennica ha inviato alle Autorità per manifestare questa sconcertante preoccupazione.
Tra l’avvocato delle vittime della mafia, tra l’avvocato delle parti offese nei processi di corruzione, abusivismo, contro i potenti e i mafiosi, e l’avvocato dei capimafia, Capodicasa manifesta la sua netta preferenza in favore di quest’ultimo.
E, come ultimo paradosso pirandelliano, l’avvocato delle parti offese è anche uno storico militante della sinistra siciliana, mentre l’avvocato dei mafiosi si autodefinisce continuamente un uomo di centrodestra, molto gradito anche – dichiarazioni odierne – al segretario PDL, Angelino Alfano.
Pirandello fu un agrigentino. Chissà se Ponzio Pilato era originario di Bettola, ridente comune alle porte di Piacenza che ha dato i natali all’illustre segretario PD.
Agrigento, 14 marzo 2012
Avv. Giuseppe Arnone
Consigliere Comunale P.D

Nessun commento:

Posta un commento